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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
CULTURA- Le lingue indo-europee sono tra le più parlate al mondo ma dove e quando abbiano avuto origine rimane ancora argomento dibattuto tra gli esperti. Un nuovo studio, condotto da un team internazionale di ricercatori guidati da Remco Bouckaert dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, getta nuova luce sulla questione. Le lingue indo-europee sarebbero nate in Turchia, tra gli 8000 e i 9500 anni fa, come descritto sull’ultimo numero di Science.
Difficile pensare che la lingua celtica, germanica, italica, balto-slava e indo-iraniana (appartenenti, appunto, tutte al ceppo indo-europeo), oggi così diverse, abbiano un’origine comune. Collocare nello spazio e nel tempo la nascita dell’antenato di questi idiomi non è stato compito facile per i linguisti. L’ipotesi più accreditata finora individuava l’origine delle lingue indo-europee nell’odierna Ucraina, circa 6000 anni fa, ad opera dei Kurgan, un popolo nomade responsabile anche della loro diffusione. Solo una minoranza di linguisti, d’altra parte, riteneva fosse l’Anatolia, in Turchia, la culla della nostra lingua Leggi il seguito di questo post »
NOTIZIE- Un virus nel computer? No, un batterio. È quanto sono riusciti a creare un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford e dell’Istituto J. Craig Venter, lo stesso scienziato che qualche anno fa aveva fatto scalpore annunciando di aver creato un batterio con un cromosoma completamente costruito in laboratorio. I ricercatori californiani hanno fatto un passo avanti riproducendo su di un computer, sotto forma di algoritmi, tutti i processi biologici che costituiscono un batterio. Un vero e proprio microrganismo virtuale, descritto sulla rivista Cell.
SALUTE – Com’è stata la salute degli italiani lo scorso anno? La risposta si trova nel recente rapporto dell’Osservatorio sull’impiego dei medicinali (OsMed) dell’AIFA, l’Agenzia italiana del Farmaco, che mostra quanti e quali farmaci gli italiani hanno usato nel 2011. Ebbene, dai dati emersi si direbbe che ogni anno che passa siamo sempre un po’ più acciaccati e dipendenti dai farmaci.
L’anno scorso gli italiani hanno comprato in media 30 confezioni di medicinali a testa, ponendosi al secondo posto della classifica europea. Prima di noi solo i francesi, che ne hanno acquistate in media 45. Nel 2011 sono state prescritte 963 dosi giornaliere di farmaci di classe A (rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale) ogni 1000 abitanti, pari allo 0.7% in più rispetto all’anno precedente e a quasi il 40% in più rispetto al 2001. Al primo posto tra i farmaci più usati dagli italiani si riconfermano, come gli anni precedenti, quelli per il sistema cardiovascolare: 453 dosi giornaliere prescritte che costituiscono il 47% del consumo totale. La vendita di farmaci per controllare il colesterolo, la pressione e per trattare le insufficienze cardiache sono in continuo aumento anno dopo anno Leggi il seguito di questo post »
CRONACA – Con l’arrivo della bella stagione si moltiplicano i tentativi da parte di giardinieri fai-da-te di rendere il proprio terrazzo un piccolo e fruttuoso orticello. Per tutti i pollici verdi in erba (gioco di parole dovuto) arriva una novità dalla biologia. Uno studio presentato qualche giorno fa al meeting annuale della Società di Biologia Sperimentale dimostra, per la prima volta in maniera rigorosa, che il grado di crescita di una pianta dipende dalla grandezza del vaso che la contiene, dimensione che è percepita dalla pianta stessa attraverso le proprie radici.
I ricercatori del centro tedesco di Julich, nei dintorni di Colonia, hanno analizzato 65 piante cresciute in altrettanti vasi, tre le quali pomodori, cactus, mais, piante del cotone, barbabietole da zucchero e grano, osservando che tutte le piante raggiungono dimensioni maggiori se cresciute in vasi più grandi. In media, raddoppiando la misura del vaso le dimensioni aumentano del 43% Leggi il seguito di questo post »
AMBIENTE – Non solo buoni da mangiare, ma un vero e proprio rompicapo evolutivo. Pesci come la sogliola o l’halibut, che vivono appiattiti nei fondali marini, hanno entrambi gli occhi sullo stesso lato della testa. Così da sempre o prodotto dell’evoluzione? La risposta è sull’ultimo numero del Journal of Vertebrate Paleontology.
Un gruppo di ricercatori dell’università di Oxford ha analizzato un fossile vecchio di cinquanta milioni di anni . Si tratta di un heteronectes (che letteralmente significa “pesce diverso”), esemplare primitivo che rappresenta il perfetto stadio intermedio tra i pesci con una disposizione normale degli occhi e i bizzarri pesci piatti con entrambi gli occhi da un solo lato. Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – “Cerchi una soluzione? Compra il Viagra. Milioni di uomini in tutto il mondo lo usano. Nel nostro sito puoi ordinare fino a 360 pillole, risparmiando ben 955 euro rispetto a una farmacia tradizionale. Discrezione assicurata”. A chi non è capitato di ricevere nella propria casella di posta elettronica un messaggio del genere? Questo della vendita di farmaci, o presunti tali, su internet non è però solo un problema di spam ma un fenomeno tutt’altro che da sottovalutare. Il rischio di incappare in farmaci falsi o illegali è altissimo e le conseguenze per la salute possono essere serie. Ne sono consapevoli l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Food and Drug Administration (FDA) americana e l’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, che da anni monitorano il fenomeno. Ed ecco un po’ di numeri.
