Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Meglio prendere il babau per le corna

Pubblicato da Eleonora Degano su 13 marzo 2013

Crediti immagine: JoiLA VOCE DEL MASTER – I bambini che evitano le situazioni che li spaventano sono più portati a sviluppare disturbi d’ansia: è quanto emerso da uno studio effettuato dalla Mayo Clinic su più di 800 bambini d’età compresa tra 7 e 18 anni. La ricerca, pubblicata su Behavior Therapy, si è basata su due questionari da 8 domande ciascuno, uno destinato ai bambini, l’altro ai loro genitori.

I questionari hanno indagato l’attitudine dei bambini a rifuggire le situazioni che li preoccupano, ad esempio chiedendo loro se tendevano a stare lontani da ciò che ritenevano pericoloso. Nel caso dei genitori, invece, veniva chiesto se i loro figli avessero l’abitudine di rimandare le attività che li mettevano in agitazione. I bambini con un alto punteggio, ad indicare la tendenza a evitare le situazioni spaventose, riesaminati un anno dopo avevano sviluppato problemi d’ansia Leggi il seguito di questo post »

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LIBRI – Domitilla, SOS operazione terra

Pubblicato da Livia Marin su 2 gennaio 2013

Crediti immagini: Livia Marin

LIBRI – “Cari bambini, anche il nostro pianeta ha i suoi limiti, sembra infinitamente grande, ma non lo è. Ora si è ammalato. Immaginatelo però come un grande animale. Ci sono tante parti, tanti organi vitali, ogni parte serve a far funzionare la Terra. Queste parti ora si sono tutte ammalate. Io posso fare una medicina per curare la Terra, ma mi servono sei importantissimi ingredienti, e per trovarli mi serve il vostro aiuto.”

È da qui nasce l’avventura raccontata nel libro “Domitilla, SOS operazione terra”, una favola ecologica per ragazzi tra i 7 e i 14 anni.

L’inquinamento e un cattivo utilizzo delle risorse ha fatto ammalare il pianeta e ha creato una grande faglia sotto le Alpi. È per questo che due bambini, Teresa e Antonio, partono alla ricerca degli ingredienti che potranno salvare la Terra. In giro per il mondo incontreranno personaggi strani e divertenti che li aiuteranno a compiere la loro preziosa missione e a recuperare una piccola parte di tutte le “sfere” che aiutano gli scienziati a descrivere il nostro pianeta Leggi il seguito di questo post »

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Evolution!

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 1 marzo 2012

ARTE, MUSICA E SPETTACOLI – Segnalo questo bel video che Tyler Rhodes, artista visuale e animatore, ha creato insieme a dei bambini delle elementari. Rhodes voleva un’animazione che suggerisse il processo non-lineare dietro all’evoluzione delle specie. Per questo motivo ha coinvolto un gruppo di bambini delle elementari e ha chiesto loro di partecipare a un gioco: i bambini facevano dei disegni basati su un disegno originale. La “biodiversità” risultante dal disegno originale “competeva”, facendo sopravvivere il più adatto e così via. Rhodes poi da tutto il processo e da tutti i disegni dei bimbi ha confezionato il video qui sopra. Buona visione!

(Sul sito di Rohodes trovate i dettagli della “lavorazione”)

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Spongebob fa male

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 13 settembre 2011

SALUTE – Chissà se anche Peppa Pig ha lo stesso effetto, mia figlia la adora. Fatto sta che un gruppo di ricercatori dell’Università della Virgina ha osservato che bastano 9 minuti di Spongebob (celebre cartone animato sulla vita di una spugna – dal disegno io all’inizio credevo fosse un pezzo di Emmenthal – che vive sotto il mare e fa un sacco di cose senza senso) per rimbambire i bambini di 4 anni (guarda caso l’età di mia figlia). Angeline Liliard e colleghi naturalmente non si sono espressi cosi, ma il succo è quello: pochi minuti di cartone animato ad alta frequnza di immagini (scene molto veloci, cambi rapidi )… – come Spongebob appunto – peggiorano drasticamente la funzione esecutiva a pochi minuti dalla visione Leggi il seguito di questo post »

