Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Prendete gli occhiali e preparatevi al genoma in 3D

Pubblicato da Francesca Petrera su 27 gennaio 2012

CRONACA – Non è una novità assoluta e già da tempo si parla di mappe tridimensionali del genoma, ma finalmente oggi un gruppo di ricercatori francesi è riuscito a ottenere una mappa tridimensionale del genoma della Drosophila con una risoluzione mai raggiunta fino ad ora.

Dopo la notizia del genoma a 1000 dollari, la ricerca apparsa sulle pagine di Cell mette in luce un aspetto del funzionamento del DNA: la sua organizzazione spaziale dentro il nucleo della cellula. L’espressione genica infatti è il risultato non solo della sequenza nucleotidica ma anche dell’organizzazione spaziale che il DNA ha nel nucleo e di come i cromosomi permettono di avvicinare (e far interagire) pezzetti del genoma che si trovano lontani.

Come ha dichiarato Giacomo Cavalli, autore della ricerca e scienziato dell’Institute of Human Genetics di Montpellier:

“Concettualmente stiamo entrando in una nuova era. Quarant’anni fa guardavamo ai geni singolarmente, ora dobbiamo osservarli nel loro contesto — cioè il ripiegamento tridimensionale dei cromosomi.”

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Olfatto paterno

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 3 ottobre 2011

fruitfly

CRONACA – Su Nature  esce una ricerca di Yael Grosjean et al. di Lausanne (CH), Dijon (Francia) e Cambridge (UK) sugli amori della Drosophila melanogaster.  Un po’ come i premi IgNobel, prima fa sorridere e poi pensare – sopratutto le persone di sesso femminile – ai meccanismi affinati in alcune specie e non in altre nel corso dell’evoluzione.

Da presidente del Drosophila melanogaster’s Genetics & Neurosciences Fan Club, la scrivente è consapevole che potrebbe nutrire un pregiudizio favorevole a quell’organismo. Per non esagerare con l’entusiasmo, si limita pertanto a tradurre dall’originale con poche precisazioni (link aggiunti):

Descriviamo qui una nuova funzione di corteggiamento svolta dal ricettore ionotropico 84a (IR84a), un membro della famiglia dei recettori chemiosensori ionotropici del glutammato, in una popolazione – non caratterizzata in precedenza – di neuroni olfattivi positivi per il gene FRU maschile Leggi il seguito di questo post »

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Nuovi risultati nella lotta alla malattia di Huntington

Pubblicato da Francesca Petrera su 3 giugno 2011

Due ricerche pubblicate contemporaneamente su Current Biology e Cell dimostrano i passi avanti fatti per lo sviluppo di una possibile cura della malattia di Huntington. Per il momento solo su modelli animali.

Quanto può essere utile un piccolo moscerino della frutta? Tantissimo se viene usato come modello animale nei laboratori di ricerca. E ieri ne abbiamo avuto l’ennesima conferma, con l’uscita dell’articolo di Flaviano Giorgini e Charalambos Kyriacou sulla rivista Current Biology. I ricercatori del Dipartimento di genetica dell’Università di Leicester hanno osservato che  sia l’inibizione genetica sia quella farmacologica della chineurina 3-monoossigenasi (KMO) riducono la neurodegenerazione nella Drosophila melanogaster. 

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Il costo del maschile

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 13 maggio 2011

Paolo Innocenti, biologo evoluzionista dell’università di Uppsala e collaboratore occasionale di Oggi Scienza, insieme a Ted Morrow e Damian Dowling della Monash University, pubblica oggi su Science una ricerca in cui rivela che i mitocondri materni modificano l’espressione di geni del moscerino della frutta. Quelli delle moscerine invece…

Paolo ci ha mandato una spiegazione che citiamo volentieri. Prima di tutto il contesto:

I geni mitocondriali sono inusuali perché vengono trasmessi solo dalla madre ai propri figli, attraverso la cellula uovo, mentre i mitocondri paterni vengono scartati a ogni generazione. Una simile caratteristica, a prima vista ininfluente, ha conseguenze enormi per i maschi. In particolare, significa che le mutazioni che colpiscono i mitocondri possono passare inosservate attraverso il sistema di controllo (la selezione), se hanno effetti deleteri nei maschi, ma non nelle femmine. Questo meccanismo di trasmissione materna assicura infatti che la selezione delle mutazioni mitocondriali avvenga solo nelle femmine Leggi il seguito di questo post »

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