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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
AMBIENTE – “Poor diets kill more brothers than pistols” (Le diete scadenti uccidono più fratelli delle pistole). Con queste parole, il gruppo hip hopEarth Amplified, ha lanciato il suo ultimo video clip Food Fight, nel quale paragonano l’industria del cibo al mondo degli spacciatori di droga e delle bande armate.
Cosa c’è dietro ai supermarket aperti 24 ore su 24? Cosa si nasconde dietro al packaging dai colori sgargianti, ai testimonial di merendine e dolciumi, alle bibite gasate e ai prezzi stracciati dei fast food?
Earth Amplified, in quello che si può quasi definire un videoclip-inchiesta, denunciano le bugie delle grandi multinazionali del cibo che, secondo la band americana, attraverso una strategia mirata fatta di pubblicità e false informazioni, uccidono più persone di quelle morte per la vendita d’armi in USA Leggi il seguito di questo post »
CRONACA – Era da un po’ che gli scienziati la cercavano (la struttura era già stata osservata nei ciliati, piccoli organismi monocellulari – il paramecio, ve lo ricordate?) ma mai nell’organismo umano. Lo studio pubblicato su Nature e pubblicato il 20 gennaio sulla rivista Nature Chemistry dimostra che nelle cellule umane si può trovare DNA disposto su ben quattro filamenti (anziché la ben più comune doppia elica).
Quando Watson e Crick nel 1953 pubblicarono su Nature i risultati dei loro ricoluzionari studi presentarono per la prima volta quello che diventerà un archetipo della nostra conoscenza: la doppia elica del DNA, così elegante, così semplice, così potente. Una sorta di scala a pioli in cui i due filamenti lunghi erano formati da una “collanina” di elementi che lanciavano un ponte sull’altro filamento legandosi con un altro elemento (ciascuna “base” solamente con quella lei complementare). Queste quattro basi (guanina, citosina, adenina, tiamina) formavano il “linguaggio macchina” con cui era scritto il “progetto” di tutti gli organismi viventi sul nostro pianeta. Watson e Crick avevano scoperto la lingua madre della biologia Leggi il seguito di questo post »
CRONACA - Nei laboratori dell’università del Wisconsin è stata fatta una scoperta in grado di scuotere le fondamenta della biologia. Mark Burkard e il suo team hanno osservato un tipo di divisione cellulare inedito, del tutto imprevedibile secondo le teorie in voga da un secolo. La scoperta è nata – come spesso accade in questi casi – all’insegna della serendipity, ed è stata annunciata il 17 dicembre in occasione dell’annuale congresso dell’American Society of Cell Biology. Un comunicato ufficiale è online sul sito ufficiale dell’università.
Gli scopritori sono un team di oncologi in cerca di nuovi metodi per combattere un tipo di cancro che induce l’abnorme duplicazione dei cromosomi nelle cellule, una condizione nota come poliploidia. È quanto accade in circa il 14 percento dei tumori al seno e nel 35 percento di quelli pancreatici. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Valentina Murelli su 14 settembre 2012
CRONACA – Salvatore ha un cancro e di lui si è parlato moltissimo in questi giorni. Perché Salvatore – Iaconesi di cognome: ingegnere, artista, esperto di tecnologie, innovazione e open source – ha deciso di affrontare la sua malattia in modo nuovo e dirompente. Per prima cosa ha lavorato per convertire i file dei suoi esami diagnostici (TAC e risonanza magnetica) in un formato più maneggevole del DICOM, quello con cui di solito vengono archiviate le immagini mediche. Che tecnicamente è aperto, ma di fatto è tale da rendere molto difficile a un paziente che si trovi in mano un CD con le sue brave immagini DICOM, di visualizzarle sul proprio computer o condividerle con altri. Dunque Iaconesi ha hackerato i suoi file e poi li ha caricati su un sito con un invito chiaro ed esplicito: datemi una cura. Una terapia per il corpo, per la malattia, certo, ma non solo. Anche una cura per lo spirito o per la comunicazione: un video, un’opera d’arte, una mappa, un testo, una poesia, un gioco. Un gesto semplice, ma con implicazioni potentissime
SALUTE – Il cancro al seno è una delle forme più comuni di cancro tra le donne: basti pensare che ogni anno è diagnosticato, nel mondo, a più di 450.000 donne. Per diagnosticarlo, vengono attualmente usate tecniche di imaging come la mammografia a raggi X e l’ultrasonografia, che si basano soprattutto sui cambiamenti morfologici del tessuto del seno, per distinguere tra un tessuto benigno e uno maligno. La sensibilità di questi due strumenti è però limitata, oltre a essere affetta da altri inconvenienti, come il rischio di falsi positivi o falsi negativi; inoltre, espone le donne a dosi di radiazione ionizzante che, per quanto basse e accettate come innocue, possono comunque presentare dei rischi.
