Oggi Scienza

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AuraCam, altro che Nikon e Canon

Pubblicato da Mauro Colla su 2 maggio 2011

FOTOGRAFIA – Se state cercando una macchina fotografica innovativa, un po’ vintage, che è in grado di fotografare cose che le moderne fotocamere digitali con sensori sempre più sofisticati non possono nemmeno immaginare e avete un budget di almeno 4000 euro il modello che fa per voi si chiama AuraCam 6000. Questa macchina fotografica è in grado di catturare i colori (invisibili a occhio nudo) che circondano ognuno di noi e riprodurli su pellicola.

L’AuraCam è una macchina fotografica “inventata” 30 anni fa da Guy Coggins che ha l’aspetto e il funzionamento meccanico di una Polaroid, la macchina istantanea che ha segnato in maniera indelebile il concetto di immagine fotografica negli anni Settanta e Ottanta Leggi il seguito di questo post »

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Balena, ti addormento per salvarti

Pubblicato da Mauro Colla su 10 febbraio 2011

MARE – Come riuscire a togliere una cima di 15 metri impigliata nella bocca di una balena lunga quasi 10 metri? I ricercatori del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) l’hanno sedata. L’animale, una giovane femmina di balena franca nord-atlantica nata durante la stagione riproduttiva del 2008,  appartiene a una specie minacciata di estinzione, di cui rimangono poche centinaia di esemplari (300-350 secondo le stime più ottimistiche).

La giovane balena fu osservata per la prima volta da alcuni ricercatori durante un transetto aereo il giorno di Natale con una lenza da pesca simile a un palamito lunga 50 metri arrotolata intorno al corpo. Cin que giorni più tardi alcuni uomini del Dipartimento delle Risorse naturali della Georgia raggiunsero la balena e riuscirono a tagliare parte della lenza, ma un pezzo rimase attaccato all’animale.

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Chernobyl, uno studio svela gli effetti sugli uccelli

Pubblicato da Mauro Colla su 9 febbraio 2011

AMBIENTE – 550 uccelli di 48 specie diverse che vivono nella zona di Chernobyl, in Ucraina, hanno un encefalo più piccolo del 5 per cento rispetto a conspecifici provenienti da aree di controllo. Lo studio, pubblicato su PlosOne (una rivista open access), è di Anders Møller dell’Università di Paris-Sud e di Timothy Mousseau dell’Università della South Carolina e coinvolge, come secondo autore,  il ricercatore italiano Andrea Bonisoli Alquati, che al Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università della South Carolina sta svolgendo il suo periodo di post-dottorato.

Cosa sia successo ai 550 uccelli analizzati nello studio è una domanda a cui il team di scienziati sta cercando di dare una risposta, anche perché il fenomeno riguarda in particolar modo esemplari giovani, solitamente al di sotto dell’anno di età. È probabile che molti embrioni non sopravvivano proprio a causa dello sviluppo anomalo del loro cervello. Non si conosce ancora da cosa dipenda e cosa regoli un meccanismo di sviluppo così anomalo.

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La coreografia bestiale del cielo di Roma

Pubblicato da Mauro Colla su 8 febbraio 2011

Questo articolo avrebbe potuto avere un titolo come Evviva i luoghi comuni. Oppure Nessuno più si ferma a guardare la bellezza delle cose.  Nel primo caso avrei dovuto dargli un taglio di questo tipo.

Una mattina di venti giorni fa il panorama di Pavia, nella zona in cui abito vicino al parco della Vernavola, era questo nella fotografia

E sì che gli amici me lo avevano detto che Pavia era la città della nebbia quando decisi di lasciare la Brianza. In effetti in questi tre mesi di giornate come quella nella foto se ne sono viste parecchie qui a sud di Milano. In realtà di nebbia quest’anno se n’è vista anche a Trieste. Quella stessa mattina ho preso un treno per Roma Leggi il seguito di questo post »

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Veolia: natura spettacolare in mostra

Pubblicato da Mauro Colla su 3 febbraio 2011

ARTE, MUSICA & SPETTACOLI – Se sei un fotografo naturalista hai due sogni nel cassetto; pubblicare le tue foto su National Geographic e vincere il Veolia, il concorso fotografico organizzato dal Museo di Storia Naturale di Londra e dal BBC wildlife magazine. Il concorso, giunto alla 47esima edizione, premia la miglior foto in assoluto e la miglior foto di un giovane fotografo (età massima 17 anni). A differenza di molti concorsi il Veolia è aperto a tutti, professionisti e amatori. In palio soldi e una carriera (quasi) garantita.

Ecco A marvel of ants, foto del vincitore assoluto dell’edizione 2010, il 23enne ungherese Bence Maté

La foto è stata scattata nella foresta pluviale del Costarica con una reflex digitale Nikon D700 e una lente macro 105 mm e l’utilizzo di un flash. Matè ha scattato con un tempo di 1/200 secondi con un’apertura del diaframma di f10, con un valore ISO di 640 Leggi il seguito di questo post »

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Balenottera di San Rossore: eseguite le prime analisi

Pubblicato da Mauro Colla su 1 febbraio 2011

CRONACA NERA – I risultati preliminari dell’autopsia sulla balenottera comune spiaggiata a San Rossore, in provincia di Pisa, sono noti. A coordinare le operazioni Sandro Mazzariol dell’Università di Padova, già presente in Puglia per lo spiaggiamento di 7 capodogli nel dicembre 2009.

