Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

Alfa Centauri e il suo pianeta terrestre

Pubblicato da Matteo Soldi su 17 ottobre 2012

CRONACA – Che cosa succederebbe se prendessimo un sistema di tre stelle, di cui due simili al Sole con sistema planetario annesso, la ponessimo a 4,3 anni luce di distanza dalla Terra? Avremmo descritto perfettamente l’ambientazione del film Avatar, l’ultimo colossal di James Cameron, oppure l’ultima incredibile scoperta dell’ESO (European Southern Observatory).

Secondo questa importante scoperta pubblicata su Nature, astronomi dell’Osservatorio di Ginevra analizzando i dati raccolti con HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), uno spettrografo collegato al telescopio dell’ESO da 3,6 m posizionato a La Silla sulle Ande cilene a oltre 2400 m slm, sono stati in grado di rilevare “un segnale piccolo, ma reale, da un pianeta che orbita intorno a Alfa Centauri B ogni 3,2 giorni” commenta Xavier Dumusque (Osservatorio di Ginevra, Svizzera e Centro de Astrofisica da Universidade do Porto, Portogallo), che continua “è una scoperta straordinaria e ha spinto al limite la nostra tecnica”, portando a oltre 840 il numero di pianeti extrasolari scoperti.

Il sistema di Alfa Centauri è formato da due stelle di tipo solare, Alfa Centauri A e B e da una stella più piccola chiamata Proxima Centauri, il sistema si trova a “soli” 4,3 anni luce, questa scoperta assegna di diritto al pianeta appena scoperto il primato di essere il pianeta extrasolare più vicino alla Terra mai osservato prima.

I ricercatori sono stati in grado di rilevare le piccole oscillazioni nel moto della stella Alfa Centauri B, causate dalla presenza del piccolo pianeta.

Un altro primato attribuibile al pianeta è che ha una massa poco più grande di quella terrestre, ma non facciamoci ingannare, su questo pianeta difficilmente potrà esserci vita dato che orbita a circa sei milioni di chilometri dalla stella (molto più vicino della distanza Mercurio-Sole) e quindi avrà una temperatura tutt’altro che ospitale alla vita. Gli stessi ricercatori, però, non si disperano, infatti, secondo Stéphane Udry (Osservatorio di Ginevra) “La sua orbita è molto vicina alla stella e deve essere troppo caldo per la vita come la conosciamo, ma potrebbe anche essere uno tra tanti in un sistema planetario”.

I ricercatori dell’Osservatorio di Ginevra non sono nuovi a questo genere di scoperte infatti nel 1995 furono i primi ad annunciare l’osservazione del primo pianeta extrasolare attorno a una stella di tipo solare, apripista nel campo della ricerca di pianeti orbitanti attorno ad altre stelle.

Qui è possibile scaricare l’articolo scientifico pubblicato sulla rivista scientifica Nature.

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