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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
LA VOCE DEL MASTER – “Culla e museo della diversità”. Questa è la più poetica definizione di quel tratto di mare che si estende nella zona tropicale e che sarebbe all’origine della biodiversità sulla Terra. La diversità delle specie viventi è frutto di un processo di origine, estinzione e migrazione, ma il meccanismo che la governa è ancora scarsamente spiegato. Secondo una ricerca condotta dal gruppo dell’Università di Chicago, la diversificazione delle specie partirebbe ai confini delle zone tropicali, guidata dalle specie definite “ponte”. Queste ultime acquisiscono nuovi caratteri e si adattano, in seguito alla migrazione dalla zona tropicale verso aree più fredde.
La ricerca, pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, mostra che il 95 % dei generi che sono presenti sia nella zona tropicale che in quella extra-tropicale ha almeno una specie-ponte in comune. A sostegno di ciò, vi è anche la dimostrazione che le attuali specie-ponte discendono da specie tropicali fossili Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Il ghepardo è noto come uno fra gli animali più veloci a terra, e ora un robot si ispira alle sue movenze. Il prototipo di cucciolo di ghepardo (“Cheetah-cub robot”) a quattro zampe messo a punto dal laboratorio di bio-robotica del Politecnico di Losanna (EPFL) è un robot con le stesse caratteristiche del felino a cui si ispira: è piccolo, leggero e veloce.
Robot come questo potrebbero in futuro essere utili sia nelle missioni di ricerca e soccorso in caso di calamità naturali, ma anche per l’esplorazione di zone impervie, proprio perché invece di muoversi sulle ruote come i più noti rover, usano le zampe. Le caratteristiche dettagliate di questo piccolo automa sono descritte in un articolo pubblicato ieri sul Journal of Robotics Research Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Con più di 265 milioni di giocatori in tutto il mondo, il calcio è lo sport più popolare del mondo: tuttavia, palleggiare spesso con la testa mette a rischio la salute del cervello. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’ Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University. Lo studio, pubblicato sulla rivista Radiology, ha riscontrato che i calciatori dediti a questa pratica hanno anomalie cerebrali molto simili a quelle riscontrate in pazienti che hanno subito lievi traumi cranici. I ricercatori hanno utilizzato tecniche avanzate di imaging cerebrale (MRI) per analizzare 37 adulti di età media 31 anni, giocatori di calcio a livello amatoriale. I soggetti si erano dedicati a questo sport sin dall’infanzia, e nell’anno precedente lo studio avevano giocato regolarmente per circa dieci mesi su dodici Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Era stato il primo anfibio a essere ufficialmente dichiarato estinto, e invece è stato ritrovato sessanta anni dopo nella parte settentrionale dello stato di Israele. Ora gli studi sui tredici esemplari osservati negli ultimi due anni dimostrano che appartiene al genere Latonia, e non al genere Discoglossus come si credeva inizialmente.
La rana dipinta di Hula (Latonia nigriventer) è stata quindi ribattezzata il fossile vivente, dal momento che tutte le altre specie del suo genere sono estinte da quindicimila anni e sono state studiate solo attraverso i fossili eurasiatici risalenti a Oligocene e Pleistocene.
Con il suo ventre maculato a chiazze bianche e nere, la rana dipinta di Hula è ben riconoscibile, ma non si lascia scovare facilmente. Il suo habitat naturale è la folta e spinosa vegetazione sulle sponde delle paludi, tra i detriti in decomposizione Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Gli animali sembrano essere in grado di apprezzare la bellezza dell’arte e della musica tanto quanto noi. Un bel canto o abilità particolari possono dunque risultare fattori determinanti per la sopravvivenza, non solo per gli esseri umani ma anche per altre specie. I lamenti d’allarme e i canti delle scimmie, le costruzioni a pergolato degli uccelli giardinieri e le imitazioni canore dell’uccello lira, hanno contribuito a demolire quel piedistallo sul quale tendiamo a porci rispetto agli altri animali quando si parla di arte e percezione della bellezza. Se un pappagallo è in grado di apprezzare una canzone quanto un essere umano, rallegrandosi del ritmo e gorgheggiando la sua felicità, chiaramente la sensibilità artistica che un tempo si pensava nostra prerogativa non è più così unica. Ne abbiamo parlato con Cinzia Chiandetti, neuroscienziata e ricercatrice nell’ambito della cognizione animale.
