Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Il sole e il destino dei farmaci

Pubblicato da Chiara Finotti su 4 aprile 2011

SALUTE – Quando assumiamo un farmaco il suo destino è presto detto: viene assorbito, si distribuisce nell’organismo, viene metabolizzato, ovvero “digerito”, e poi eliminato.

Secondo i ricercatori del Karolinska Institute, in Svezia, la capacità dell’organismo di “digerire” i farmaci può essere influenzata dall’esposizione alla luce solare. Può quindi variare con le stagioni.

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Drug metabolism  & Disposition “ prende le mosse dall’analisi di ciò che è accaduto nell’organismo di 70.000 soggetti coinvolti nello studio.

Si tratta di pazienti che, dopo aver subito un trapianto, assumevano con regolarità farmaci immunosoppressori volti a inibire l’insorgere di reazioni di rigetto. Gli studiosi hanno monitorato i livelli plasmatici di questi farmaci durante un anno solare e hanno confrontato quelli raggiunti in seguito all’assunzione durante il periodo invernale con quelli ottenuti dopo un’assunzione nel periodo estivo Leggi il seguito di questo post »

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Attento tumore, arrivano le spie

Pubblicato da Chiara Finotti su 14 febbraio 2011

SALUTE – Sono nate nel 2005 e si chiamano “Cornell Dots”. Godono di un primato: sono le prime nanoparticelle di materiale inorganico a entrare in una sperimentazione clinica sull’uomo come potrebbe fare un farmaco. Se i dati emersi dalla sperimentazione ne confermeranno sicurezza ed efficacia, potranno diventare un importante strumento nella diagnosi e nella cura del tumore. Infatti, grazie alla loro capacità di emettere luce, sono in grado di rendere meglio visibili le cellule tumorali.

È la prima volta che l’FDA, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici approva la sperimentazione clinica di un materiale inorganico alla stregua di quanto fa solitamente per i farmaci. Lo studio sarà condotto dai ricercatori del Memorial Sloan Kattering Cancer Center a New York Leggi il seguito di questo post »

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Fermo là, tumore!

Pubblicato da Chiara Finotti su 27 gennaio 2011

SALUTE – Si chiama WWP2 ed è un gene che si trova all’interno delle cellule. Attacca e distrugge un inibitore naturale in grado di frenare il propagarsi del tumore. Secondo i ricercatori della University of East Anglia basterebbe bloccarlo per impedire la diffusione del tumore in punti lontani dal primo organo attaccato.

Infatti, il tumore primitivo si diffonde nell’organismo tramite un processo che prende il nome di metastasi. Le cellule tumorali si staccano dalla massa iniziale, penetrano nei vasi sanguigni e linfatici e riescono a stabilirsi anche in tessuti molto lontani da quelli d’origine Leggi il seguito di questo post »

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In pochi minuti i danni del fumo

Pubblicato da Chiara Finotti su 18 gennaio 2011

SALUTE – Che il fumo di sigaretta faccia male è ormai cosa nota ma che possa farlo pochi minuti dopo aver spento la sigaretta è una cosa scoperta solo di recente. La rivista scientifica Chemical Research in Toxicology pubblica ora i risultati di una ricerca a dir poco inquietante per gli amanti delle cosiddette “bionde”. Dopo aver fatto il suo ingresso nei nostri polmoni, il fumo può provocare un danno al DNA in pochi minuti, non sono necessari anni come, fino a oggi, ipotizzato.   Si tratta del primo studio sull’uomo che ha rivelato le modalità con cui certe sostanze, contenute nel tabacco, possono causare un danno al DNA all’origine del tumore Leggi il seguito di questo post »

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Un lavoro per Supertopo

Pubblicato da Chiara Finotti su 10 gennaio 2011

CRONACA – Ricercatori della Vanderbilt University hanno costruito, tramite tecniche di ingegneria genetica, topi in grado di correre una distanza doppia rispetto a topi normali grazie a un aumento delle scorte di acetilcolina, trasmettitore essenziale per la contrazione muscolare.

La scoperta, riportata questo mese su Neuroscience, può portare a nuovi trattamenti per i disturbi dell’apparato neuromuscolare come la miastenia gravis che si manifesta quando i segnali colinergici non riescono a raggiungere i muscoli.

Gli studiosi, coordinati da Randy Blakely Leggi il seguito di questo post »

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