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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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Zero Impact Web
Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
Pubblicato da Margherita Cappelletto su 13 luglio 2012
CRONACA - Intervista Julian Barbour, fisico britannico per il quale il tempo è forma.
“Julian, cos’è per te il tempo?” “Semplice, il tempo non esiste …”. Questo l’approccio della Shape dynamics, una teoria della gravità che si fonda sul concetto di “forma che l’universo assume a ogni istante”. Il tempo è un fenomeno che emerge da una teoria quantistica costruita solamente con l’insieme delle forme che l’universo può assumere: adottando quest’idea si eliminerebbero alcuni ostacoli che i fisici teorici incontrano nel tentativo di conciliare meccanica quantistica e relatività generale.
A College Farm, South Newington, Banbury, Oxfordshire (UK), intorno a una scrivania a forma di ottovolante, il fisico teorico Julian Barbour e i suoi collaboratori lavorano per verificare la natura predittiva di questa teoria al di là dell’ambito della fisica classica Leggi il seguito di questo post »
Un riconoscimento prestigioso mai assegnato a una donna né all’Italia…
“Il Merck Prize è un premio in “analitical science” istituito circa 20 anni fa dalla Merck, multinazionale nel campo chimico-farmaceutico, per celebrare il centenario dalla prima certificazione della purezza dei suoi prodotti. Io sono stata premiata per i miei studi sui sensori elettronici a base di semiconduttori organici. Lo sviluppo di nuovi sistemi per la rivelazione delle sostanze è uno degli aspetti piu’ importanti della chimica analitica, oltre a essere una disciplina scientifica con un approccio fortemente interdisciplinare che coinvolge chimici, fisici, scienziati dei materiali e biologi. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Margherita Cappelletto su 10 ottobre 2011
FUTURO – Tic, tac, tic, tac, tic … è già scaduto il tempo per i neutrini superveloci? Sembra un paradosso ma le critiche più consistenti finora sollevate ai dati dell’esperimento OPERA evidenziano un problema di sincronizzazione degli orologi.
Al momento della pubblicazione del paper, gli stessi membri della Collaborazione hanno chiesto alla comunità scientifica di aiutarli a capire dove avessero sbagliato o come, eventualmente, potesse essere spiegata quella osservazione così inaspettata. Qualcuno ha messo in moto la macchina delle nuove idee, qualcun altro è andato in cerca dell’errore.
Un particolare non spiegato accuratamente nello studio di OPERA riguarda il modo di regolare i due diversi orologi che misurano il tempo di partenza e di arrivo dei neutrini. Un’operazione apparentemente banale ma che nasconderebbe numerose insidie, analizzate da Carlo Contaldi dell’Imperial College di Londra in un articolo pubblicato qualche giorno fa sugli Archivi e ripreso anche da Nature Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Margherita Cappelletto su 4 ottobre 2011
CRONACA – Passata la sbornia? A dieci giorni dalla notizia dei neutrini superveloci, in un momento di riflessione scientifica e mediatica, abbiamo deciso di fare un giro negli ipercliccati Archivi, dove dopo solo due giorni dalla pubblicazione dei risultati dell’esperimento OPERA, sono apparsi i primi articoli di natura teorica.
Abbiamo raggiunto in Canada – “very much in demand” dai colleghi del Perimeter Institute – Giovanni Amelino-Camelia, fisico teorico della Sapienza di Roma e autore di uno dei primi articoli esplorativi sulle conseguenze dei dati sulla velocità dei neutrini.
Pubblicato da Margherita Cappelletto su 28 giugno 2010
Ovvero come la chimica ti stupisce il cliente e lo studente.
LA VOCE DEL MASTER- «Nicola, che si mangia per cena? È tardi per fare la spesa! »
«Tesoro, non preoccuparti, la farmacia sotto casa è di turno questa sera. Sarai presto accontentata: olive di gamberi e gelato di fragola all’azoto liquido, può andare?».
Questo dialogo surreale potrebbe presto essere realtà. Si chiama cucina molecolare ed è il regno della chimica e della tecnologia ai fornelli. Per preparare squisite ricette con l’ausilio di reagenti e composti chimici bisogna armarsi degli ingredienti e degli utensili giusti: glucosio, alginato di sodio, guanti, siringhe. Tutti prodotti da acquistare in farmacia Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Margherita Cappelletto su 10 maggio 2010
LA VOCE DEL MASTER – Anime all’inferno: come simulare le fluttuazioni nei gironi? Semplicemente togliendo loro gravità. È questo l’affascinante effetto che il produttore e regista Emiliano Pellisari realizza nello spettacolo Inferno. Grazie all’uso raffinato di strumenti tecnologici ed effetti ottici, i ballerini sembrano muoversi nello spazio come eleganti astronauti. La fisica è finita a teatro: una danza delle anime dantesche ad alto contenuto tecnologico, dal mylar alle luci wood. Le fonti sono soprattutto i libri segreti degli illusionisti unite alla curiosità e all’approccio pratico e ingenuo dell’autore, che nel suo spettacolo ha davvero sfruttato i “prodotti della ricerca scientifica”. Ma il risultato, sostiene Pellisari, è “comunque un’opera d’arte e la tecnologia soltanto uno strumento”.
Pubblicato da Margherita Cappelletto su 10 febbraio 2010
LA VOCE DEL MASTER – Proseguiamo il pedinamento di scienziati in luoghi anomali. Luoghi dove un tempo era difficile incontrare qualche pezzo grosso del mondo scientifico, ma che adesso li ospitano sempre più volentieri: festival, fiere, caffè, librerie,… Assidui frequentatori di aperitivi scientifici, voci narranti di spettacoli musicali, animatori di performance, questi ex topi da laboratorio garantiscono spesso un successo di pubblico. Ma funziona davvero il connubio scienza – spettacolo? Chi è il pubblico più appassionato? E soprattutto: quanto hanno ancora da imparare gli scienziati su come funziona la macchina dello spettacolo?
Lo abbiamo chiesto a qualcuno più esperto che lavora sul campo. L’occasione è stata il Festival delle Scienze all’Auditorium di Roma che quest’anno ha scelto per la sua quinta edizione il titolo “Tra possibile e immaginario”. Tutto è andato secondo copione: scienziati al bar, scienziati ai microfoni della radio, scienziati sul palco a introdurre concerti … concerti per stelle di neutroni – le pulsar – e percussioni! Le voci raccolte sono quelle di chi vive l’ambiente dello spettacolo quotidianamente.
Ascolta le voci raccolte al Festival delle scienze dell’Auditorium di Roma
In effetti mancate voi, il pubblico, quindi se avete qualche suggerimento per scienziati che bazzicano festival … scriveteci!
Pubblicato da Margherita Cappelletto su 4 gennaio 2010
È il 21 novembre 2009: in uno scenario insolito, il locale romano “Circolo degli Artisti”, Paolo Nespoli è ospite dell’evento “Aperitivo con l’astronauta”, organizzato nell’ambito della mostra Astri e particelle in programma al Palazzo delle Esposizioni. Dopo l’incontro con il pubblico avranno inizio le danze, con un djset spaziale! Come si relaziona un astronauta “navigato” con questo tipo di pubblico?