Le farmacie attive sul web sono circa 41.750 secondi i dati di LegitScript, il servizio americano di verifica e controllo delle farmacie on-line, ma il loro numero aumenta costantemente. Di queste, solo lo 0.5% sono legali, ovvero soddisfano gli standard di sicurezza e vendono farmaci certificati richiedendo la prescrizione medica necessaria. La lista delle farmacie on-line virtuose si può consultare qui. Tralasciando il 3% che presenta problemi secondari e risolvibili, legati per lo più al rispetto della privacy del cliente, il restante 96% delle farmacie virtuali censite si è rivelato essere falso o illegale Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DLE MASTER – Avete presente quei tubi pieni di croccanti patatine? Bisogna avere una volontà di ferro per riuscire a smettere di mangiarle prima di intravedere il fondo della confezione. Per fortuna, però, la scienza pensa anche a noi irriducibili golosi. Sembra infatti che basti uno stimolo visivo, in questo caso una patatina colorata di rosso in mezzo alle altre, per interrompere il subdolo meccanismo de “l’una tira l’altra”.
L’osservazione, pubblicata su Health Psychology, si deve ai ricercatori del laboratorio Food&Brand della Cornell University, un laboratorio interdisciplinare che si occupa di studiare come i consumatori si relazionano al cibo in base alle diverse confezioni in cui esso si trova. Gli scienziati hanno condotto l’esperimento su un gruppo di 98 studenti. Ad alcuni è stato dato un normale tubo di patatine, ad altri un tubo dove delle patatine, rese rosse grazie ad un comune colorante alimentare, sono state intervallate a 7 o a 14 patatine normali. Il risultato è significativo. Messi di fronte alla televisione, i ragazzi con il tubo di patatine non colorate ne hanno mangiato in media 45. Chi invece aveva le patatine rosse ad intervalli di 7 o 14 ne ha mangiato, rispettivamente, 20 e 24. La cosa interessante è che il gruppo di controllo ha sottostimato la quantità mangiata di ben 13 patatine. Gli altri, invece, erano consapevoli dell’esatto numero consumato Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Già alla sua uscita nel 1968, Il Pianeta delle scimmie diventa un cult. L’idea che un’altra specie ci soppianti in cima alla piramide ecologica è una vera ossessione al punto che nel 2001, dopo quasi trent’anni di serie televisive, Tim Burton divide la critica con un remake del film.
Però la finzione come spesso accade è ben lontana dalla realtà. Oggi la maggior parte dei primati è protetta, alcune sono specie in via d’estinzione e altre non ci sono proprio più.
Daniela De Donno, biologa e attuale presidente del Jane Godall Institute Italia, ci porta nella foresta africana, a conoscere e difendere gli scimpanzé.
CRONACA – Non è bastato l’accorato appello delle sue ammiratrici, lanciato poco meno di un mese fa dalle pagine di Oggiscienza, a riportarlo in vita. Il satellite Envisat, dal quale non si ricevono più segnali dall’8 aprile scorso, ha smesso definitivamente di funzionare e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha dichiarato chiusa la sua missione.
Dal momento della perdita del suo segnale, un team di ingegneri ha cercato invano di recuperare i contatti col satellite. I tecnici ipotizzano che alla base della perdita di Envisat ci possa essere il blocco dei sistemi di controllo dell’alimentazione oppure un’anomalia che ha lasciato irreversibilmente il satellite in una pozione di stand-by.
Lanciato in orbita più di dieci anni fa, Envisat ha inviato alla Terra oltre mille terabytes di dati, utili per monitorare l’atmosfera, gli oceani e le calotte polari e ha fornito agli scienziati preziose indicazioni sullo stato di salute del Pianeta. Finora, oltre 2500 pubblicazioni scientifiche si sono basate sui dati inviati dall’instancabile satellite Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Le piante rispondono al riscaldamento globale, anticipando il momento della fogliazione e della fioritura, in modo molto più rapido di quanto abbiano finora stimato le osservazioni sperimentali. È il risultato di uno studio, frutto della collaborazione tra 22 istituzioni europee ed americane, pubblicato questa settimana su Nature.
La fenologia, cioè l’analisi temporale degli eventi legati al ciclo di vita delle piante, viene considerato uno dei parametri per monitorare la risposta del mondo vegetale ai cambiamenti climatici. A seguito del riscaldamento terrestre alcune specie vegetali fioriscono giorni o addirittura settimane prima rispetto a qualche decennio fa. Ad esempio, la fioritura dei famosi ciliegi di Washington D.C., che attira ogni anno migliaia di visitatori, è anticipata di circa una settimana rispetto al 1970.
Data la scarsità di archivi storici che monitorassero il fenomeno, gli scienziati hanno in alternativa studiato gli effetti del riscaldamento terrestre sulla fioritura delle piante con modelli sperimentali, riscaldando artificialmente piccoli appezzamenti di terreno e analizzandone gli effetti. Sulla base di questi risultati, circa 2-3 giorni di anticipo nella fioritura per ogni grado di aumento, si sono estrapolate previsioni sull’evoluzione degli ecosistemi per i prossimi 20 anni Leggi il seguito di questo post »