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La grotta delle Torri di Slivia: nella grotta delle Torri di Slivia i chirotteri, amanti delle cavità, formano colonie riproduttive miste molto numerose, fra le più importanti conosciute in Friuli Venezia Giulia e per tutelarle i proprietari hanno deciso di collaborare con gli esperti del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste per regolare il flusso di turisti sulla base dei ritmi della natura..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione
della Scienza e del Master in Giornalismo Scientifico Digitale della
Sissa di Trieste
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.Il blog si
propone come strumento di approfondimento e di servizio per la comunità
dei giornalisti scientifici. Per accedere all'archivio di Jekyll clicca qui.
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Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 806 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 540 kg di CO2 generati dal proprio traffico mensile
CRONACA – Doveva esserci un errore. Questa è stata la reazione “di pancia” di un gran numero di fisici alla notizia, nel settembre scorso, che delle particelle subatomiche, i neutrini, sembrassero viaggiare più veloci della luce, in violazione della teoria della relatività di Einstein. La maggior parte dei fisici delle particelle sospettò che questa anomala velocità dei neutrini fosse il prodotto di errori nell’apparato sperimentale, ma suggerì che questo errore fosse difficilente percettibile, e nascosto nei dettagli della misura. Se un errore c’era, i fisici avvertirono, sarebbe potuto rimanere nascosto per sempre. Del resto, la storia della scienza non è nuova a risultati anomali che, rigettati dopo la mancata replicazione in esperimenti successivi, non sono però mai stati spiegati.
L’errore ci sarebbe. Uno, secondo quanto riporta il sito web Science Insider, che fa capo all’American Association for the Advancement of Science (AAAS); due, secondo quanto riporta il comunicato stampa appena pubblicato dal gruppo dell’esperimento OPERA del Cern (una collaborazione del centro ginevrino di cui fa parte anche l’Istituto nazionale di fisica nucleare italiano) e ripreso dalla rivista Nature. I punti significativi dei comunicati si possono trovare, in italiano, su OggiScienza (qui quello di Science Insider, e qui quello del Cern) Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 23 febbraio 2012
CRONACA – Faccio subito ammenda… Non appena pubblicato il lancio di Science Insider (poco fa, vedete il pezzo qui sotto…) uno dei pronti fisici della SISSA mi ha subito scritto bacchettandomi. Mi cospargo il capo di cenere e ringrazio i nostri watchdog. Così mi scrive Stefano Liberati, astrofisico della SISSA di Trieste:
Ti confesso che credo che da parte nostra ci dovrebbe essere più cautela rispetto a siti popolari. Quello di Science Insider è un gossip anonimo, non ci sono dati ufficiali.
Guarda per esempio come da la notizia il blog di Nature…
Nota che ci sono due possibili correzioni trovate dalla collaborazione di Opera che vanno in direzione opposta nel correggere il risultato.
È probabile, come tutti ci aspettiamo, che alla fine “l’anomalia” vada via, ma in assenza di nuove misure e data analisi non mi affretterei a dare giudizi/titoli tranchant… Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 16 febbraio 2012
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MRPOD – La fisica è stata storicamente un ambiente in cui le donne hanno avuto poco spazio. Fra i fisici famosi del secolo scorso, solo Marie Curie è entrata nell’immaginario comune, insieme ad Einstein, Botlzmann, Feynman e tanti altri uomini. Oggi però le cose cambiano e ci sono sempre più donne anche nelle posizioni di maggior responsabilità nella fisica nucleare e delle particelle (e all’Italia in questo spetta un primato). Noi abbiamo sentito Patrizia Rossi, dell’INFN, neonominata vicedirettore della Divisione fisica dei Jefferson Lab, in Virginia, negli Stati Uniti, e Fabiola Gianotti, responsabile dell’esperimento ATLAS di LHC, al Cern di Ginevra.
Pubblicato da Valentina Murelli su 30 dicembre 2011
CRONACA – Niente da dire: per LHC dicembre è stato il mese del bosone di Higgs e dei due esperimenti deputati a cercarlo, ATLAS e CMS. Dopo tanti rumors, il seminario al CERN del 13 dicembre scorso ha chiarito la situazione: per ora nessuna certezza, ma di sicuro c’è qualche indizio in più sulla “particella di Dio”.
Conferme – o smentite – sono attese per il 2012. Intanto, però, il lavoro continua: è di pochi giorni fa, per esempio, la notizia della scoperta sperimentale, sempre da parte di ATLAS, di una nuova particella, la prima identificata da LHC. Si tratta di un mesone, una particella chiamata Chi_b (3P) composta da un un tipo di quark (beauty) e dal suo antiquark, prevista dai modelli teorici ma finora mai osservata.