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Bebè a bassa risoluzione

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 22 luglio 2011

NOTIZIE – La vista adulta si sviluppa con il tempo e le capacità visive dei bambini sono povere sotto diversi aspetti. Uno di cui non si sapeva nulla fino ad ora è quello della “risoluzione temporale”. Gli adulti vedono facilmente un susseguirsi di fotogrammi (come quelli che si proiettano in una pellicola cinematografica) come un movimento fluido e non come un alternarsi di immagini a scatti. Se però i fotogrammi si alternano con un ritmo più veloce di uno ogni 50-70 millisecondi, il sistema visivo umano non è in grado di cogliere i cambiamenti da un’immagine all’altra Leggi il seguito di questo post »

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L’evoluzione della salute infantile

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 15 aprile 2011

NOTIZIE – Per comprendere la salute e i meccanismi che provocano le malattie in età infantile (non infettive e non collegate a recenti “discrepanze” fra l’ambiente in cui viviamo e il nostro fenotipo) è necessario assumere una prospettiva evolutiva esaminando a fondo i conflitti genetici (fra genitori e figli e fra i genitori stessi), come spiega Bernard Crespi in un articolo sui Proceedings on the Royal Society B.

L’essere umano infatti si riproduce sessualmente e investe notevoli energie nella cura della prole (prole che passa un lungo periodo in una fase pre-adulta). In questo panorama, dal punto di vista selettivo, si evidenziano notevoli conflitti fra i diversi attori in gioco. Esiste un conflitto (che si esprime a livello genetico) fra il bambino e genitori (in particolare la madre): l’evoluzione privilegerebbe da un lato bambini con geni che esprimono comportamenti che spingono a massimizzare la cura materna, dall’altro madri con geni che esprimono comportamenti che tenderebbero a ridurre questa richiesta (quanto più possibile senza compromettere la sopravvivenza della prole) Leggi il seguito di questo post »

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A pranzo con Braccio di ferro

Pubblicato da Valentina Murelli su 25 agosto 2010

Il celebre cartone, insieme a qualche attività mirata da fare con i più grandi, aiuta a far mangiare più verdura ai bambini.

COSTUME - Chi scrive ha sempre amato le verdure e ha sempre trovato Braccio di ferro vagamente fastidioso, quindi non fa testo. Se però avete a che fare con bambini refrattari a spinaci e carote, vale la pena di provare a seguire i suggerimenti di un gruppo di ricerca della Mahidol University, a Bangkok: per migliorare l’apprezzamento per le verdure, basta coinvolgere i piccoli in incontri di “degustazione” di frutta e verdura e in lezioni di cucina, e lasciarli guardare Braccio di ferro! Leggi il seguito di questo post »

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Internet: io uso la testa

Pubblicato da Nataša Stuper su 24 marzo 2010

Facebook, Skype, Msn, Netlog: in questo modo comunicano le nuove generazioni. Spesso i siti di social network sono presi di mira da specialisti dell’infanzia, etichettando Internet come un luogo pubblico non adatto ai bambini, in cui si corrono moltissimi rischi, e dove una chiacchierata intelligente e costruttiva si può trasformare in una comunicazione pericolosa. Dalle testimonianze dei bambini della scuola elementare e media italiana di Buie (Croazia), intervistati per OggiScienza, sembra, però, che i giovanissimi conoscano bene i potenziali rischi e le precauzioni da prendere. In questo complesso contenitore di informazioni e persone, dove si pubblicano immagini, condividono video con gli amici e fanno nuove conoscenze, i bambini rendono partecipi mamma e papà, riducendo così i rischi di fare qualche brutto incontro.

Una cosa quindi è certa: di Internet i bambini ne sanno più dei grandi.



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Ballerini (neo)nati

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 17 marzo 2010

L’istinto a ballare è già presente nei bambini di pochi mesi

NOTIZIE – Meglio di quando mamma parla. Secondo in gruppo di ricerca britannico e finlandese che ha recentemente pubblicato un articolo sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, i bambini dai 5 ai 24 mesi, rispondono naturalmente  al ritmo e alla cadenza di un brano musicale e lo trovano più “interessante” che ascoltare qualcuno che parla.

“La nostra ricerca suggerisce che è il ritmo, e non altre caratteristiche come la melodia, a produrre la risposta nei bambini,” ha spiegato Marcel Zentner, del dipartimento di psicologia  dell’Università di York, uno degli autori delle ricerca. “Abbiamo anche osservato che più i piccoli riescono sincronizzare i propri movimenti con la musica, più sorridono.”

Ancora non è chiaro quale esigenza evolutiva abbia fatto emergere questa predisposizione. Una possibilità è che per esempio si sia evoluta per qualche altro motivo e che per caso sia utile anche per il processamento cognitivo della musica Leggi il seguito di questo post »

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