Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Quelle piccole eruzioni che raffreddano la Terra

Pubblicato da Roberto Cantoni su 10 luglio 2012

AMBIENTE – Tocchiamo un argomento spinoso: il clima. Anzi, precisiamo, e rendiamolo ancora più delicato: il riscaldamento globale e le sue possibili soluzioni. Un gruppo di ricercatori dell’università del Saskatchewan, in Canada, non ha esattamente proposto una soluzione, ma ha fatto notare un comportamento molto interessante dell’aerosol prodotto da alcuni tipi di eruzione sul clima planetario.

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Local cooling nel global warming

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 30 aprile 2012

AMBIENTE – Dall’alto, gran parte della Lombardia è coperta da uno smog marrone, il particolato di varie dimensioni che ha fatto molto tossire durante la siccità dei mesi scorsi. Il danno ai polmoni potrebbe essere compensato da un caldo meno soffocante, secondo un nuovo studio sul legame tra inquinamento atmosferico da aerosol e temperature nel centro e nel sud-est degli Stati Uniti.

Fra gli aerosol, ci sono polveri di carbone che assorbono la radiazione solare e riscaldano, e di solfato che causano piogge acide, riflettono la radiazione solare e quindi rinfrescano l’aria sottostante. Entrambi erano emessi da centrali a carbone, la principale fonte di elettricità negli stati sotto la linea Mason-Dixon fino al Clean Air Act, la legge del 1970 sull’aria pulita applicata sul serio negli anni ’80 (allora, quando una milanese arrivava in aereo a Dallas e vedeva la cappa scura sulla città gli sembrava di essere a casa) Leggi il seguito di questo post »

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Prove di gestione

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 8 febbraio 2012

AMBIENTE – Fra le proposte di geo-ingegneria per fermare temporaneamente il riscaldamento globale, c’è quella di “gestire” la radiazione solare mandando di continuo nella stratosfera particelle di solfato in grado di rifletterla. Su Nature Climate Change, esce il primo modello che cerca di valutare i risultati per l’agricoltura.

Mais, riso e frumento risentono in maniera diversa dei cambiamenti climatici: il mais è vulnerabile soprattutto alle siccità, il riso risente anche del maggior caldo notturno e il frumento dei giorni di “picchi di caldo diurno”.  Per ciascuno, conta altresì il periodo della crescita in cui l’eccesso di caldo e di siccità si produce. Il gruppo di Ken Caldeira pubblica le proiezioni della resa dei tre cereali nel caso di raddoppio della concentrazione di CO2 atmosferica e innalzamento conseguente della temperatura di 2°-3° C, calcolate secondo tre scenari e sommando due modelli climatici il CAM3.5 per quanto riguarda gli effetti climatici degli aerosol e l‘HadCM3L per le precipitazioni e le temperature Leggi il seguito di questo post »

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Gli aerosol, la geoingegneria e il dilemma dell’asina

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 16 novembre 2011

AMBIENTE – Le emissioni di aerosol inquinano l’aria, ma intercettano in parte la radiazione solare, contribuiscono alla formazione delle nuvole e così rinfrescano il clima. Una ricerca ne calcola l’effetto rinfrescante netto, un’altra ci ricorda che a cambiare insieme al clima non è solo la temperatura.

Su Science, la bravissima Nathalie Mahovald dell’università Cornell calcola alcuni feedback degli aerosol, fin qui trascurati. Oltre a diminuire il bilancio energetico globale e a fungere da nuclei di condensazione delle nubi trasformandone il vapore in gocce e magari pioggia, scrive,

gli aerosol di origine antropica hanno un ulteriore impatto più a lungo termine attraverso retroazioni biogeochimiche, in gran parte dovuti ai cambiamenti nella concentrazione atmosferica di CO2 Leggi il seguito di questo post »

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La rivoluzione dov’è? Seconda puntata

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 1 settembre 2011

Dopo i risultati dell’esperimento CLOUD sui nuclei di condensazione delle nubi, sono stati pubblicati quelli di un altro gruppo ginevrino, ottenuti questa volta con un esperimento “sul campo”. 

NOTIZIE – Sarà una specialità locale come la raclette? Al CERN di Ginevra sono stati misurati tassi e tempi dell’aggregazione di nanoparticelle e vapore acqueo a certe temperature e con un’energia equivalente a quella dei raggi cosmici galattici. In natura però i nuclei – gli aerosol – che innescano la formazione delle nubi sono molto più grossi e Stefano Henin, Jérôme Kasparian e altri fisici del gruppo di biofotonica all’università di Ginevra hanno progettato un esperimento per produrli in condizioni e grandezze reali. Nell’autunno del 2009 hanno installato sulla riva del Rodano un “sistema laser Teramobile capace di emettere terawatt in femtosecondi” oltre a svariati strumenti per rilevare gli effetti delle rapidissime pulsazioni del fascio laser sulla composizione chimica dell’aria Leggi il seguito di questo post »

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Visibility, la app che misura la qualità dell’aria

Pubblicato da Stefano Dalla Casa su 5 ottobre 2010

AMBIENTE – Nel segno della Citizen Science, ora anche i possessori di smartphone possono fare la loro parte.

Una nuova app sviluppata dai ricercatori della Viterbi School of Engineering (University of Southern California) per il sistema operativo Android, permette di contribuire a monitorare l’inquinamento da polveri sottili (dai PM10 in giù) Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: AMBIENTE, SALUTE | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | 3 Commenti »

 
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