LA VOCE DEL MASTER – Eccoci giunti alla sesta puntata di Re-post, il podcast degli studenti del Master in Giornalismo Scientifico Digitale della Sissa di Trieste. Potete seguire le nostre storie sulle pagine di Oggiscienza.
Oggi parliamo di cellule staminali, una questione di attualità e di infuocati dibattiti, anche nel nostro paese. Qual è la situazione ad oggi? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Nanni Costa, Direttore Generale del Centro Nazionale Trapianti, e Michele De Luca, direttore del Centro di medicina rigenerativa dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Per Spot the book, la rubrica con i nostri consigli di lettura, vi parliamo de “Il martello di Darwin” di Vittorio Martucci, un libro che tratta di estinzioni e dell’impatto degli esseri umani sulle specie e sul loro habitat Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Anche i magnetar, nel loro piccolo rallentano. Grazie al telescopio Swift della NASA, un gruppo di astrofisici dell’Università di Mc Gill, in Canada ha scoperto che la velocità con cui ruotano i magnetar- particolari tipi di stelle – può subire talvolta delle diminuzioni improvvise, un comportamento assolutamente non previsto dal modello fisico comunemente accettato.
Quando una stella di grande massa finisce la sua vita, avviene un’esplosione, detta supernova, che rilascia un residuo compatto, chiamato stella di neutroni, il cui nome deriva dal fatto che contiene 20 volte più neutroni che protoni, e che ha la sua caratteristica di ruotare molto rapidamente. Un magnetar (magnetic star) è appunto un tipo particolare di stella di neutroni che possiede un enorme campo magnetico, milioni di miliardi di volte quello terrestre, e che genera delle intense ed abbondanti emissioni di raggi X e raggi gamma.
Il magnetar analizzato nello studio, pubblicato di recente sulla prestigiosa rivista Nature, è in particolare 1E 2259+586, situato circa 10.000 anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione di Cassiopea Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DLE MASTER – Record spaziali per Opportunity. Il Rover della NASA, che era stato progettato per restare attivo per circa 90 giorni, finirà nel Guinness dei Primati essendo il veicolo NASA che ha percorso il maggior numero di chilometri su una superficie extraterrestre: ben 35,76 chilometri, superando il precedente record Usa di 35,7 chilometri registrato nel 1972 dal Lunar Roving Veichle.
Il piccolo Rover della NASA è stato lanciato nel 2004 per prelevare e analizzare una grande varietà di rocce e di tipi di terreno, con la speranza di ottenere indizi della presenza di acqua nel passato. E ora, dopo nove anni di esplorazioni, la sua missione sul Pianeta Rosso sembra non essere ancora finita Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Le civiltà antiche possono essere geneticamente più vicine a noi di quanto pensiamo.
Un team di ricercatori americani e greci ha utilizzato l’analisi del DNA mitocondriale di resti scheletrici minoici, per determinare i probabili antenati di questi antichi popoli. I risultati, pubblicati di recente sulla rivista Nature Communications, suggeriscono che la civiltà minoica è nata 5.000 anni fa a Creta da una popolazione ancestrale neolitica che era arrivata nella regione circa 4.000 anni prima. Lo studio indica inoltre, che la popolazione neolitica che ha dato origine ai minoici poi migrati in Europa, è la stessa che ha dato origine ai moderni popoli europei.
I mitocondri sono le centrali energetiche delle cellule e contengono il DNA. Poiché il DNA mitocondriale viene tramandato da madre a figlio, esso contiene informazioni sulla discendenza materna di un dato individuo
LA VOCE DEL MASTER – Eccoci arrivati al quinto appuntamento con Re-post, il podcast del Master in Giornalismo Scientifico Digitale della Sissa di Trieste. Potete seguirci ogni due settimane sulle pagine di Oggiscienza.
In questa puntata parleremo della questione dell’energia nucleare in Italia, dove il dibattito è tutto fuorché esaurito. A che punto siamo? Ne parliamo con Franco Velonà, ingegnere nucleare ora in pensione ed ex Direttore Centrale di “Studi e Ricerche” all’Enel, e Annalisa Ambroso, ricercatrice presso l’azienda francese Areva.
Per Mr. Hyde, lo scienziato che non ti aspetti, abbiamo intervistato Ivan Satta, medico oculista, chirurgo e musicista sardo, che ci ha raccontato come è riuscito a conciliare musica e medicina durante la sua lunga carriera Leggi il seguito di questo post »