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Pubblicato da Valentina Daelli su 16 maggio 2013
CRONACA – “Sto lavorando duro per prepariamo errore il mio prossimo.”
Distratto dal telefono, assorbito da un’email, dopo una breve occhiata il nostro cervello sarà comunque in grado di notare gli errori grammaticali presenti nella frase precedente, anche se non ne siamo consapevoli. Secondo un’ipotesi neurolinguistica, la comprensione della sintassi è stata considerata un processo automatico e indipendente, in grado di agire anche al di fuori della coscienza. Una ricerca recentemente pubblicata sul Journal of Neuroscience sembra dare supporto a questa ipotesi con alcune evidenze sperimentali.
Non è sempre facile studiare quali siano le operazioni che possiamo svolgere in modo inconscio, anche perché la natura stessa della coscienza è ancora al centro di un complesso dibattito tra filosofi e neuroscienziati.
Lo studio pubblicato, condotto da due ricercatrici di psicologia della Oregon University, ha cercato di aggirare la coscienza sfruttando un limite della nostra percezione Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Sara Stulle su 10 aprile 2013
COSTUME E SOCIETÀ – Un team di ricercatori della Sapienza e della Fondazione Santa Lucia di Roma ha analizzato la reazione del cervello delle persone di fronte ai capolavori esposti alla mostra del Vermeer e dei suoi contemporanei e, successivamente, ai dipinti religiosi di Tiziano. Due studi, risultati omogenei, che dimostrano come il cervello reagisca con intensità diversa alla vista di un ritratto o di un paesaggio.
I numeri e i dati definitivi al momento sono top secret – saranno presentati solo a luglio al Congresso mondiale di bioingegneria di Osaka – ma un risultato preliminare, in soldoni, è già bell’e pronto Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Valentina Daelli su 3 aprile 2013
SALUTE – L’attività dei neuroni legata all’apprendimento sembra essere responsabile di un danno al DNA, secondo uno studio pubblicato online su Nature Neuroscience. Un gruppo di ricerca del Gladstone Institute of Neurological Disease, in California, ha esaminato l’occorrenza di un particolare tipo di lesioni del DNA nel cervello di topi in condizioni normali e patologiche.
Questo tipo di danno, la rottura a doppio filamento, è considerato uno dei fattori coinvolti nell’invecchiamento cognitivo e in alcuni disturbi neurodegenerativi, come l’Alzheimer Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Sara Stulle su 20 febbraio 2013
CRONACA – Sapersi mettere nei panni dell’altro comprendendone il punto di vista è una capacità unica, tipica solo dell’essere umano e dei primati.
Questo è quello che gli psicologi hanno creduto fino ad oggi. Ma uno studio condotto all’Università di Plymouth in collaborazione con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology smentirebbe questa teoria, aprendo nuove strade per interpretare il comportamento dei cani. Sebbene vadano riconfermati da ulteriori test, i risultati della ricerca, pubblicata anche sulla rivista Animal Cognition, mostrano che i cani sono in grado di valutare le percezioni e le capacità degli altri individui e, di conseguenza, il loro punto di vista. Non rispondono unicamente a stimoli dati.
Ecco come i ricercatori hanno testato le abilità canine: 42 cani, 42 padroni e un pezzetto di cibo Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Eleonora Viganò su 6 febbraio 2013
CRONACA – I circuiti attivati nel cervello per leggere un testo in cinese e uno in francese, o in un’altra lingua alfabetica, sono gli stessi, come hanno dimostrato i ricercatori guidati da Stanislas Dehaene del National Institute of Health and Medical Reserach in Francia in uno studio pubblicato su PNAS . Identiche inoltre non sono solo le aree coinvolte ma anche i due network, quello visivo e quello motorio, presi in considerazione dallo studio, anche se con intensità differenti tra ideogrammi e alfabeto. Aver considerato occhio e mano – e non udito, come nelle ricerche precedenti – ha quindi permesso di dare una svolta ai circuiti cerebrali in funzione e alle caratteristiche universali della lettura.
Per comprendere meglio questi processi e i risvolti pratici dello studio abbiamo intervistato Alfonso Caramazza, direttore del Laboratorio di neuropsicologia cognitiva dell’Università di Harvard e del Centro Interdipartimentale Mente–Cervello dell’Università degli Studi di Trento.
Alfonso Caramazza, cosa accade quando si legge?
