Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

Macchine molecolari

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 14 luglio 2010

Una nuova tecnologia migliore la nostre conoscenze sul funzionamento delle molecole funzionali

NOTIZIE – Il futuro vedrà le nano-macchine utilizzate nei più svariati campi. Per fare questo però è necessario conoscere a fondo struttura e funzionamento di quello che gli scienziati chiamano molecole funzionali.
Una famiglia di molecole funzionali sono i rotaxani, strutture a forma di manubrio, il cui asse centrale è circondato da un anello. Se stimolate chimicamente o attraverso la luce, l’anello si muove avanti e indietro, e il rotaxano si comporta come una macchina molecolare.

Finora nessuno era riuscito a studiare il comportamento di una di queste molecole prese singolarmente, perché la loro flessibilità e mobilità rendeva necessario raggrupparle attaccandole a una superficie.

Paul weiss dell’Università della California di Los Angeles e colleghi provenienti da altri istituti hanno usato una nuova tecnica, descritta nell’articolo pubblicato sulla rivista ACS Nano. Le molecole vengo attaccate una a una a una superficie e poi vengono scannerizzate con un microscopio “scanneling tunnelling”. Con questa tecnica i ricercatori hanno registrato i cambiamenti di posizione degli anelli lungo l’asse in risposta a segnali elettrochimici.

La tecnica potrà in futuro essere usata per comprendere a fondo il funzionamento di molte altre molecole funzionali

4 Risposte a “Macchine molecolari”

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by eballi, Oggi Scienza. Oggi Scienza said: Macchine molecolari: http://wp.me/pubem-2rY [...]

  2. Cristina Rutigliano detto

    Segnalo un errore in questo passaggio:
    “Finora nessuno era riuscito a studiare il comportamento di una di queste cellule prese singolarmente, perché la loro flessibilità e mobilità rendeva necessario raggrupparle attaccandole a una superficie.”
    Si parla di molecole, non di cellule.

  3. fittipaldi salvatore detto

    Affascinante, un ringraziamento agli autori di questo spettacolo: ovviamente ai ricercatori…

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