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Aria sporca in Europa

Pubblicato da Laura Pulici su 16 luglio 2012

AMBIENTE – Per una volta l’Italia ce l’ha fatta. Il nostro Paese ha rispettato i limiti di emissione indicati dalla direttiva NEC (National Emission Ceilings) che tiene sotto osservazione i quattro principali inquinati dell’aria: anidride solforosa, ossidi di azoto, composti organici non metanici e ammoniaca.

Purtroppo la maggior parte degli Stati europei non sono stati così virtuosi. Secondo i recenti dati ufficiali dell’Agenzia europea per l’ambiente  riferiti al 2010, ben 14 Paesi hanno superato uno o più limiti di emissione, in alcuni casi anche di molto. Spagna e Germania hanno superato, rispettivamente, tre e due dei quattro valori considerati. Negli altri Paesi considerati, ad eccezione della Finlandia, sono stati gli ossidi di azoto a far registrare il maggior numero di superamenti dei limiti. Tra i fattori che hanno contribuito a questa situazione, un ruolo da protagonista spetta al settore dei trasporti, che è responsabile di circa il 40% del totale delle emissioni in Europa.

Queste sostanze inquinanti possono causare problemi respiratori, oltre a contribuire all’acidificazione del suolo e delle acqua superficiali. Per questi motivi l’attuale revisione delle politiche ambientali dell’Unione Europea potrebbe portare all’individuazione di limiti di emissione più severi per il 2020 e all’introduzione di una soglia massima anche per le particelle sottili. Misure necessarie per ridurre l’impatto negativo sull’uomo e sull’ambiente delle sostanze inquinanti.

Crediti immagine: Laura Pulici

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