Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Uova oggi e galline domani

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 13 giugno 2013

indexAMBIENTE – L’International Energy Agency (IEA) pubblica Redrawing the energy-climate map, per chi fosse interessato a non superare i 2° C di aumento della temperatura, come pattuito da conferenze internazionali e “senza costi economici”. Recensione.

La Terra infuocata della copertina è volutamente inquietante. Tramontato il sogno di limitare a 350 ppm la concentrazione dell’anidride carbonica in atmosfera,  si cercano soluzioni per limitarla a 450 ppm. Da qui al 2020, scrivono gli autori, rispetto alla riduzione necessaria per restare entro i 2° C,  il settore dell’energia può abbattere le emissioni dell’80%, corrispondente a 3,1 gigatonnellate di CO2 equivalente:

  • adottando misure di efficienza energetica (-49% di emissioni)
  • limitando costruzione e uso delle centrali a carbone meno efficienti (-21%)
  • minimizzando le emissioni di metano a monte della produzione di petrolio e gas (-18%)
  • accelerando l’eliminazione (parziale) dei sussidi ai consumi di combustibili fossili (-12%) Leggi il seguito di questo post »

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Rinverdire il pianeta

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 10 giugno 2013

POLITICA – Sono in corso le consultazioni delle Nazioni Unite sui prossimi obiettivi del millennio da presentare all’assemblea generale di settembre. Fra i problemi da risolvere, c’è quello della produzione agricola che dovrebbe aumentare insieme alla popolazione. Secondo i modelli di previsione sarà difficile, a meno che…

Al primo Congresso internazionale sul riso nel 2002, il presidente Jiang Zemin disse che la Cina doveva produrne il 30% in più con il 30% d’acqua in meno entro il 2030 pena “disordini sociali”.  L’inviato della  BBC che mi sedeva accanto aggiunse “e un miliardo di cinesi che salgono sui gommoni”. Secondo le agenzie dell’ONU, nel 2050 sarà necessario dal 50 al 70% di cereali in più, invece la produzione agricola (al netto di perdite e sprechi) è stazionaria da un decennio Leggi il seguito di questo post »

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Lo strano caso della ricerca in Italia

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 28 maggio 2013

formigoniPOLITICA – A Roma fino al 30 maggio, il Consiglio Nazionale delle Ricerche ospita la conferenza mondiale sul frumento. Le varietà italiane di Triticum turgidum durum sono già minacciate dai cambiamenti climatici, dicono gli esperti. Non ci crede il Sottosegretario del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali che confonde la temperatura locale con quella globale e il meteo con il clima.

Conoscete già il problema: per nutrire i 9 miliardi di umani e i loro 50 miliardi di animali d’allevamento e da compagnia previsti per il 2050, le rese dei cereali dovranno aumentare del 50-70%. Tenuto conto della tendenza delle temperature, della CO2 atmosferica e della variabilità meteorologica, serve un balzo di produttività superiore a quello compiuto dagli anni Sessanta a oggi. Ma nell’Italia della gastronomia e (forse) dell’Expo 2015 sul tema “Nutrire il pianeta”, i governanti tagliano i finanziamenti alla ricerca Leggi il seguito di questo post »

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Buone azioni quotidiane

Pubblicato da Laura Pulici su 27 maggio 2013

emissioni risparmio copiaAMBIENTE – Si parte dal basso. Tutti noi possiamo fare qualcosa nella lotta contro i cambiamenti climatici. A ribadirlo è la commissaria europea per il clima, Connie Hedegaard, che nei prossimi mesi darà il via a una serie di dibattiti con cittadini, imprese e autorità su come accelerare l’azione contro i cambiamenti climatici. In Italia, l’appuntamento si terrà a Milano il 7 giugno.

La campagna “Il mondo che ti piace. Con il clima che ti piace” coinvolge cinque paesi (Italia, Portogallo, Polonia, Bulgaria e Lituania), Leggi il seguito di questo post »

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Le emissioni di un tempo

Pubblicato da Laura Pulici su 20 maggio 2013

record CO2 copiaAMBIENTE – Un viaggio all’indietro nel tempo: è come se fossimo tornati all’atmosfera del pliocene, almeno se guardiamo alle concentrazioni di anidride carbonica. Secondo l’ultima rilevazione del Noaa (National Oceanic and Atmosferic Administration), uno degli enti americani più accreditati, a maggio la concentrazione dell’anidride carbonica nell’aria ha superato le 400 parti per milione (ppm).

Uno scenario simile a quello di circa 5 milioni di anni fa, quando però le temperature medie erano tra i 3 e i 4 gradi centigradi più alte di oggi, il livello dei mari tra i 5 e i 40 metri più alto e l’estensione dei ghiacci era molto limitata Leggi il seguito di questo post »

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Keystone Pipeline, Obama è al bivio

Pubblicato da Paolo Fedrigo su 9 aprile 2013

alaska-67304_640AMBIENTE – È ormai da qualche mese che negli Stati Uniti, tra ambientalisti e multinazionali del petrolio è battaglia aperta sul completamento del Keystone Pipeline, l’oleodotto che dovrebbe portare il petrolio estratto dalle sabbie bituminose del Canada fino alle raffinerie del Golfo del Messico.

