Scripta manent

IL PARCO DELLE BUFALE - Una sensazionale scoperta è stata annunciata in un’intervista dal prof. Yogendra Srivastava, docente dell’università di Perugia e coordinatore teorico della Steriwave-AltiMed che vende scatolette ucraine in grado di curare a distanza 100 malattie, dal cancro alle ghiandole mammarie.

L’intervista doveva essere letta alla scuola Pirelli di Roma, durante la conferenza che celebrava le applicazioni della Sophoid Theory unificata dell’universo e della mente, elaborata dall’informatico ing. Abundo, ora insegnante di chimica della fusione fredda. Invece il prof. Srivastava è intervenuto di persona.

Verba volant, ma per fortuna il testo è pubblicato da 22 passi che la custode ringrazia sentitamente. Ha appreso così che

al centro del Sole, se si hanno soltanto elettroni e protoni, è evidente che l’interazione debole di Fermi è assolutamente fondamentale per la produzione di neutroni, in seguito alla quale è possibile iniziare ulteriori trasmutazioni nucleari.

L’ignara custode era convinta che in una stella d’idrogeno come la nostra, le reazioni nucleari erano quelle della catena protone-protone. Due protoni generavano deuterio, poi un protone e un deuterio generavano elio-3 e due di questi un elio-4 con l’emissione di due protoni. Fra i discendenti c’erano anche positroni, neutrini, raggi gamma, ma neutroni no. Il Sole non stava per collassare in una supernova.

Tutto sbagliato. L’interazione di Fermi lo sta trasformando in una stella che finirà presto e male. In attesa del triste evento, la custode invita il prof. Roberto Battiston (1), anch’egli dell’Università di Perugia, ad aggiornare le proprie lezioni per includere la scoperta dell’illustre collega – in aggiunta a quelle, altrettanto rivoluzionarie , in medicina compiute insieme al “prof.” Valenzi, forse dell’Università La Sapienza e certamente della Steriwave-AltiMed.

(1) Di cui la custode condivide lo scetticismo in merito alle reazioni piezonucleari e le conseguenti persecuzioni del prof. Carpinteri & Co. Non vorrebbe condividere anche quelle del prof. Srivastava & Co.

Immagine: pulsar, NASA

2 Comments on Scripta manent

  1. Reblogged this on Sestante.

  2. Francesco Santoni // 5 settembre 2013 alle 18:42 // Rispondi

    L’ignara custode avrebbe fatto meglio a consultare almeno wikipedia, dove avrebbe letto che il primo anello della catena protone-protone consiste appunto nella produzione di un nucleo di deuterio da due protoni, uno dei quali decade beta (ecco l’interazione debole) diventando un neutrone. Senza questo passo, la catena non inizierebbe nemmeno. Da qui (ma non solo da qui ovviamente) l’idea di Widom, Larsen e Srivastava di esplorare la possibilità di sfruttare l’interazione debole per innescare, a bassa energia, delle reazioni nucleari. I tre non propongono nuova fisica, ma cercano solo di trovare un’applicazione per quella già conosciuta.

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  1. Scripta manent: #cialtronevo | Matteo Rossini
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