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La grotta delle Torri di Slivia: nella grotta delle Torri di Slivia i chirotteri, amanti delle cavità, formano colonie riproduttive miste molto numerose, fra le più importanti conosciute in Friuli Venezia Giulia e per tutelarle i proprietari hanno deciso di collaborare con gli esperti del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste per regolare il flusso di turisti sulla base dei ritmi della natura..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione
della Scienza e del Master in Giornalismo Scientifico Digitale della
Sissa di Trieste
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.Il blog si
propone come strumento di approfondimento e di servizio per la comunità
dei giornalisti scientifici. Per accedere all'archivio di Jekyll clicca qui.
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IL PARCO DELLE BUFALE – No, quelle due luci, intense e molto vicine, che vediamo nel cielo in questi giorno non sono degli UFO.
Il 2012, ormai lo sappiamo, sarà un anno ricco di profezie temute da popoli passati e presentatori televisivi, quindi anche la presenza di due puntini luminosi in cielo può fomentare ipotesi fantasiose.
Come afferma anche il titolo non siamo nel campo delle speculazioni complottiste su imminenti invasioni aliene, ma cerchiamo solo di spiegare con velato rigore scientifico un fenomeno che incuriosisce parecchio ovvero le congiunzioni planetarie.
Ecco che ci risiamo, parlare di congiunzioni planetarie ci rammenta di curiosi personaggi, spesso vestiti in modo bizzarro, che dalla posizione dei pianeti in cielo ci descrivono come andrà la settimana, mi dispiace ma nemmeno di questo si sta parlando, qui si narra di pianeti e della loro posizione in cielo. Leggi il seguito di questo post »
CRONACA – Verranno presentati oggi a Bologna, al convegno internazionale dal titolo “Astrophysics from the Radio to Sub-Millimetre. Planck and other Experiments in Temperature and Polarization”, i nuovi risultati astrofisici ottenuti dalle osservazioni del cosmo da parte del satellite Planck, un telescopio spaziale con il compito di mappare il cielo per riprendere l’immagine più dettagliata possibile della Radiazione Cosmica di Fondo, l’eco del Big Bang.
Il satellite Planck è il frutto di una collaborazione internazionale che vede coinvolte numerose agenzie spaziali internazionali, come la NASA, ESA (European Space Agency) ma anche l’Agenzia Spaziale Italiana Leggi il seguito di questo post »
« Come fai a fare un altro lavoro, quando puoi fare l’astronomo? »
(Franco Pacini, Sezze 16 Febbraio 2009, Auditorium Costa)
CRONACA – Con queste parole ci piace ricordare Franco Pacini, uno degli scienziati italiani di fama internazionale che ha portato un grande contributo all’astrofisica, che ci ha lasciato questa mattina.
Nella sua vita si è occupato di astrofisica teorica e delle alte energie,e ha dato un contributo fondamentale nella comprensione delle stelle pulsar: oggetti stellari pulsanti che si formano negli stadi finali della vita di stelle massicce in fase di collasso. Pacini ha anche studiato la complessità di oggetti lontanissimi come i quasar e le strutture galattiche compatte associate ai nuclei galattici attivi.
CRONACA – Finalmente c’è riuscito! La promessa era stata fatta, ed è stata mantenuta: Kepler, il telescopio spaziale a caccia di pianeti extrasolari, made in NASA, ha osservato per la prima volta nella storia il transito di due pianeti di taglia terrestre attorno a una stella simile al Sole.
Solo di qualche settimana fa l’annuncio della scoperta di Kepler-22b, un pianeta poco più grande della Terra (dimensione stimata 2,4 masse terrestri, il più piccolo mai osservato finora) in orbita attorno alla stella Kepler-22 all’interno della fascia di abitabilità, ovvero la zona a distanza tale dalla stella da garantire acqua liquida, prerequisito fondamentale per l’esistenza della vita come la conosciamo.
CRONACA – Il campione dell’universo ha appena perso il titolo: sono stati identificati ben due buchi neri con masse superiori a quello che sta al centro della galassia Messier 87, nell’ammasso della Vergine.
6,3 miliardi di volte la massa del nostro Sole sembrava uno sproposito. Fino a ieri. Nature anticipa un sensazionale lavoro di Nicholas McConnell, Ching Pei Ma e altri astrofisici dell’università della California a Berkeley. Hanno trovato un buco nero 9,7 miliardi di volte più massiccio del Sole in NGC 3842, la galassia più luminosa di un ammasso a 98 megaparsec dalla redazione di Oggi Scienza, e uno ancora più grosso in NGC 4889, una galassia idem nell’ammasso della Chioma. A 103 megaparsec dalla porta d’ingresso.
