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Ischia, “l’Isola Verde”

Pubblicato da Eugenio Melotti su 10 ottobre 2012

FOTOGRAFIA – La chiamano “l’isola verde”, forse per l’abbondante tufo verde di origine vulcanica, o per la rigogliosa vegetazione che lo ricopre. Di sicuro Ischia, la maggiore delle isole flegree che si affacciano sul Golfo di Napoli, è un piccolo gioiello naturalistico. Il clima mite consente la crescita di una fitta vegetazione mediterranea con alberi come il leccio e l’ulivo e cespugli come il mirto, l’oleandro, e il corbezzolo. Sulle pendici dei vulcani, dominati dai 788 m del Monte Epomeo, crescono invece boschi di castagno, che a quote inferiori lasciano il posto a pinete e boschi misti Leggi il seguito di questo post »

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Obesità e fecondità: mito e realtà

Pubblicato da Eugenio Melotti su 2 gennaio 2012

SALUTE – Le veneri paleolitiche, le statuine preistoriche raffiguranti soggetti femminili dalle forme a dir poco prosperose, sono un inno alla fecondità. Anche nell’Ottocento le donne in sovrappeso o perfino obese incarnavano l’ideale di bellezza dell’epoca, immortalato da grandi pittori come Renoir. Che i chili di troppo rendano o meno una donna più sexy, di sicuro non aumentano la sua fecondità. Il mito che da sempre associa l’adipe alla capacità riproduttiva, pur rimanendo valido per molti animali, tra gli umani viene definitivamente sfatato da uno studio pubblicato sulla rivista Seminars in Perinatology. Leggi il seguito di questo post »

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I batteri e l’erba medica, una passione che dura da 58 milioni di anni

Pubblicato da Eugenio Melotti su 7 dicembre 2011

CRONACA – Si erano da poco estinti i dinosauri, quando le leguminose e i batteri azotofissatori cominciarono una relazione che li lega ancora oggi. A far luce sull’evento contribuisce uno studio pubblicato su Nature che annuncia il sequenziamento del genoma di un parente stretto dell’erba medica (Medicago truncatula), un modello di lunga data per lo studio della biologia dei legumi. Un team internazionale di ricercatori del John Innes Centre, presso il Norwich Research Park, ha mappato circa il 94 per cento dei suoi geni, svelando che la simbiosi mutualistica con i batteri azotofissatori risale a 58 milioni di anni fa.  Leggi il seguito di questo post »

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Piccole cicogne crescono

Pubblicato da Eugenio Melotti su 8 giugno 2011

FOTOGRAFIA – A metà maggio fervono le attività nell’Oasi S. Matteo di Medolla, in provincia di Modena. E non potrebbe essere diversamente: ci sono molte nuove bocche da sfamare. Questa ex cava abbandonata, trasformata in area di riequilibrio ecologico, ospita dal 2002 una piccola colonia di cicogne bianche (Ciconia ciconia), che ogni primavera si dedicano con cura e impegno all’allevamento dei piccoli. Le 3 coppie immesse in voliera nel 2002 hanno cominciato a riprodursi nel 2004, consentendo finora la reintroduzione di una ventina di esemplari. Alcuni di questi sono ritornati dall’Africa, dove erano andati a svernare, accompagnati da cicogne selvatiche.

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Sieropositivi, ma immuni all’AIDS

Pubblicato da Eugenio Melotti su 18 marzo 2011

Rari individui HIV-positivi gettano luce su come il corpo potrebbe contrastare l’infezione

SALUTE – Sebbene l’infezione da HIV non trattata alla fine porti a una immunodeficienza acquisita (AIDS), un piccolo gruppo di persone sieropositive, chiamate élite soppressori (lo 0,5 per cento di tutti gli individui affetti da HIV), sono in grado di controllare naturalmente l’infezione in assenza di una terapia antiretrovirale, o HAART. Questa capacità potrebbe essere la chiave per la messa a punto di un vaccino efficace. Leggi il seguito di questo post »

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Siccità passate e catastrofi future

Pubblicato da Eugenio Melotti su 11 marzo 2011

Dallo studio di un’antica siccità, emergono nuovi indizi sui rischi del riscaldamento globale

AMBIENTE – Quanto possono essere gravi le conseguenze di un cambiamento climatico? I climatologi hanno elaborato previsioni più o meno inquietanti, a seconda di quanto aumenteranno le temperature medie globali. Parliamo di una variazione di pochi gradi, sufficienti però a innescare catastrofi naturali e potenzialmente a cambiare il volto del pianeta. Ad alimentare le inquietudini contribuiscono ora i risultati di una ricerca pubblicata su Science. Dallo studio di un’antica e disastrosa siccità, infatti, emergono nuovi indizi, e nuovi interrogativi, su cosa potremmo aspettarci dal riscaldamento globale. Leggi il seguito di questo post »

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