Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

Per fare un farmaco ci vuole una pianta

Pubblicato da Eleonora Viganò su 18 maggio 2012

SALUTE – Le sensazioni del ricercatore Ari Zimran, membro del comitato scientifico di Protalix  Biotherapeutics, e dei suoi collaboratori, le possiamo solo immaginare, quello che invece sappiamo è che il farmaco sul quale stava lavorando da dieci anni, la taliglucerasi alfa, sviluppato dall’azienda israeliana Protalix Biotherapeutics e commercializzato da Pfizer, è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA).

Cosa c’è di nuovo in questo? Elelyso, questo il suo nome commerciale, è il primo farmaco biologico prodotto all’interno di cellule vegetali a essere approvato. Un traguardo quindi che va oltre l’azienda, investendo più in generale sia il campo farmaceutico sia le biotecnologie agrarie.

La malattia rara di Gaucher alla quale Elelyso si rivolge è causata dalla carenza dell’enzima glucocerebrosidasi che agisce all’interno dei macrofagi trasformando una sostanza di scarto in due sostanze utili all’organismo. Quando l’enzima non è sufficiente, il glucocerebroside si accumula, ingrossando i macrofagi e provocando sintomi che vanno dalla anemia fino a problemi neurologici. L’idea di Protalix è stata quella di inserire nelle cellule di carota una versione sana del gene umano che codifica per la glucocerebrosidasi, estraendo e purificando poi l’enzima prodotto, purtroppo per ora in dosi basse Leggi il seguito di questo post »

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La nanotecnologia fa i compiti di matematica

Pubblicato da Isabella Buono su 18 maggio 2012

LA VOCE DEL MASTER – In genere è la matematica che aiuta a risolvere questioni in altri ambiti, stavolta è il contrario. Un gruppo di ricercatori in nanotecnologia dell’Università del Michigan e dell’Università del Connecticut ha introdotto una variante di un antico e famoso problema di matematica e hanno trovato anche una soluzione riportata nella rivista Physical Review Letters.

La questione potrebbe essere posta in questo modo. Immaginiamo di voler coprire una finestra con un certo numero di dischi di diverso raggio, sovrapponendoli in modo da non far passare più luce. Qual è il modo migliore? O più in generale, qual è il modo migliore per riempire una zona delimitata con un numero N di cerchi di varia dimensione (o sfere in 3D)? Questo è il nuovo problema di ottimizzazione presentato dagli studiosi, che diversamente dal tradizionale problema di imballaggio permette che i dischi si sovrappongano. Inoltre si differenzia anche da un altro problema simile, quello di copertura, perché i dischi non possono uscire dai confini della figura Leggi il seguito di questo post »

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Ohibò! Ho una trave nell’occhio.

Pubblicato da Davide Ludovisi su 18 maggio 2012

CULTURA - Phineas Gage, a suo modo, è una superstar. Uso il presente, perché nonostante sia morto da 152 anni, continua a far parlare di sé. Quando ancora non esistevano le moderne tecniche di studio del cervello, ha offerto agli scienziati un’opportunità unica per capire meglio le funzioni cerebrali. In realtà al povero Phineas non interessava la fama e tantomeno il progresso scientifico: era un operaio venticinquenne impegnato nella costruzione delle ferrovie americane.

Il 13 settembre 1848 (un bel giorno per la scienza, ma pessimo per lui), mentre stava inserendo una carica esplosiva per la costruzione di un nuovo tratto ferroviario qualcosa andò storto: la detonazione avvenne prima del previsto, e la barra di acciaio che Phineas stava usando gli schizzò in faccia, trapassandogli il cranio. Leggi il seguito di questo post »

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Che ci fa un reattore nucleare alla Kodak

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 17 maggio 2012

CRONACA – Lo avrete già sentito, nei sotterranei della sede storica della Kodak di Rochester (stato di New York) è stato trovato un reattore nucleare, lì dal 1974. Sembra la trama di una serie Marvel, ma al di là dello stupore, la domanda è che diavolo ci faceva la Kodak con un reattore nucleare? No, niente guerra fredda, niente armi di distruzione di massa, nessun intento bellico a quanto pare. Quel tipo di reattore molto probabilmente aveva uno scopo di ricerca. Come si legge anche in questo blog, dietro al quale c’è lo zampino dell’American Physical Society, quel tipo di reattore si trova facilmente in molte università americane, custodito con cura e senza nessuno scopo malefico, solo ricerca.

