Abbonati a Oggiscienza con l'app per iPhone, iPod e iPad
YouTube
Iscriviti al nostro canale YouTube e guarda la playlist delle puntate di Oggiscienza TV, gli approfondimenti video a cura della Redazione.
Mr. Pod
Abbonati gratuitamente al nostro podcast su iTunes!
Flickr
India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
Per accedere all'archivio di Jekyll clicca qui.
Zero Impact Web
Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
NOTIZIE – Ormai gli scienziati conoscono abbastanza bene la composizione atmosferica di Titano e la sua superficie, ma cosa cela al suo interno?
La luna più grande di Saturno (l’altra è Rea), stando agli ultimi dati della sonda NASA Cassini potrebbe avere un enorme oceano. Nascosto.
Uno studio appena pubblicato online su Science, conforta l’idea di un oceano composto soprattutto da ammoniaca a meno di un centinaio di chilometri sotto la superficie bagnata di metano di Titano.
Gli scienziati hanno a disposizione i dati di Cassini dal 2004, da quando l’orbiter è operativo (finora ha sorvolato il pianeta un’ottantina di volte, inclusi sei passaggi ravvicinati). Leggi il seguito di questo post »
POLITICA – Qual è l’obiettivo statutario delle fondazioni che finanziano la ricerca? Se lo chiedete a qualsiasi istituzione di questo tipo la risposta sarà più o meno riassumibile in: “stimolare la diffusione del sapere”. La realtà è diversa e ovviamente più complessa, ma l’ostacolo maggiore per un’effettiva circolazione del sapere scientifico è di tipo economico: di fatto i risultati delle ricerche vengono pubblicati spesso su riviste che costano un sacco di soldi.
Come dite? Esiste l’open access? Certo, ma volete mettere il lustro di pubblicare su una rivista prestigiosa a pagamento? La Wellcome Trust, la seconda fondazione al mondo per mole di finanziamenti erogati nel campo della ricerca medica (seicento milioni di sterline all’anno, oltre settecentocinquanta milioni di euro) ha detto basta. D’ora in poi i ricercatori che vogliono avere i soldi dall’istituzione inglese dovranno rendere liberamente disponibili al pubblico i risultati dei loro lavori.
Il direttore, Mark Walport, è da sempre uno strenuo difensore dell’open access, e da tempo la sua fondazione sta andando in questa direzione. Tuttavia le cose non stanno andando come dovrebbero, almeno secondo Walport, che al Guardian ha dichiarato: “Nonostante la nostra politica sull’open access sia stata messa in atto da oltre cinque anni, quasi la metà delle nostre pubblicazioni sono a pagamento. Questo è semplicemente inaccettabile, e quindi con effetto immediato ci sarà un inasprimento delle nostre direttive”. Leggi il seguito di questo post »
AMBIENTE – Il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha sottoscritto oggi un accordo con Illycaffé finalizzato all’analisi, riduzione e neutralizzazione dell’impatto sul clima del settore caffè. L’obiettivo però è più ampio, e non riguarda solo la multinazionale triestina: l’intenzione, infatti, è quella di creare un sistema di gestione delle emissioni di carbonio che possa costituire un modello per tutte le industrie che operano nel settore caffè.
L’accordo parte dall’azienda stessa, che cerca così di rientrare nei parametri stabiliti dall’Unione Europea per il 2020: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili.
La presentazione dell’accordo è stata anche l’occasione per fare qualche domanda al Ministro su tematiche più ampie, riguardanti la sostenibilità. Durante una profonda crisi economico-industriale come quella che stiamo vivendo, in cui la priorità sembra essere il contenimento dei costi e una maggiore produzione, vien da chiedersi se, in generale, le spese per la sostenibilità siano da molti considerate superflue. È così?
Se guardiamo i dati degli investimenti mondiali nelle tecnologie che sostengono la crescita possiamo vedere che gli investimenti più importanti riguardano le tecnologie sostenibili. Perciò la sostenibilità oggi non è un costo, è un investimento. La competitività internazionale delle imprese è legata all’innovazione dei prodotti. Leggi il seguito di questo post »
CULTURA - Phineas Gage, a suo modo, è una superstar. Uso il presente, perché nonostante sia morto da 152 anni, continua a far parlare di sé. Quando ancora non esistevano le moderne tecniche di studio del cervello, ha offerto agli scienziati un’opportunità unica per capire meglio le funzioni cerebrali. In realtà al povero Phineas non interessava la fama e tantomeno il progresso scientifico: era un operaio venticinquenne impegnato nella costruzione delle ferrovie americane.
Il 13 settembre 1848 (un bel giorno per la scienza, ma pessimo per lui), mentre stava inserendo una carica esplosiva per la costruzione di un nuovo tratto ferroviario qualcosa andò storto: la detonazione avvenne prima del previsto, e la barra di acciaio che Phineas stava usando gli schizzò in faccia, trapassandogli il cranio. Leggi il seguito di questo post »
AMBIENTE – L’immagine della donna (o del bambino) che trasporta taniche di acqua al villaggio è quasi un cliché dell’Africa. “C’è carenza d’acqua”. Eppure di acqua potrebbe essercene: a quanto pare sotto il continente africano ci sono dei veri e propri serbatoi idrici, di dimensioni enormi: sottoterra si troverebbe una quantità di acqua potabile cento volte superiore rispetto a quella in superficie.
