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Vita a 56k

Pubblicato da Lara Pellizzaro su 2 marzo 2010


Ascolta il servizio di Lara Pellizzaro sulla vita a 56k

LA VOCE DEL MASTER – Banda larga, fibra ottica, connessioni internet a 10 Mega. Per molti italiani tutto questo non fa parte della vita quotidiana, si tratta solo di un sogno lontano. Controllare la posta elettronica o vedere le news online diventa un’impresa estenuante, in attesa del collegamento del modem e dell’apertura delle pagine web. Ostacoli che creano una vera e propria barriera culturale e sociale all’accesso alla Rete: niente home banking, niente giochi online e tanto meno social network, come ci raccontano Carlo e Lorella, che abitano a Tezze di Arzignano, una zona senza linea Adsl.

E se in Italia il governo ha bloccato gli 800 milioni di euro previsti per la banda larga, molti altri Paesi europei, come la Spagna, l’Olanda e il Regno Unito, hanno intrapreso una strada completamente diversa: garantire a breve connessioni a 1 o 2 Mega per tutti i cittadini. Un digital divide sempre più profondo rispetto all’Europa, come ci conferma Giulia, che ci parla del rapporto degli abitanti di Helsinki con internet. Perché la Finlandia dallo scorso ottobre ha sancito la banda larga come diritto del cittadino.

Eppure secondo Stefano Quintarelli, uno dei maggiori esperti in Italia della Rete, gli italiani non sarebbero pronti a questo diritto. E manca anche una corretta informazione nel nostro Paese: le speranze per chi ha una connessione lenta ci sono, ma spesso sono del tutto ignorate. È il caso dell’HiperLAN, grazie alla quale molti italiani potrebbero non essere più confinati a 56k.

2 Risposte a “Vita a 56k”

  1. ghirigori detto

    niente di personale, eh? :)

  2. Della Banda Larga, che poi funziona malissimo, come detto spesso con lunghissimi tempi d’attesa,
    beneficiano solo una serie di grandi città. Se poi si va in periferia, nelle campagne, in mezzo ai monti e colline, sulle pendici di Alpi ed Appennini, l’ADSL e la Banda Larga restano solo una grande chimera! Del resto non va meglio per la telefonia mobile. Basta camminare lungo una strada provinciale o statale dell’ Appennino Toscano o Calabro Lucano e non esiste alcun segnale.

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