Ciao Marghe, ma quanto hai scritto?

Margherita Hack scrittrice                                                di Claudio Dutto e Cristina Tognaccini

JEKYLL – Margherita l’atleta, che ama la bicicletta e a Firenze si “buttava giù” da Pratolino sopra Fiesole: «Sapevo che erano 18 km e volevo farli in 18 minuti per sapere che andavo a 60 all’ora. Avevo 18 anni e l’incoscienza di quell’età. Ora penso che si potrebbero rompere i freni, perché una volta a Trieste mi è capitato, e ora quando scendo giù da Opicina o Basovizza non mi butto giù così alla cieca ma penso “mah speriamo non si rompano i freni”» (presentazione “La mia vita in bicicletta” – Ediciclo editore).

Margherita l’atea dalla sensibilità cristiana, che non crede ci sia un Dio che abbia creato tutto, troppo facile. Ma crede «nella libertà, nella giustizia, nel rispetto e nella solidarietà di tutti i viventi, uomini e animali». Nel «ama il prossimo tuo come te stesso, e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te: l’etica che dovrebbe guidare tutti i viventi» (“Io credo” intervista RaiTre).

Margherita la donna, che si descrive e racconta la sua vita, spesso con ironia e pensa che «le donne sono il 50% della popolazione, anche di più, e non usare questo potenziale umano sarebbe assurdo. Ma c’è ancora molto da fare, perché spesso non hanno fiducia in se stesse. Bisogna educarle sin da piccole perché imparino a voler riuscire in quello che fanno e voler esplicare tutte le loro capacità, lasciandole libere di seguire le loro attitudini». (Fiera 4 passi presentazione del libro “Una margherita rossa”).

Margherita la scienziata, l’astronoma, che sa “leggere” il cielo e capire le stelle, e lo condivide con tutti, adulti e bambini. «Il cielo è stato il primo libro scientifico dell’umanità, osservando il cielo attraverso migliaia di anni l’uomo è riuscito a capire anche la nostra origine. Noi siamo fatti di materiale che è stato costruito dalle stelle, dalle supernova. Siamo un prodotto dell’evoluzione dell’universo che ha sviluppato la capacità di osservare e capire l’universo».  (Salone del libro di Torino 2011-Fiera delle parole 2012).

Margherita la scrittrice, che tutto questo l’ha scritto in decine e decine di libri pubblicati tra il  1955 e il 2013, poco prima di morire all’età di 91 anni.

Nei suoi sessanta e più libri Margherita Hack ha raccontato davvero di tutto, dai suoi gatti (“I gatti della mia vita”, età di lettura 4 anni) al rapporto tra scienza e religione. Impossibile non ricordare il suo contributo in campo divulgativo, con gli innumerevoli libri per bambini  come “Tutto comincia dalle stelle” scritto con Gianluca Ranzini, dove racconta dei misteriosi e spettacolari oggetti che popolano il cielo: «Margherita si sposta velocemente in punti sempre più lontani nello spazio e nel tempo, come se fosse ai comandi di un’astronave. E alla fine del viaggio ci ritroveremo con lei al momento del Big Bang, per seguire “in diretta” la nascita dell’universo e i primi minuti della sua vita» recita la sinossi del libro. O per gli adulti, come “Dove nascono le stelle”, in cui la Hack  prova a dare una risposta agli innumerevoli interrogativi che nascono continuamente dallo studio del cielo: un altro viaggio indietro nel tempo dalla nascita dell’universo alle missioni spaziali. “Vi racconto l’astronomia”, un libro «divulgativo e scientifico, scritto con la passione di chi l’astronomia la insegna e la vive ogni giorno da quasi sessant’anni» ; “Notte di stelle”, scritto con Viviano Domenici, per imparare a leggere il grande libro del cielo notturno, riconoscere le costellazioni e comprendere quei fenomeni che hanno atterrito e affascinato gli uomini di ogni epoca. E molti altri ancora.

Tra i libri più popolari, poi, come non citare “Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete”? Scritto con Pierluigi Di Piazza, un sacerdote ma soprattutto un amico con cui dialogare di fede e religione. Ma non un prete come tanti, no, «uno di sinistra, uno di quei  preti veri nel senso che sono davvero cristiani. Uno che ama il prossimo suo come se stesso e non fa agli altri quello che non vorrebbe fosse fatto a lui», come lo definisce la stessa autrice durante un’intervista a Ediciclo editore. L’atea cristiana novantenne e il prete “di sinistra” si interrogano su argomenti del quotidiano e delicati e controversi, come il testamento biologico, il degrado della politica, il potere della Chiesa, gli stili di vita, la sessualità. «Alcuni pensano che gli atei non abbiano un’etica ed è assurdo, anche noi l’abbiamo e può essere riassunta nell’insegnamento di Cristo, che noi non crediamo sia Dio ma una grandissima personalità: il primo socialista della storia. Il primo che è andato verso i più poveri i più diseredati. L’etica del laico è questa ed è disinteressata in quanto non si aspetta ne la punizione del inferno ne la ricompensa del paradiso».  Ma ancora, sempre su scienza ed etica, “Sotto una cupola stellata”, dialogo con Marco Santarelli: «Io credo che  scienza e religione possano vivere e convivere tranquillamente, senza pretendere l’una di insegnare nulla all’altra – ha spiegato la Hack nella presentazione del libro – Non si tratta nemmeno di firmare un armistizio, ma di essere consapevoli dei propri limiti: consapevoli, anche, che sia l’esistenza che la non esistenza di Dio non sono dimostrabili scientificamente, ma rispondono ai bisogni delle singole persone».

Indimenticabili ancora “Libera Scienza in libero Stato”, in cui la Hack affronta il problema della ricerca in Italia, dei “cervelli in fuga”, dei “baroni”, e le sue innumerevoli autobiografie. “Hack! Come io vedo il mondo”: l’autobiografia personale e intellettuale di Margherita Hack che a 90 anni ha raccontato la sua passione per l’astronomia, la sua vita e la visione del mondo contemporaneo. O “Nove vite come i gatti – I miei primi novant’anni laici e ribelli”, scritto con Federico Taddia: consigli su cosa fare e non fare, i principi che le sono stati utili tutta la vita, i suoi maestri di vita (dai genitori al marito Aldo De Rosa, passando per la maestra di scuola), per concludere con una riflessione sul ruolo secondario dei giovani e delle donne nella società moderna e di cosa l’aspetterebbe se rinascesse ora.

Per finire con “Perché sono vegetariana”e “La mia vita in bicicletta”, che raccontano la sua visione del mondo in una chiave ancora diversa e sempre ironica. «Sono nata in una famiglia che era vegetariana e quindi fin da piccola sono stata vegetariana – ha ricordato l’astrofisica in un’intervista a FuoriTg del 2011 – mio padre faceva propaganda per la dieta vegetariana e andava spesso in giro dicendo “Non mangiate la carne, è come mangiare cadaveri” e in effetti aveva ragione, sono cadaveri. Lei se lo mangerebbe un cadavere? Io no, preferisco le patate fritte, che so’ molto più buone!».

1 Comment on Ciao Marghe, ma quanto hai scritto?

  1. Davvero bello!

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