La lunghezza esatta dell’animale sarebbe di 16,80 metri, è un maschio denutrito, con un peso di  16 tonnellate. Da quanto emerso è possibile stabilire che l’animale non era in buone condizioni. Nell’apparato digerente non sono state trovate tracce di cibo ed è stata rilevata un’esigua quantità di feci. L’animale presentava una scarsa quantità di grasso sottocutaneo. Un animale di queste dimensioni dovrebbe avere uno strato di grasso di almeno 10 cm, mentre in questo caso il grasso aveva uno spessore di 6 cm.

La fame però non è la causa diretta della morte dell’animale. “Al momento – afferma Mazzariol – possiamo dire che non sono evidenti cause legate ad attività umane”. Nessuna frattura ne emorragia interna, è quindi possibile escludere una collisione con un’imbarcazione, che per questa specie rappresenta la prima causa di morte in mar Mediterraneo.

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La piattaforma che metterà in ginocchio le balene grigie

Pubblicato da Mauro Colla su 27 gennaio 2011

AMBIENTE – È di ieri la notizia che una balenottera comune (Balaenoptera physalus) si è spiaggiata lungo le coste della Versilia, in pieno Santuario dei Cetacei. Sarà possibile conoscere le cause della morte una volta che verrà effettuata l’autopsia. Dalle foto apparse sui quotidiani nazionali è possibile al momento stabilire che si tratta di un maschio adulto.

Ma altre balene, per noi meno familiari della balenottera comune che vive in Mediterraneo, rischiano di veder alterato il loro habitat definitivamente. E quindi di vedere compromesse le loro possibilità di sopravvivenza. La Sakhalin Energy Investment Company ha annunciato un piano per la realizzazione di una piattaforma petrolifera off-shore in una zona considerata di cruciale importanza per la popolazione nord-pacifica della balena grigia (Eschrichtius robustus) di cui rimangono solo 130 esemplari.

 

La zona di mare, dove la multinazionale russa ha scelto di costruire la piattaforma, è di primaria importanza per questi cetacei che lì vanno a mangiare, perché trovano prede in abbondanza. Disturbare questi animali sia nella fase di ricerca di un sito idoneo, sia in quella di costruzione della piattaforma e in quella successiva di attività (senza considerare il traffico marittimo che si svilupperà di conseguenza) significa probabilmente estinzione per questa specie Leggi il seguito di questo post »

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Boot: il salone nautico di Düsseldorf

Pubblicato da Mauro Colla su 26 gennaio 2011

VIAGGI – Chi storce il naso al pensiero di associare Düsseldorf all’immagine del mare si dovrà ricredere. La città tedesca, nata come villaggio di pescatori fluviali, si affaccia sul Reno ed è nota come un importante polo fieristico. In questi giorni è in corso Boot, il salone nautico europeo più prestigioso, che si concluderà domenica 30 gennaio.

14 stand, 1600 espositori da tutto il mondo, quasi 2000 imbarcazioni esposte, l’acqua declinata in tutti i modi possibili; dalla nautica alla subaquea, dalla fotografia alla pesca, dai motoscafi off-shore alla conservazione ambientale.

OggiScienza era presente e ha raccolto alcune immagini significative, cercando di scovare tra i padiglioni la presenza, qualche volta evidente altre volte più celata, della scienza in tutte le sue rappresentazioni.



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La città della Pazzia

Pubblicato da Mauro Colla su 11 gennaio 2011

«La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere»

POLITICA – Parole di Franco Basaglia (1924-1980). Dal quale prende il nome la legge 180 del 13 maggio 1978 che in Italia sancisce la chiusura dei manicomi, regolamentando il trattamento sanitario obbligatorio. Manicomi intesi, nella testa di Basaglia, come ideologia sociale di costrizione. Riuscì a provare che esisteva un modo diverso di stare vicino alle persone.

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L’odore che non piace alle mosche

Pubblicato da Mauro Colla su 3 gennaio 2011

File:Catnip-blossom.jpgCRONACA – L’erba gatta (Nepeta cataria) potrebbe far felici cavalli e mucche di tutto il mondo. Un articolo pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry rivela che la pianta ha un forte potere repellente verso le mosche Stomoxys calcitrans che, negli Stati Uniti, causano danni per 2 miliardi di dollari agli allevamenti industriali di bovini.

Di fatti quelle mosche infliggono alle loro vittime dolorose punture allo scopo di succhiare il sangue e sono vettori di alcune malattie, a volte fatali, o abbassano la produttività del bestiame. Non solo in termini di quantità ma anche di qualità: una mucca stressata produce un latte meno saporito e batteriologicamente meno puro.

Gli insetticidi usati negli allevamenti intensivi sono inefficaci o maltollerati dal bestiame. I ricercatori del National Center for Agricultural Utilization Research, di Peoria nell’Illinois, hanno ipotizzato che l’essenza di erba gatta (prende il nome comune dal fatto che è un irresistibile “attrattore” per via della presenza di un terpene che ha lo stesso effetto dei feromoni felini) il cui effetto dissuasivo su mosche domestiche, zanzare e scarafaggi era già noto, potesse tenere a bada anche le mosche del bestiame.

Junwei Zhu e i suoi colleghi hanno così preparato dei pellet fatti con olio di erba gatta, paraffina usata come addensante, e soia e li hanno distribuiti negli allevamenti. In pochi minuti il 99% delle mosche si sono allontanate, e l’azione repellente è durata circa tre ore. Ora si tratta di prolungarne l’effetto affinché si possa pensare di avviare una produzione industriale.

Gli allevatori italiani ne sarebbero certamente contenti, anche se l’Italia è un importatore netto di carne bovina, latte e derivati.

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