E comunque non si tratta di un reattore nucleare come si è scritto un po’ dappertutto, ma invece di un “californium neutron flux multiplier” (fisici, esiste una traduzione in italiano?), dispositivo che serve a:

Accrescere l’emisisone di neutroni da una fonte radiottiva, ma non c’era abbastanza materiale per iniziare una reazione a catena. Lo strumento veniva usato in un modo molto simile a quello in cui molti reattori sono usati nelle università e negli istituti di ricerca Leggi il seguito di questo post »

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Conservare o non conservare questo è il problema

Pubblicato da Marta Picciulin su 17 maggio 2012

OGGISCIENZATV – Circa un quarto dei mammiferi presenti oggi sulla Terra è a rischio di estinzione ma non ci sono risorse sufficiente a salvare tutte le specie. Come deciderne le priorità ? A questa domanda risponde un recente articolo apparso su Conservation Letter. Ne parliamo con Moreno Di Marco del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università La Sapienza di Roma.

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Science Forward – Imitation of life

Pubblicato da francescacamilli su 17 maggio 2012

ASCOLTA IL PODCAST!

SCIENCEFORWARD – Torna l’appuntamento con ScienceForward, il podcast del master in giornalismo scientifico digitale della Sissa di Trieste.

Questa settimana parliamo di biomimesi con Ilaria Mazzoleni, architetto presso il Southern California Institute of Architecture, che ci racconta come il design e la progettazione architettonica possano prendere spunto da strutture della natura. Nicola Pugno ci parla delle potenzialità dei nuovi materiali che vengono studiati al laboratorio di nanomeccanica bioispirata del Politecnico di Torino.

Con la rubrica Riciclati conosciamo Marco Valli che, dopo un dottorato in fisica, oggi è consulente per una società che si occupa di decisioni razionali Leggi il seguito di questo post »

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L’energia che viene dal sole

Pubblicato da Laura Pulici su 17 maggio 2012

AMBIENTE – Occhi puntati sul fotovoltaico. Tra le energie verdi, quella prodotta dal sole continua a crescere. Secondo i dati presentati al SolarExpo di Verona, l’Italia con oltre 9.000 MW installati è stato il primo Paese nel 2011 in termini di nuova capacità di energia fotovoltaica connessa alla rete, superando anche la crescita della Germania che detiene il primato in Europa.

Oggi il fotovoltaico contribuisce per il 31% alla produzione di energia da fonti rinnovabili: gli oltre 340mila impianti presenti nel nostro Paese producono circa 11 TWh/anno di energia elettrica Leggi il seguito di questo post »

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Maya: altri 7mila anni alla fine del mondo

Pubblicato da Matteo Soldi su 16 maggio 2012

CULTURA – Niente paura, la fine del mondo è rimandata.

Un gruppo di archeologi americani guidati da William Saturno ha ritrovato nel sito di Xultun in Guatemala un’abitazione, probabilmente appartenuta a uno scriba Maya, sui cui muri sono presenti centinaia di geroglifici e pitture che sembrano descrivere varie ciclicità astronomiche. Il problema è che stando all’interpretazione data dai ricercatori la fine del calendario Maya non sarebbe per dicembre 2012 ma rimandata di almeno 7mila anni.

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Per colpa di Achab

Pubblicato da francescacamilli su 16 maggio 2012

LA VOCE DEL MASTER – La caccia commerciale alla balena grigia, che tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 ha sterminato decine di migliaia di esemplari, è stata probabilmente la causa principale della recente diminuzione della popolazione di questa specie. Lo suggerisce un nuovo studio, condotto da un gruppo di ricercatori guidato da Elizabeth Alter della Stanford University e pubblicato su PLoS ONE.

Anche se l’affermazione può sembrare ovvia, in realtà altre ricerche avevano ipotizzato che la diminuzione numerica fosse collegata a fenomeni precedenti alla caccia massiva della seconda metà del 1800. Erano stati considerati, infatti, fattori come l’influenza dei cambiamenti climatici (il “periodo caldo medioevale”, la “Piccola era glaciale”), la presenza di predatori (Orcinus orca) e il fatto che le popolazioni indigene avessero cacciato questa specie per 5000 anni Leggi il seguito di questo post »

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Revolution

Pubblicato da Paolo Fedrigo su 16 maggio 2012

AMBIENTE – Che cosa succederebbe se all’improvviso finisse l’elettricità? Parte proprio da domanda intrigante la nuova serie televisiva Revolution che andrà in onda prossimamente sull’NBC. La nuova serie action-adventure, diretta da Jon Favreau, Eric Kripke e in particolare da J.J Abrams, già autore dei famosi serial Lost e Alias, racconta la storia di un gruppo di sopravvissuti a un fenomeno paranormale che ha privato il pianeta della corrente elettrica e ha spinto l’umanità in dietro di centinaia d’anni. Computer, elettrodomestici, mezzi di trasporto, illuminazione, telefonia, tutto spento. Le grandi metropoli sono inghiottite dalla vegetazione e le persone vivono in piccole comunità di agricoltori Leggi il seguito di questo post »

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