Il progetto del nuovo tratto Keystone XL (1.897 chilometri), già respinto da Obama un anno fa, è stato ripreso in considerazione dopo le elezioni presidenziali e in queste settimane potrebbe ricevere il via libera definitivo dal Presidente americano Leggi il seguito di questo post »

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Climate reality

Pubblicato da Paolo Fedrigo su 13 novembre 2012

ECONOMIA – “You are invited to change the world” si legge dal sito di The Climate Reality Project, evento voluto e ideato da Al Gore che si svolgerà il 14 e il 15 novembre. Si tratta di una ventiquattr’ore di video, interviste e collegamenti in diretta da varie parti del mondo, con un coordinamento centrale da uno studio televisivo di New York, il tutto trasmesso in diretta su piattaforma web. Obiettivo: creare rete e consapevolezza sugli effetti dei cambiamenti climatici.

Per Climate Reality sono stati selezionati, attraverso concorso online (ne avevamo parlato l’anno scorso, ve lo ricordate?), video della durata massima di cinque minuti realizzati con videotelefonini, smartphone, telecamere e macchine fotografiche che raccontano, con assoluta libertà di stile comunicativo, quali sono le conseguenze dei cambiamenti climatici nella vita di ogni giorno e quali sono le possibili soluzioni Leggi il seguito di questo post »

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A norma di legge

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 11 luglio 2012

IL PARCO DELLE BUFALE – Il Parlamento della North Carolina ha bocciato la settimana scorsa una legge che imponeva alle autorità statali incaricate di pianificare l’uso del territorio costiero di usare l’innalzamento del livello del mare misurato “in serie storiche” fino al 2000 e non oltre.

In molti paesi, l’amministrazione pubblica preferisce ignorare i dati scientifici scomodi. Negli Stati Uniti, una maggioranza politica preferisce spesso correggerli per vie legali. Nel caso dell’evoluzione, come si sa, costringendo le scuole a insegnare versioni religiose della Creazione. In passato è accaduto anche alla Camera dell’Indiana di stabilire che pi = 3,14 su proposta di un matematico improvvisato, un’iniziativa bloccata dal Senato, con  forte disappunto dei comici di allora.

In North Carolina, è avvenuto il contrario. La nuova battaglia contro la scienza è iniziata nel 2010, con la pubblicazione del rapporto commissionato dal governo locale alla Commissione sulle risorse costiere.  Nel Novecento il livello del mare si è innalzato di 20 cm, scrivevano gli esperti, ma la tendenza sta accelerando insieme all’aumento della temperatura e alla fusione delle calotte glaciali groenlandesi e antartiche. Come in altri stati sull’Atlantico, lunghi tratti di costa sono “punti caldi” nei quali gli effetti dei cambiamenti climatici si sommano ad altri fenomeni (subsidenza, aggiustamento isostatico glaciale ecc.). Per il 2100 le stime convergono su un innalzamento compreso tra 0,4 – 1,4 m. e più probabilmente di 0,8-0,14 m Leggi il seguito di questo post »

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Consigli per un mondo più equo

Pubblicato da Laura Pulici su 28 maggio 2012

AMBIENTE – Nel 2011 abbiamo raggiunto i 7 miliardi di abitanti. Da qui al 2050 la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi, con un aumento pari a una Cina e un’India in più. Se non vogliamo che il nostro pianeta finisca in una spirale negativa di malattie economiche e ambientali che porteranno a un futuro ancora più inospitale, è necessario da un lato ridurre i consumi dei Paesi industrializzati e dall’altro limitare le nascite in quelli in via di sviluppo. Sono queste le raccomandazioni che arrivano dall’ultimo rapporto “People and the Planet” della britannica Royal Society Leggi il seguito di questo post »

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I costi dell’inazione

Pubblicato da Marta Picciulin su 23 marzo 2012

AMBIENTE – La strategia dello struzzo ci costerebbe 1.4 miliardi di dollari da qui a fine secolo. A tanto, infatti, ammonterebbe il costo dei danni creati dai cambiamenti climatici nel caso in cui non venisse presa alcuna misura efficace di riduzione dei gas serra in atmosfera. A dirlo è il rapporto Valuing the Ocean Environment: Economic perspectives pubblicato in questi giorni dal SEI (Stockolm Environmental Institute).

Per giungere a una simile conclusione Frank Ackerman e Elizabeth A. Stanton, autori del rapporto, hanno preso in considerazione due possibili scenari futuri, descritti in precedenza dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC).

Il primo (“low emission scenario”) prevede una rapida riduzione delle emissioni di gas serra e quindi il raggiungimento di una temperatura media di “solo” 2.2 °C al di sopra dei livelli pre-industriali entro il 2100. Il secondo (“high emission scenario”) assume il mantenimento delle emissioni al livello attuale, con un conseguente aumento di 4 °C della temperatura per fine secolo Leggi il seguito di questo post »

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