Il destino dell’INRIM
Pubblicato da Simona Cerrato su 5 luglio 2012
CRONACA – Anche l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), degno erede dello storico Galileo Ferraris di Torino, potrebbe rientrare tra i tagli della spending review e venire inglobato nel CNR. Non è l’unico motivo per cui, negli ultimi mesi, l’INRiM ha attirato l’attenzione dei media e del pubblico. Purtroppo il motivo dell’attenzione non sono i brillanti successi scientifici. Anzi. La nuova presidenza del prof. Alberto Carpinteri, insediatosi a settembre dello scorso anno su nomina dell’allora ministro Mariastella Gelmini, ha suscitato critiche da parte della comunità scientifica e del personale dell’INRiM.
Nominato in quota PDL ex AN, il professore è noto per essere il promotore del piezonucleare, un presunto fenomeno secondo il quale, sottoponendo a pressione blocchi di granito, si produce energia nucleare pulita e in quantità a piacere… insomma, sostanzialmente in grado di salvare il mondo. La ricerca del prof. Carpinteri e colleghi (pochi) è stata demolita con critiche devastanti che si possono riassumere nella frase “le procedure sperimentali e il trattamento dei dati sono inferiori agli standard normalmente accettati dalla comunità dei fisici. Inoltre abbiamo anche scoperto seri errori e manchevolezze nei dati presentati.” come cita Sylvie Couyad nel primo articolo della serie sul piezonucleare che OggiScienza ha pubblicato a partire da maggio di quest’anno.
Anche il ministro Profumo ha fatto recentemente marcia indietro a proposito della nomima di Fabio Cardone (collega di Carpinteri nelle faccende scientifiche e politiche) come membro del consiglio scientifico dell’INRiM per coprire un posto vacante. La sua candidatura è stata ritirata dopo la petizione di sfiducia firmata da più di 1000 scienziati, ed è stata sostituita da persone di competenza riconosciuta a livello internazionale.
La faccenda è quindi complessa. Non sarà, si chiedono molti ricercatori dell’INRiM, che la spendig review è un pretesto per sistemare una situazione diventata ormai ingestibile? Noi viaggiamo bene, sostengono i ricercatori interpellati, con finanziamenti europei ed eccellenze scientifiche e tecnologiche mai viste prima. L’inclusione dell’Ente nel CNR (e quindi la scomparsa dell’INRiM come tale) se da una parte toglierà loro un po’ di autonomia, dall’altra metterebbe al sicuro i ricercatori e l’Ente stesso da una gestione incompetente. Il rischio sarebbe piuttosto che l’eventuale soppressione dell’Istituto Metrologico Nazionale, senza poi ricrearlo all’interno del CNR, metterebbe l’Italia in grave difficoltà nei confronti della Comunità Europea, che finanzia il programma EMRP-European Metrology Research Programme sulla metrologia europea, di cui l’INRiM fa parte in quanto istituto metrologico primario.
Nel frattempo 80 ricercatori su 100 hanno firmato una mozione di sfiducia nei confronti del presidente Carpinteri, che pubblichiamo.






RSU detto
Oggi la riunione del personale INRIM ha espresso la volontà di mantenere la propria autonomia!!!!!
La RSU ha diffuso agli organi di stampa il seguente documento:
La RSU INRIM sorpresa per il reiterato inserimento dell’Istituto tra gli enti da sopprimere
nell’ambito della bozza del decreto sulla spending review, forte della propria autonomia,
rivendica le prerogative e peculiarità dell’INRIM, che con la sua soppressione andrebbero
perdute.
In quanto Istituto Metrologico Primario (legge 11 agosto 1991, n. 273) e Ente Pubblico
Nazionale:
• riveste un indiscusso ruolo di riferimento a livello internazionale,
• rappresenta l’Italia in diversi comitati e organizzazioni tra cui il Comitato
Internazionale dei Pesi e Misure,
• realizza e dissemina i campioni delle unità di misura verso l’industria e la ricerca
nazionale,
• è il riferimento internazionale per la scala di tempo nel progetto Galileo (Sistema di
Navigazione Satellitare Europeo),
• ha accesso a specifici fondi comunitari per la Ricerca (EURAMET),
• è storicamente autonomo,
• ha un elevato livello di produttività scientifica.
Inoltre ha sempre dimostrato virtuosità di bilancio, infatti:
• la spesa del personale è ben al di sotto delle richieste ministeriali,
• si autofinanzia per circa un quarto del suo bilancio,
• solo un quarto del suo autofinanziamento è usato per la corresponsione degli
emolumenti al personale non di ruolo
La RSU INRIM difende a gran voce l’autonomia dell’ente, che rappresenta un valore per il
nostro Paese.
Pur concordando sulla necessità di operare una revisione organica della spesa pubblica,
ciò va operato saggiamente e teme che tutte le peculiarità e gli investimenti formativi,
effettuati su numerosi giovani ricercatori precari, andrebbero irrimediabilmente perduti.