Per queste ragioni, da qualche anno si stanno sviluppando metodi che sfruttano la luce rossa e infrarossa per visualizzare i tumori in maniera non invasiva, e ciò grazie soprattutto alla capacità di queste tecniche di fornire informazioni senza fare uso di radiazioni ionizzanti. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Twente e del Medisch Spectrum Twente Hospital di Oldenzaal, nei Paesi Bassi, ha recentemente completato la prima fase di sperimentazione di un nuovo dispositivo di imaging, basato sulla fotoacustica Leggi il seguito di questo post »
Si tratta di un antitumorale derivato dai tunicati che, sebbene attivo su diversi tipi di sarcoma, mostra una particolare predisposizione per il liposarcoma mixoide, tumore che coinvolge il tessuto adiposo, soprattutto di braccia e cosce. Il problema è che pazienti trattati a lungo con questo principio attivo mostrano resistenza con un meccanismo fino a ora sconosciuto Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Le ricadute di cancro alla prostata dopo la radioterapia si associano ad una brusca diminuzione di ossigeno nella massa tumorale stessa, e questo potrebbe fornire un supporto efficace nella scelta dei trattamenti successivi.
In particolare è stato dimostrato che l’ipossía, cioè la ridotta disponibilità di ossigeno, nelle cellule della massa tumorale di carcinoma prostatico influisce negativamente sulla riuscita della radioterapia e rende più probabili i fenomeni di recidiva. Da qui l’ipotesi di associare in futuro alla radioterapia un trattamento mirato verso l’ipossìa stessa, al fine di garantire la cessazione definitiva della proliferazione tumorale e aumentare la probabilità di sopravvivenza.
Lo dicono i risultati di un ampio studio clinico condotto da Michael Milosevic del Princess Margaret Hospital di Toronto in collaborazione con il Dipartimento di radio-oncologia della Toronto University, appena pubblicato su Clinical Cancer Research. Si tratta del più consistente studio clinico con misure dirette dei livelli di ossigeno nel sito tumorale nell’ambito del cancro alla prostata: sono stati presi in esame 247 pazienti colpiti da adenocarcinoma prostatico durante un follow-up di circa sei anni e mezzo Leggi il seguito di questo post »
LA VOCE DEL MASTER – Nanoparticelle di carbonio caricate con farmaci antitumorali si sono dimostrate, sui topi, più efficienti dei farmaci convenzionali contro alcuni tipi di cancro, in particolare se somministrate durante la radioterapia. Lo riporta uno studio di un team internazionale di ricercatori, dislocato tra la Rice University e l’M. D. Anderson Cancer Center della University of Texas, appena apparso online su ACS Nano.
La nuova strategia utilizza delle nanoparticelle di carbonio come vettori per i principi attivi della chemioterapia antitumorale Leggi il seguito di questo post »
CRONACA – Qualcuno ricorderà la scena di Fantasia della Disney, in cui un Topolino apprendista stregone, addormentatosi dopo aver magicamente animato una scopa e averle ordinato di portare secchi d’acqua in cantina, si risvegliava in una specie di oceano. Non riuscendo a fermare la scopa, cercava di farla a pezzi con un’ascia, con il solo risultato di creare una miriade di altre scope dai frammenti della prima, peggiorando la situazione.
Ebbene, secondo uno studio pubblicato questo mese sulla rivista Science, è stato scoperto un verme piatto che si comporta in modo analogo alle scope disneyane, e che per giunta sembra infischiarsene delle regole fondamentali della biologia. Autore della scoperta, un gruppo di ricercatori dell’Università della California di San Francisco (Ucsf) e dello Stowers Institute for Medical Research di Kansas City, Stati Uniti. Il verme in questione manca infatti di una struttura cellulare chiave, il centrosoma, considerato finora essenziale per la divisione cellulare Leggi il seguito di questo post »