CRONACA – CRONACA -È ancora in costruzione, ma è già diventato il più grande, costoso e complesso osservatorio astronomico al mondo. Inaugurato ufficialmente una settimana fa, a 5.000 metri di altitudine sull’altopiano di Chajnantor in Cile, l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) ha dato il via alle prime osservazioni mettendo in funzione circa un terzo delle 66 antenne paraboliche previste dal progetto. Per ora le 19 parabole, dal diametro di 7 e 12 metri, sono separate al massimo da una distanza di 125 metri l’una dall’altra, ma quando saranno tutte posizionate tale distanza potrà raggiungere i 16 chilometri, come è possibile vedere nell’infografica interattiva realizzata dal Guardian Leggi il seguito di questo post »
POLITICA – Non c’è pace, sembra, per Vst (Vlt Survey Telescope), il grande occhio italiano che dalla cima del Cerro Paranal, in Cile, ha appena iniziato a gettare lo sguardo nell’immensità dei cieli del sud. Era giugno scorso quando, dopo oltre 10 anni di lavori, 15 milioni di euro investiti e disastrosi incidenti di percorso eroicamente superati, lo scalognato telescopio spalancava la sua pupilla da 2,6 metri di diametro. Le prime immagini, riprese con il suo obiettivo esagerato da 268 mega-pixel, sono mozzafiato. Gli astronomi gongolano. Finalmente le aspettative della comunità scientifica e gli sforzi di tante persone dedicatesi alla costruzione del Vst sono ripagati. Si brinda. Passano pochi mesi (io nel frattempo ho lasciato la redazione di Media Inaf, dove seguivo da vicino le vicende dell’astronomia nazionale e non solo), e leggo un articolo che non lascia presagire niente di buono: “L’Italia non ha soldi per interpretare i dati dal nuovo telescopio in Cile”. È su Science online, e riprende in realtà un allarme lanciato da L’Espresso qualche settimana prima. Ma come? Non ha fatto in tempo a entrare in funzione che già Vst potrebbe dire addio alle stelle (della serie, è stato breve ma intenso)? Leggi il seguito di questo post »
Non si sa ancora se nello spazio ci sia acqua, ma da oggi si sa che almeno c’è acqua ossigenata. Molecole di perossido di idrogeno, che non è altro che la sostanza con cui ci disinfettiamo le ferite o ci decoloriamo i capelli, sono state trovate per la prima volta nello spazio interstellare. La scoperta ci dà degli indizi sul legame che c’è tra due molecole d’importanza fondamentale per la vita: l’acqua e l’ossigeno
FUTURO – Sulla Terra, il perossido di idrogeno gioca un ruolo chiave nella chimica dell’acqua e dell’ozono, componenti dell’atmosfera del nostro pianeta. Ora è stato trovato anche nello spazio, da astronomi che lavorano al telescopo cileno Apex, gestito dall’Osservatorio meridionale europeo. Leggi il seguito di questo post »
CRONACA – Un nuovo scenario, che descrive una tappa-chiave nella formazione del sistema solare, è stato proposto da una collaborazione franco-statunitense, che include ricercatori del Cnrs (il Cnr francese) e delle università di Nizza e Bordeaux. Secondo questo modello, Giove sarebbe migrato verso il Sole, e più esattamente verso la posizione in cui è oggi Marte, prima di cominciare un’ulteriore migrazione verso l’esterno e raggiungere la sua posizione attuale, molto più lontana dal Sole. Attraverso il nuovo modello, i ricercatori spiegano sia la formazione della cintura di asteroidi sia la differenza di dimensioni tra i pianeti terrestri (Mercurio, Venere, Terra e Marte). Il gruppo sta ora cercando d’includere in questo scenario Urano e Nettuno, i pianeti del sistema solare più distanti dal Sole. Lo studio è pubblicato sul sito web di Nature (mentre la pubblicazione dell’articolo su carta è prevista per luglio 2011)Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 31 maggio 2011
NOTIZIE: Gli scienziati del Very Large Telescope (nome piuttosto esplicativo del telescopio che si trova sulle alte vette andine del Cerro Paranal in Cile) hanno realizzato questo:
Quant’è bello? Stephane Guisard e Jose Francisco Salgado hanno raccolto le immagini scattate nell’arco di alcune giornate e pazientemente le hanno montate. Si vede la volta celeste muoversi maestosamente sopra le quattro cupole di VLT. Il video è stato postato su youtube un paio di settimane fa, e ha già fatto il giro del mondo. VLT è in Cile ma in realtà fa parte di ESO (European Southern Observatory), la più grande organizzazione per l’osservazione astronomica del nostro (vecchio) continente Leggi il seguito di questo post »