A due anni dal terremoto dell’Aquila, facciamo il punto sui recenti terremoti che hanno colpito la Nuova Zelanda e il Giappone e che hanno messo in crisi i sistemi di prevenzione antisismica. Ma i danni, spiegano gli esperti, sono dovuti a un insieme di circostanze sfavorevoli e sarebbero stati sicuramente superiori se non fossero state prese precauzioni.
TERREMOTO – Danni, feriti, morti sono il tragico resoconto del terremoto che ha scosso Christchurch, la seconda città della Nuova Zelanda, il 22 febbraio scorso alle 12:51 (ora locale). Anche il Giappone ha subito spaventosi danni e ha avuto molte vittime a seguito del fortissimo terremoto (magnitudo 9,0) che ha colpito la costa orientale di Honshu, alle 14:46 (ora locale) dell’11 marzo 2011. In entrambi i casi, questi effetti potrebbero essere interpretati come un fallimento delle norme di prevenzione e dell’edilizia antisismica. Perché, ci si chiede, in paesi che rispettano tutte le norme e che hanno un avanzato uso della tecnologia e dove la popolazione è più educata ad affrontare eventi del genere, il terremoto può ancora provocare danni così ingenti? Leggi il seguito di questo post »






