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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
“Falò” luminosi sono stati osservati su Saturno, in seguito a una tempesta che si è sviluppata nei mesi scorsi nell’emisfero nord del pianeta.
NOTIZIE – Il fenomeno è stato inizialmente rilevato il 5 dicembre del 2010, dagli strumenti della sonda Cassini (la missione sviluppata dalla NASA, in collaborazione con ESA e ASI, che è entrata nell’orbita di Saturno il 30 giugno 2004) e ieri sulla rivista Science sono stati pubblicati i risultati più approfonditi ottenuti grazie alle osservazioni del Very Large Telescope (VLT) dell’Osservatorio Europeo Meridionale (ESO) che si trova in Cile.
In quattro mesi, la mostra “Astri & Particelle” al Palazzo delle Esposizioni di Roma ha sbancato i botteghini, raggiungendo la quota record di 150 mila visitatori. Il successo prosegue alla Città della Scienza di Napoli
ARTE, MUSICA, SPETTACOLI – Il cosmo ha stregato il pubblico. Con la quota record di 150 mila visitatori in meno di 4 mesi (dal 27 ottobre 2009 al 14 febbraio 2010, al Palazzo delle Esposizioni di Roma) la mostra “Astri e Particelle- Le parole dell’Universo”, promossa dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare assieme all’Agenzia Spaziale Italiana e all’Istituto Nazionale di Astrofisica, entra nel “Guinnes dei primati” delle mostre di divulgazione scientifica più visitate. Leggi il seguito di questo post »
Quarant’anni dopo il primo sbarco gli scienziati discutono se tornare sulla Luna oppure no. Nel 2004, durante l’amministrazione George W. Bush, la Nasa dichiarò di voler riportare l’umanità sul suolo lunare entro il 2020. Ma la comunità scientifica non è tutta dello stesso parere. Tornare richiederebbe grandi finanziamenti e qualcuno pensa che forse sia meglio puntare direttamente alla colonizzazione del Pianeta Rosso, dove l’uomo, e la donna, non hanno ancora messo piede. Convinto sostenitore di un ritorno alla Luna è Roberto Vittori, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, il primo cosmonauta italiano, ovvero il primo italiano a salire sulla capsula russa Soyuz, dove ha viaggiato per ben due volte: nel 2002 con la missione Marco Polo, e nel 2005 con la missione Eneide. Attualmente Vittori è a Houston in addestramento per la sua prossima missione sulla Stazione Spaziale Internazionale che, secondo gli accordi tra l’Agenzia Spaziale Italiana e la NASA, avverrà a bordo dello Space Shuttle nel 2010, per poi tornare sulla Soyuz nel 2013
Ascolta l’intervista di OggiScienza a Roberto Vittori
Il satellite Cassini continua le straordinarie osservazioni del più elegante dei pianeti del nostro Sistema Solare, Saturno. L’ultima della scoperte resa possibile dalla missione che vede partecipare NASA, ESA e ASI (l’Agenzia Spaziale Italiana) è la presenza di sale nell’anello più esterno del Pianeta. Secondo gli scienziati questo sale proverrebbe da una luna di Saturno, Encelado, e sarebbe prova della presenza di acqua salata sul corpo celeste. I bacini di acqua salata sarebbero, a detta degli esperti, una delle condizioni favorevoli per la vita, come la intediamo noi sulla Terra. OggiScienza ha chiesto i particolari di questa scoperta a Enrico Flamini, responsabile per l’Agenzia Spaziale Italiana della parte italiana della missione Cassini
Ascolta l’intervista di OggiScienza a Enrico Flamini
Image credit: NASA, ESA, M. J. Jee and H. Ford et al. (Johns Hopkins Univ.)
Potrebbe essere della materia oscura l’anomala quantità di antimateria avvistata dall’esperimento Pamela. Lo rivela un articolo appena pubblicato sulla rivista scientifica Nature realizzato da un team internazionale coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Pamela (Payload for Antimatter Matter Exploration and Light – nuclei Astrophysics) orbita da tre anni intorno alla Terra a bordo di un satellite russo. L’esperimento, nato da una collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Agenzia Spaziale Russa e degli istituti di ricerca russi, con la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, è stato progettato per catturare i segnali provenienti dalle parti più remote del nostro Universo: i raggi cosmici.