Il professor Jorge Reynolds, studiando per trent’anni il cuore delle balene, è riuscito a realizzare il primo nanopacemaker. Questo strumento potrebbe essere la svolta per la cura delle cardiopatie ma per adesso non conquista il mercato.
AMBIENTE – Dieta troppo grassa, eccesso di alcolici, fumo di sigaretta, mancanza di esercizio fisico e stress, sono queste le principali cause dei problemi cardiaci. Lo sentiamo spesso e forse né abbiamo fatto l’abitudine ma il dato è confermato da più parti: le cardiopatie causano il maggior numero di decessi rispetto a qualsiasi altra patologia.
Da decenni si cerca di far fronte al problema lavorando sulla prevenzione e in particolare si utilizza la tecnologia per correggere i malfunzionamenti cardiaci.
Chi è impegnato da tempo in questo campo è il professore colombiano Jorge Reynolds che studiando il funzionamento del cuore delle balene è riuscito a creare un nanopacemaker, uno strumento minuscolo, lungo appena 700 nanometri (700 milionesimi di millimetro!).