E naturalmente il lavoro continua anche per gli altri esperimenti di LHC, messi giustamente un po’ in ombra dalle notizie sul bosone, ma non meno importanti di ATLAS e CMS nella grandiosa impresa di capire meglio la natura della materia e la storia dell’Universo. Leggi il seguito di questo post »
OggiScienza si è occupata più volte nell’ultima settimana degli aggiornamenti sulla ricerca del bosone di Higgs annunciati nel seminario del CERN il 13 dicembre scorso:
La scoperta di questa particella confermerebbe il modello standard, attualmente la teoria più accreditata sulla struttura della materia. Oggi ce ne parla una dei protagonisti, Fabiola Gianotti, responsabile del gruppo di ricerca che lavora sull’apparato sperimentale Atlas.
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 13 dicembre 2011
CRONACA – Bosone sì, Bosone, no. Fabiola Gianotti ha appena finito di riportare i dati osservati da ATLAS, ora è il turno di Guido Tonelli, responsabile dell’esperimento CMS. Premesso che se non siete fisici (e magari esperti di fisica delle particelle ad alta energia) è parecchio difficile capirci qualcosa (benché la comunicazione sia diretta ai giornalisti), secondo i miei traduttori ufficiali la Gianotti ha più o meno detto che a 126 GeV hanno trovato “qualcosa” (= un eccesso di massa) che potrebbe essere legata a Higgs (grazie Serena).
Tonelli spiega che quel che han visto è “nothing striking”, ma insomma c’è qualcosa… In pratica anche CMS ha visto un eccesso di massa simile a quello osservato da ATLAS (o meglio CMS non può escludere qualcosa fra 115 and 127 Gev data la presenza di un leggero eccesso).
Insomma, si è visto qualcosa, proprio dove ci si aspettava di vederlo e in due strumenti molto diversi, sempre lì, nella stessa regione di energia. Ora però bisogna aspettare conferme con nuove osservazioni l’anno prossimo. E ancora niente buchi neri!
(qui trovate un inquadramento teorico comprensibile anche ai comuni mortali).
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 9 dicembre 2011
FUTURO – Il rumor che rimbalza negli ambienti della fisica teorica, e non solo, da qualche giorno è che grazie ad LHC sia stata finalmente osservata la particella delle particelle, e cioè il bosone di Higgs, la particella prevista dalla fisica teorica e mai (almeno finora) osservata, quella che darebbe la massa tutte le altre, quella per cui è stato costruito LHC, il più grande e costoso esperimento di fisica.
Nell’ambiente della fisica teorica che chi è sicuro che il leak che serpeggia corrisponda a verità, nostro dovere naturalmente è andare cauti. Certo che martedì 13 al seminario speciale indetto al CERN ci sarà da stare col fiato sospeso. La prossima settimana verranno infatti resi pubblici i risultati recenti dei due più grandi esperimenti di LHC, ATLAS E CMS. In realtà le dichiarazioni ufficiali raccomandano cautela: “qualsiasi risultato sicuro dovrà aspettare l’anno prossimo”, dichiarano i portavoce che aggiungono che i dati aiuteranno a restringere la regione in cui si sta cercando perché escluderanno alcune delle zone ad alta energia dove si sta cercando il bosone e mostreranno alcune intriganti possibilità che coinvolgono un piccolo numero di eventi a livelli piu bassi di energia Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 23 novembre 2011
Oggi alla Scuola Internzionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste Antonio Ereditato, direttore del Laboratorio di fisica delle alte energie e dell’Albert Einstein Center for Fundamental Physics di Berna e responsabile dell’esperimento OPERA, ha tenuto una lectio magistralis(“Another neutrino mystery?”).
Ereditato e colleghi hanno di recente scosso l’opinione pubblica con i risultati dello loro osservazioni. Le registrazioni del team di OPERA infatti hanno trovato che i neutrini, dal CERN ai laboratori del Gran Sasso, avrebbero viaggiato a una velocità che supera quella della luce. Oggiscienza ha intervistato Antonio Ereditato per voi.
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 18 novembre 2011
CRONACA – Eccoli, sono arrivati: nuovi test ai Laboratori Nazionali dell’INFN del Gran Sasso dalla Collaborazione OPERA conermano i risultati eclatanti resi noti lo scorso settembre (e cioè l’osservazione di nuetrini che superano la velocità della luce, limite teoricamente invalicabile). Gli scienziati hanno usato dei particolari fasci di neutrini (molto più brevi nel tempo e distanziati) inviati dal CERN e i nuovi test sembrano escludere una parte dei potenziali errori sistematici che avrebbero potuto essere addebitati alla misura precedente. I risultati sono presentati alla rivista JHEP e si possono leggere su ArxivLeggi il seguito di questo post »
SPECIALE 150 ANNI – È oggi a capo di una delle più impegnative imprese scientifiche in corso, ATLAS, un esperimento di fisica delle particelle elementari che utilizza un apparato grande come un palazzo di cinque piani inserito nell’anello di accelerazione Large Hadron Collider (LHC) del CERN, il laboratorio europeo di fisica delle particelle situato al confine tra Francia e Svizzera. Leggi il seguito di questo post »