E l’amore no?

Negli Stati Uniti il Government Accountability Office (GAO) -l’autorità che richiama all’ordine i legislatori – ha pubblicato un rapporto sui kit per diagnosi genetiche venduti direttamente al consumatore, a prezzi da 300 a 1.000 dollari. I produttori, si apprende, non hanno rispettato i criteri di qualità e di accuratezza che, a loro dire, si erano auto-imposti. I risultati dei test sono “fuorvianti”  e di “nessuna utilità”, scrivono gli autori del rapporto. Cinque persone che avevano inviato a quattro aziende il proprio campione biologico chiedendo diagnosi per diverse patologie, hanno ricevuto risposte contraddittorie  nel 68% dei casi, e per quattro di loro in contrasto con patologie di cui soffrivano o con quelle ereditarie presenti in famiglia.

Al Congresso, la Commissione per l’energia e il commercio ha convocato i dirigenti delle aziende a giustificarsi e non è rimasta soddisfatta. E si capisce. Sul suo sito, c’è il video in cui un inquirente del GAO, travestito da consumatore, verifica in prima persona che può procurarsi un test del DNA di qualcun altro in barba alle leggi sulla privacy e sul consenso informato.

La Food and Drugs Administration sta preparando le linee-guida per moralizzare un po’ il settore. Secondo il genetista Craig Venter però, quei kit e chi li usa hanno un’idea sbagliata del DNA. In un’intervista allo Spiegel (trad. inglese), riecheggia il GAO: fuori dal contesto dell’organismo e del suo ambiente, l’informazione genetica è quasi sempre fuorviante e inutile. Dice altre cose sensate con la solita schiettezza, speriamo che l’intervista sia ripresa da un giornale italiano.

E visto che i kit si vendono via internet e le decisioni americane valgono per tutti, ci piacerebbe che il GAO indagasse pure sui test genetici per trovare l’anima gemella, un “mercato” che si sviluppa anche in Europa.

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Altri link:

Il  rapporto 2006 del GAO, con identici giudizi

L’azienda più nota critica il rapporto del GAO.

Il parere di Misha Angrist (che condivido).

L’incontro di Craig Venter con i senatori del Popolo della libertà che l’avevano invitato a Roma, il 26 luglio scorso.

Fonte dell’illustrazione

1 Comment on E l’amore no?

  1. Senz’altro questi test genetici hanno parecchi problemi, ma come si vede nei link anche lo stesso rapporto del GAO è stato criticato e messo in discussione, sia dalla 23andMe sia da Misha Angrist. Quindi, usare quel rapporto come una condanna definitiva a tutto il movimento della genomica personale DTC è a mio avviso sbagliato! Queste aziende andrebbero piuttosto aiutate a trovare degli standard comuni, dando loro delle norme di buona condotta da seguire. Per quanto riguarda i test per trovare l’anima gemella, non so se il governo interverrà: mi sembra che ciò che disturba di più nei test genetici siano i “medical claims”, ossia il fatto che queste aziende pretendono di fare diagnosi mediche. Nel caso dei test come ScientificMatch o GenePartner, invece, non si parla di salute ma di “alchimia di coppia”, perciò non credo che FDA e GAO siano più di tanto infastiditi da questi servizi. Se siete interessati a questo argomento, nel mio blog myGenomiX ne parlo spesso.

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