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Qualche consiglio di lettura per il weekend.

The Making of the Fittest: l’evoluzione al lavoro in tre brevi documentari presentati da Sean B. Carrol, autore dell’omonimo libro (titolo originale: Al di là di ogni ragionevole dubbio, Codice, 2008). La mini serie illustra, tra i tanti, tre casi emblematici di selezione naturale: il colore del mantello del roditore Chaetodipus intermedius,  il sangue di emoglobina del pesce ghiaccio, l’anemia falciforme.

Gli aggiornamenti su Curiosity sul blog di Paolo Attivissimo

Sorpresa sorpresa: secondo un paper pubblicato su Scientific Reports anche gli afidi sarebbero in grado svolgere una forma rudimentale di fotosintesi. In realtà, come spiega Mauro Mandrioli sul blog The Aphid Room, la fotosintesi implica la fissazione del carbonio atmosferico, mentre ciò che fanno questi insetti è utilizzare carotenoidi da loro stessi sintetizzati per produrre ATP: il termine corretto da utilizzare è pertanto fototrofia.

I Climalteranti si preparano a conferire il prestigioso premio A qualcuno piace caldo “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione”.

Chi ha detto che il codice genetico deve contenere solo informazioni genetiche? Per il lancio del libro Regenesis: How Synthetic Biology Will Reinvent Nature and Ourselves gli autori hanno ben pensato di usare il codice genetico per tradurlo in una stringa di DNA. Sempre utilizzando le normali tecniche da laboratorio, il DNA è stato poi sequenziato e il testo recuperato, con solo una manciata di errori.

Su Nature un articolo sul progetto Marco Polo, del quale si è da poco conclusa l’edizione 2012.

Le word cloud sono rappresentazioni grafiche dove delle parole sono visualizzate in colore e/o dimensioni diverse, tipicamente in relazione alla frequenza con la quale compaiono nell’insieme da cui provengono (ad esempio i tag all’interno di un sito, come potete vedere nella colonna qui a destra). Questo tipo di visualizzazione è molto intuitiva e consente di spostarsi rapidamente da un contenuto all’altro: perché non applicarla anche ad altri dati?  Due chimici hanno appunto proposto con una pubblicazione sul Journal of Cheminformatics di applicare lo stesso metodo per navigare negli immensi dataset di molecole.

Su Scientific American una bella storia sulla “magia” della scienza: su incoraggiamento della babysitter Jordan Hilkowitz, un bambino autistico da sempre col “pallino” della scienza, ha cominciato a girare video che illustrano semplici esperimenti scientifici. Ora Jordan ha un seguitissimo canale youtube, Doctor Mad Science, e sia la madre che la babysitter affermano che questa esperienza ha giovato enormemente alle sue capacità comunicative.

Buona lettura!

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