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Brutto clima per i climatologi

Pubblicato da Mauro Scanu su 15 aprile 2010

Dalle stelle alle stalle: in pochi anni la popolarità dei climatologi è colata a picco. Eoggi negli Stati Uniti c’è chi spinge per l’insegnamento a scuola di una “visione alternativa” sul riscaldamento globale. Che cosa è successo dal 2007 (anno del Nobel all’Ipcc e ad Al Gore) a oggi?

Sembra passato un secolo da quando, nel 2007, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’organismo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici, è stato insignito del Premio Nobel per la Pace per il suo impegno contro il surriscaldamento terrestre: per quanto potesse sembrare strano definire pacieri internazionali un gruppo di scienziati, il riconoscimento ebbe il grande merito di conferire ai climatologi grande visibilità e un ruolo non più solo tecnico nel percorso che porta alla riduzione delle emissioni di gas serra. Da quel momento però la “popolarità” degli scienziati del clima pian piano è andata scemando e alla fine del 2009 è schiantata di colpo: scandali personali, attacchi di hacker e della stampa e fino addirittura alla recente proposta di insegnare nelle scuole americane teorie alternative a quella che attribuisce il cambiamento climatico all’attività umana Leggi il seguito di questo post »

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