Durante la lettura una stringa di elementi visivi viene trasformata in una sequenza di suoni e in un significato. Prendiamo la parola “sedia”: mentre la leggiamo trasformiamo questo pattern visivo in un suono e in un concetto. La stessa cosa accade di fronte all’immagine di una sedia, grazie alla quale ci verrà sicuramente in mente sia il significato sia il suono della parola Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Sara Stulle su 24 dicembre 2012
SALUTE – Un interfaccia uomo-macchina non ha mai funzionato così bene come nel caso di Jan Scheuermann, una donna di 53 anni che, dopo la diagnosi di una forma di degenerazione spinocerebellare avvenuta tredici anni fa, è rimasta completamente paralizzata dal collo in giù. Nel 1996 Jan era mamma di due bimbi piccoli e conduceva una vita familiare e lavorativa completamente normale, in California. Un giorno, però, sentì le gambe cedere. I muscoli facevano fatica a reggerla in piedi. Due anni dopo aveva già bisogno della sedia a rotelle, e fu in quel momento che i medici le diagnosticarono la malattia che inevitabilmente avrebbe causato una progressiva degenerazione delle connessioni tra il cervello e i muscoli Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Sara Stulle su 22 novembre 2012

CULTURA – Alla morte di Einstein, il suo corpo fu cremato, ma non il suo cervello. Quello fu asportato durante l’autopsia, conservato e fotografato da ogni angolazione. Poi sezionato in 240 parti e analizzato in diversi laboratori di tutto il mondo. Da queste analisi sono stati pubblicati fino ad ora solo sei studi scientifici convalidati, uno dei quali, nel 1999, aveva già indicato la presenza di un maggior numero di cellule gliali nel lobo parietale del fisico rispetto alla media. Ma nulla di più Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Andrea Romano su 16 ottobre 2012

CRONACA – Un fossile straordinariamente ben conservato ci fornisce importanti informazioni sulle prime fasi di evoluzione del sistema nervoso centrale complesso.
Fuxianhuia protensa, così è stata chiamata la nuova specie, è un artropodo vissuto oltre 520 milioni di anni or sono, senza però lasciare discendenti fino ai giorni nostri. Nonostante ciò, questo organismo rappresenta un’importante testimonianza dell’evoluzione del cervello e dei sistemi sensoriali negli artropodi, il phylum animale più diversificato e diffuso sulla Terra, comprendendo, tra gli altri, insetti, crostacei e aracnidi.
Questa specie, descritta sulle pagine dell’ultimo numero di
Nature, presenta infatti un cervello anatomicamente molto complesso se paragonato a tutti gli altri organismi del Cambriano finora noti: senza entrare troppo nei dettagli, il cervello risulta tripartito con neuropili ottici molto sviluppati, mostrando un elevato livello di encefalizzazione in una specie dalle caratteristiche anatomiche molto ‘primitive’. Una simile struttura, che oggi si ritrova oggi negli insetti e nei
malacostraci, il gruppo di crostacei che comprende granchi e gamberi, non si riteneva essersi originata in una fase così precoce dell’evoluzione della vita pluricellulare.
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Pubblicato da Serena Gradari su 23 agosto 2012
SALUTE – La struttura del cervello che ci permette il pensiero astratto e da cui dipende il controllo del nostro comportamento è situata nei lobi frontali, posizionati subito sopra gli occhi. La parte anteriore di questa struttura, la corteccia prefrontale, è da molti considerata il punto massimo dell’evoluzione del cervello umano ed è stata a lungo oggetto di studio. Per capirne meglio il funzionamento, neuroscienziati del California Institute of Technology hanno analizzato i dati di pazienti con lesioni al cervello raccolti in oltre 30 anni dal dipartimento di neurologia dell’Università dell’Iowa: si tratta del più grande registro al mondo per questo tipo di informazioni. La mappatura di queste lesioni ha permesso di identificare in modo accurato quali regioni della corteccia intervengono in diverse situazioni. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da Stefano Dalla Casa su 16 agosto 2012
NOTIZIE – No, non stiamo parlando di uno dei videogiochi più venduti della storia, non ci sono maialini verdi ladri di uova con dubbi gusti architettonici, solo degli uccelli davvero arrabbiati.
Stiamo parlando del Granatino comune, Uraeginthus granatina (nella foto). Si tratta di una specie molto territoriale, nota per le sue aggressioni repentine e violente contro qualsiasi intruso.
Eppure i granatini di James L. Goodson, neurobiologo all’ Indiana University, hanno perso quasi del tutto questo comportamento.
Perché?
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