Un team di scienziati della British Geological Survey and University College London (UCL) ha appena pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters una dettagliata analisi del sottosuolo africano. Lo studio ha combinato i dati di altre 283 ricerche idrogeologiche, riuscendo così a disegnare una mappa con un livello di dettaglio mai raggiunto prima. Hanno identificato precisamente le aree del continente che celano queste enormi riserve idriche, soprattutto in Libia, Algeria e Ciad.
Il Sahara si è infatti trasformato in deserto durante in migliaia di anni, ma l’acqua non è semplicemente scomparsa: si trova sottoterra. Leggi il seguito di questo post »
CRONACA – Ieri sera, 11 aprile, una motonave battente bandiera panamense, la East Castle, ha riversato nelle acque del porto mercantile di Taranto una considerevole quantità di carburante. Le cifre non sono ancora chiare, ma si parla di decine di tonnellate.
Stando alla Capitaneria di Porto la situazione ambientale è sotto controllo, e già metà del carburante è stato recuperato. Abbiamo contattato anche l’ARPA di Taranto, ma all’Agenzia non si vogliono sbottonare: i risultati ufficiali delle analisi saranno pronti tra qualche giorno, anche perché l’area pare non sia del tutto circoscritta.
Al momento attorno alla nave è stato posizionato del materiale assorbente per un’area totale di circa cinquecento metri quadri. Nel frattempo la Guardia Costiera ha allertato una società preposta per l’attività di inquinamento portuale, che è intervenuta con un battello disinquinante e due rimorchiatori.
Come detto l’ARPA ha effettuato prelievi e campionamenti dell’idrocarburo, e lo scafo è stato ispezionato da dei sub, che hanno escluso la presenza di falle. Lo sversamento è avvenuto mentre la motonave stava svuotando in mare delle casse di zavorra contenenti acqua, ma è in corso un’ispezione da parte della Guardia Costiera per verificare le cause effettive.
AMBIENTE – L’Italia ha sempre avuto un rapporto abbastanza conflittuale con i fiumi. Ce ne sono moltissimi, e storicamente hanno portato benessere ma anche gravi, gravissimi danni. Le esondazioni infatti per motivi geografici, orografici, geologici, urbanistici (e qui mi fermo), sono particolarmente frequenti e diffuse. Spesso purtroppo sono dovute all’incuria umana: si costruisce male e si salvaguarda peggio, dagli argini agli alvei.
Il problema si riallaccia alla recente polemica sull’operato della Protezione Civile riguardante il torrente Rosandra, nei pressi di Trieste: una cascata di critiche da parte dei cittadini, politici ed esperti di vari settori si è riversata sul lavoro dei volontari. Sotto accusa le modalità, le tempistiche, la gestione e soprattutto le conseguenze della messa in sicurezza del corso d’acqua. Leggi il seguito di questo post »
A tre anni si comincia a far sul serio. Di solito si parla già da un bel pezzo, ci si muove meglio, e si inizia a comunicare in modo più articolato. OggiScienza è proprio in questa fase, nella fase delle domande insistenti. Il primo aprile (e non è uno scherzo) soffiamo sulle candeline del nostro terzo anno di attività. Non è un traguardo banale per chi, come noi, parla di scienza attraverso il web, e cerca di farlo in modo professionale. I giornalisti che si sono alternati questi anni hanno sempre mantenuto un canale diretto e aperto con i lettori, ed è proprio grazie a voi che siamo ancora qui, a mangiarci per la terza volta la torta di compleanno.
Di strada ne abbiamo fatta parecchia. Da blog sconosciuto siamo diventati in pochi mesi un punto di riferimento italiano per l’informazione scientifica. Ciò è ancora più sorprendente se pensiamo che da almeno un anno e mezzo siamo costantemente al numero uno nella classifica dei blog scientifici italiani. Gli utenti, poi, crescono esponenzialmente e in modo costante, anche quelli che ci seguono da Facebook e Twitter. Leggi il seguito di questo post »
SALUTE – Un chip in grado di rilevare preventivamente il tumore alla prostata senza errori o falsi positivi. Inutile dire che una cosa del genere potrebbe migliorare sensibilmente le diagnosi oncologiche, ed è un risultato tutto italiano. È stato infatti sviluppato dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali attraverso le Università di Parma e Catania.
POLITICA – Il Congresso degli Stati Uniti tramite l’Office of National Drug Control Policy (l’organismo preposto al controllo del traffico di stupefacenti) ha appena pubblicato i risultati di uno studio commissionato a un comitato scientifico internazionale, tra cui figura anche il nostro Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche.