JEKYLL – È iniziata la fase di valutazione, da parte dei GEV (Gruppi di Esperti della Valutazione) nominati dall’ANVUR, della qualità della ricerca sviluppata in istituti e università in Italia, nell’ambito del programma di Valutazione della Qualità della Ricerca, noto come VQR. A giugno 2013 l’ANVUR pubblicherà il rapporto finale: la valutazione delle strutture interverrà nella distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario.
Il VQR prende in considerazione diversi “prodotti” della ricerca, come articoli su riviste, libri, brevetti depositati, mostre ed esposizioni organizzate, prototipi e opere d’arte. Saranno valutate 95 università e 39 enti di ricerca. Partecipano alla valutazione professori ordinari o associati, ricercatori e assistenti universitari, ricercatori e tecnologi, a cui l’ANVUR ha chiesto di elencare in ordine di preferenza decrescente i propri “prodotti di ricerca” (3 per ricercatori/professori universitari, 6 per ricercatori appartenenti ad enti di ricerca). I GEV quindi valutano la qualità di tali prodotti, attribuendo un voto a ciascuno di essi. La somma dei voti concorre a definire la valutazione dell’ente/università.
I prodotti con più autori, però, potevano essere presentati una sola volta dalla strutture, pena esclusione del prodotto dalla valutazione. Era compito della struttura risolvere conflitti di questo tipo, selezionando tra gli articoli indicati da ciascun ricercatore quelli che evitassero sovrapposizioni, sempre però tenendo conto dell’ordine di preferenza espressa.
Risultato: per massimizzare il voto era meglio che non fossero i singoli ricercatori a scegliere i loro lavori migliori, ma che fossero gli enti/università a selezionarli. Leggi il seguito di questo post »





