Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Sulle spalle dei giganti

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 31 ottobre 2012

CRONACA – A cavallo tra sociologia e bibliometria, la ricerca quantitativa e qualitativa su come, perché e con quali effetti articoli scientifici vengono ritrattati sta diventando una disciplina a sé stante, anche grazie alla solerte raccolta dati di Retraction Watch.

“Ritrattazionologia” evoca l’Inquisizione, “ritirologia” le squadre di calcio mandate nel verde  e “bufalologia” fa di ogni erba un fascio. Chissà che ai lettori questi esempi recenti facciano venire  in mente il termine adatto.

Avevo già raccontato l’analisi di Ferric Fang, Grant Steen e Arturo Casadevall sui PNAS del 16 ottobre che ribaltava le precedenti e attribuiva a disonestà, invece che a errori in buona fede o altri inconvenienti, il 67,4% di 2.047  pubblicazioni in biologia e scienze della vita ritrattati dal 1973 al maggio 2012. Leggi il seguito di questo post »

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Pro-memoria

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 25 settembre 2012

PostIt

COSTUME E SOCIETÀ - Prima di riferire ricerche bio-mediche e neuroscientifiche, oltre a far un giro su Retraction Watch, forse conviene (ri-) dare un’occhiata a quattro articoli. Sono gratuiti.

- “Perché la maggior parte dei risultati pubblicati sono falsi”, di John Ioannidis, PLoS Medicine 2005;

- “La rappresentazione errata di dati neuroscientifici possono portare nei media a conclusioni fuorvianti: il caso della sindrome da deficit di attenzione e iperattività” (ADHD) di François Gonon et al., PLoS Medicine, 2011 seguito ora dalla conferma

- “Perché la maggior parte dei risultati biomedici riportati dai media sono falsi: il caso della sindrome da deficit di attenzione e iperattività” degli stessi autori più uno, PLoS ONE, 2012 Leggi il seguito di questo post »

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Per evitare un milione di errori

Pubblicato da Isabella Buono su 15 maggio 2012

LA VOCE DEL MASTER – Ogni volta che una cellula si divide deve fare una copia identica del DNA. Durante la duplicazione possono verificarsi diversi errori, fra i più comuni c’è l’inserimento di nucleotidi di RNA nel codice genetico. Nei mammiferi un particolare enzima, l’enzima RNasi H2, sorveglia l’intero processo e interviene a correggere questo errore. È il risultato di uno studio pubblicato su Cell e condotto da un gruppo di scienziati guidati da Andrew Jackson dell’Institute of Genetics & Molecular Medicin presso l’Università di Edimburgo.

Gli elementi che costituiscono la molecola di RNA sono molto simili a quelli della sequenza di DNA ma se rimangono accidentalmente incorporati nella doppia elica possono causare danni e portare a malattie come il cancro.  Per proteggere l’integrità del genoma entra in gioco un meccanismo di riparazione — in questo caso di rimozione dei nucleotidi estranei — in cui è cruciale il ruolo di questo enzima Leggi il seguito di questo post »

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Refusi nell’RNA

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 20 maggio 2011

NOTIZIE – Hmmmm, di nuovo Science express che esce con una ricerca “potenzialmente” rivoluzionaria (ricordate i batteri all’arsenico?). Difficile dire se si tratti di un altro colossale granchio o di una pietra miliare nella biologia molecolare e per il momento la comunità scientifica rimane più io meno cauta (lo studio è stato pubblicato ieri, perciò è possibile che già da oggi si scatenino delle reazioni, stiamo a vedere). Sia come sia, Mingyao Li, Isabel Wang e colleghi della Scuola di Medicina dell’Università della Pennsylvania ritengono di aver trovato le prove che scardinano il “dogma centrale” della biologia molecolare. Il dogma dice che nel DNA sono contenute le istruzioni per costruire le proteine dell’organismo, queste istruzioni vengono tradotte dall’RNA e dai pezzetti di RNA si assemblano infine le proteine. Il luogo comune vorrebbe che la traduzione da DNA a RNA sia perfetta, senza errori, ma Li e Wang hanno osservato invece molti “refusi” nell’RNA (li hanno chiamati RDD, RNA-DNA differences). La cosa ulteriormente interessante che emerge nello studio è che gli errori osservati nell’RNA vengono mantenuti nelle proteine (cioè non vengono affatto corrette da qualche meccanismo per assomigliare di più al codice originario del DNA).

Alcuni tipi di errore erano già stati osservati in precedenza (errori genuini, determinati più o meno dal caso, o deliberate sostituzioni di “basi” – le lettere dell’alfabeto di DNA e RNA – guidate da delle proteine chiamate deaminasi) ma lo studio di Wang e Li dimostrerebbe che i refusi sono molto più comuni e molti di più di quello che si credeva Leggi il seguito di questo post »

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Potendo sbagliare s’impara

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 20 ottobre 2009

Crediti: Pedro SagüésEvitare di commettere errori non è una buona maniera per apprendere


Molti esperti consigliano che per studiare e apprendere in modo corretto e duraturo ci si deve sforzare a non commettere errori. Per esempio un insegnate potrebbe far ripetere una stessa operazione matematica ai propri studenti, lasciando passare pochissimo tempo fra una ripetizione e un’altra e facendo in modo che ogni volta l’alunno ottenga il risultato corretto. In questo modo secondo molti psicologi, non venendo esposti Leggi il seguito di questo post »

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