La Rappresentanza Sindacale Unitaria INRIM
Torino, 5 luglio 2012
Edoardo G. detto
Questo e’ vietato… Io vi querelerei tutti
Sylvie Coyaud detto
Stando al decreto approvato oggi al Senato, l’INRiM sarà “trasferito” nel CNR con tutte le sue “risorse” mentre decadono gli organi statutari (CDA, Com. scientifico) e i dirigenti “apicali” .
Ci sono un po’ di incongruenze da risolvere fra i vari aggiustamenti, ma “ricercatori e tecnologi” sono esenti dai tagli al personale previsto per la funzione pubblica .
A ri-sponsor » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it detto
[...] La mozione di sfiducia, scritta il 29 giugno, con la quale 80 ricercatori dell’INRIM su 100 chiedevano le dimissioni [...]
R.Sindacale detto
L’articolo apparso sul Sole24ore scritto dalla giornalista Silvye Coyaud “Piezopoli” è stato il punto di forza che ha spinto i ricercatori a tempo indeterminato dell’INRIM a produrre il documento citato con il pieno sostegno di tutti i rappresentanti sindacali. A seguito dell’incontro con il Presidente e i membri del CDA che si è svolto ieri, è stato chiarito che molti dei contenuti espressi nell’articolo del Sole24ore non sono veritieri. Nello specifico la richiesta di finanziamenti per svariate centinaia di milioni di euro è risultata essere una montatura senza fondamento.
Stefano Dalla Casa detto
Difficile immaginare che la mozione, dove non si parla affatto di richieste di finanziamento, sia direttamente riconducibile a un unico articolo di due mesi fa al quale, nel frattempo, se ne sono aggiunti decine, anche stranieri (è ricordato anche all’inizio del documento).
A fronte di questo chiarimento la rappresentanza sindacale vuole dire che la mozione di sfiducia sarà ritirata? O che se ne dissocia? Si sta parlando anche a nome dei firmatari?
Asmodeo detto
Sarebbe un vero peccato. Chi porterebbe avanti il fondamentale studio sul piezonucleare?!
Bye,
D.
More wreckage » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it detto
[...] Il Pulitzer giustifica anche la sua “pura illazione” P.S. Riguardo alla rettifica pubblicata dalla redazione dell’Indro, preciso che la mia fonte proveniva da un articolo di Oggi Scienza http://oggiscienza.wordpress.com/2012/07/05/il-destino-dellinrim/#comment-10694 [...]
“Pura illazione” | Svoogle News detto
[...] commento era attribuito alla stessa fonte dall’imprenditore Andrea Rampado, presidente [...]
Giuseppe detto
Se il Ministro conoscesse l’atmosfera che aleggia nell’INRIM dopo il caso dell’ammutinamento contro l’esperimento ritenuto una “bufala”, sopprimerebbe subito l’istituto ed i semidei che ne occupano le nicche dorate. Ho ragione di credere che la “guerra” è dovuta alla mancata accettazione della nomina del presidente. Mi pare che l’Istituto non abbia più lo smalto del Ferraris e ho la sensazione che non sia nelle condizioni di fare ricerche, ma penso che vive da scambi di favori con enti che cercano anch’essi visibilità.
Penso anche che se I’istituto non sa rispondere ad un quesito posto da un normale cittadino, merita davvero di essere soppresso:
Arretrati » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it detto
[...] Oggi Scienza segnala l’appello per l’INFN, da confrontare con questa “mozione di sfiducia“. [...]
Che succede all’INRIM | Svoogle News detto
[...] determinazione con la lettera di sfiducia al presidente dello scorso 29 giugno, già pubblicata su OggiScienza il 5 luglio, in cui venivano espressamente chieste le dimissioni del presidente. Le dichiarazioni [...]
Che succede all’INRIM « Oggi Scienza detto
[...] determinazione con la lettera di sfiducia al presidente dello scorso 29 giugno, già pubblicata su OggiScienza il 5 luglio, in cui venivano espressamente chieste le dimissioni del presidente. Le dichiarazioni [...]
Melchior detto
I veri ricercatori devono sempre chiedere il permesso ai “padroni del vapore” prima di iniziare ricerche scientifiche troppo innovative e non autorizzate! Un applauso ai ricercatori che giustamente preoccupati, aspettanno il via libera da parte della “comunità scientifica internazionale” prima di permettere che il proprio istituto si avventuri in pericolose ricerche chiaramente eretiche. Il vero ricercatore canonico dovrebbe occuparsi soltanto delle ricerche PERMESSE e finanziate dalla comunità europea, no ?
Dedicato ai fan – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it detto
[...] da fonte anonima (vedi post sopra)… Nell’articolo, ça va sans dire, quella richiesta non [...]