Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Revolution

Pubblicato da Paolo Fedrigo su 16 maggio 2012

AMBIENTE – Che cosa succederebbe se all’improvviso finisse l’elettricità? Parte proprio da domanda intrigante la nuova serie televisiva Revolution che andrà in onda prossimamente sull’NBC. La nuova serie action-adventure, diretta da Jon Favreau, Eric Kripke e in particolare da J.J Abrams, già autore dei famosi serial Lost e Alias, racconta la storia di un gruppo di sopravvissuti a un fenomeno paranormale che ha privato il pianeta della corrente elettrica e ha spinto l’umanità in dietro di centinaia d’anni. Computer, elettrodomestici, mezzi di trasporto, illuminazione, telefonia, tutto spento. Le grandi metropoli sono inghiottite dalla vegetazione e le persone vivono in piccole comunità di agricoltori Leggi il seguito di questo post »

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A ciascuno i propri negazionisti…

Pubblicato da Chiara Ceci su 27 febbraio 2012

AMBIENTE – Mal comune, mezzo gaudio. O forse no. Dei continui attacchi che i biologi evoluzionisti hanno subito da parte dei vari movimenti creazionisti, il mondo della fisica ne avrebbe forse fatto anche a meno.

Sarà la febbre maya che sale, o chissà che altro, ma sta di fatto che con il 2012 i negazionisti del cambiamento climatico hanno preso la ricorsa, e si scagliando contro l’insegnamento del global warming nelle scuole pubbliche americane. La dose è stata rincarata anche grazie alla storia trapelata nelle ultime settimane, un vero e proprio Denial-gate, di cui si sono occupati, dopo le dichiarazioni del presidente del Pacific Institute Peter Gleick a The Huffington Post, anche The Guardian e The New York Times Leggi il seguito di questo post »

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La mappa del futuro

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 15 novembre 2011

FUTURO – L’istituto del Futuro (Institute of the Future) un think tank americano nato per indicare alle organizzazioni “la via per il futuro” e cioè quali direzioni prendere nella pianificazione, offrendo previsioni su come si svilupperà la scienza e la tecnologia nel futuro (per esempio nel 1969 ha condotto studi sull’impatto di ARPANET, il futuro Internet) ha pubblicato A multiverse of Exploration: the future of science 2021. La mappa fa parte delle previsioni a dieci anni che IotF normalmente offre, ed è pensata come “una guida per trovare il vostro percorso attraverso il dinamico, turbolento e sorprendente multiverso dell’esplorazione Leggi il seguito di questo post »

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Lo specchio fuorilegge

Pubblicato da Roberto Cantoni su 5 settembre 2011

FUTURO – Sfruttando una nuova tecnica detta discontinuità di fase, ricercatori della Facoltà d’ingegneria e scienze applicate (Seas) dell’università di Harvard, negli Stati Uniti, hanno indotto dei raggi luminosi a comportarsi in un modo che sfida le secolari leggi della riflessione e della rifrazione.

La scoperta, pubblicata questa settimana su Science, ha portato alla riformulazione delle leggi matematiche che predicono il cammino di un raggio di luce che rimbalza su una superficie o che viaggia da un mezzo all’altro – per esempio, dall’aria al vetro Leggi il seguito di questo post »

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Verso l’Intelligenza Artificiale, giocando

Pubblicato da Stefano Dalla Casa su 29 agosto 2011

Al MIT i computer imparano il linguaggio giocando a un popolare videogioco manageriale

Anche se un po’ datato il Test di Turing è ancora un caposaldo (quasi un monito) nel campo dell’Intelligenza Artificiale: avremo una macchina davvero pensante quando questa sarà in grado di parlare con noi, cioè quando costruiremo un complesso hardware-software capace di padroneggiare il linguaggio simbolico. Pochi mesi fa ha fatto notizia a questo proposito l’impresa di Watson, il supercomputer della IBM che a Jeopardy! (un gioco televisivo popolare in USA) ha battuto due campioni in carne e ossa: non si può ancora affermare che la macchina comprendesse le domande nel modo in cui le intendiamo noi, non più di quanto un chatterbot possa capire quello che gli chiediamo, per quanto, in entrambi i casi, la risposta ci possa soddisfare o meno. Watson ha però dimostrato che, sia per gli uomini che per le macchine, per estrarre informazione non c’è niente di meglio del linguaggio. Leggi il seguito di questo post »

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Anche il robot ha la pelle sensibile

Pubblicato da Sara Stulle su 23 agosto 2011

La Technische Universität di Monaco ha presentato nuovi moduli tattili che consentirebbero ai robot di sentire il calore, un pugno, una carezza o anche solo un soffio d’aria

FUTURO – Si chiamano HEX-O-SKIN. Sono una nuova generazione di moduli tattili per umanoidi. Sono stati realizzati dai ricercatori dell’Università di Monaco e costituiscono la base per una possibile pelle per robot, sensibile quanto quella di un uomo. Il team sta infatti sviluppando un tessuto fatto da questi circuiti, piccole “maglie” esagonali di circa 5 centimetri che, una volta assemblate, diventano una vera e propria pelle sensibile per robot o, come li definiscono i ricercatori tedeschi, “macchine con il cervello”. I circuirti sono infatti equipaggiati con una serie di sensori in grado di rilevare temperatura, accelerazione e prossimità, emulando gli umani sensi per la temperatura, per la vibrazione e per il tocco leggero Leggi il seguito di questo post »

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Quanti punti ho fatto oggi?

Pubblicato da Davide Ludovisi su 8 agosto 2011

Che ne dite di trasformare la vostra vita in una sorta di videogioco? Non uno sparatutto, o un picchiaduro, per carità! Piuttosto qualcosa di simile a Super Mario, dove per ogni vostra azione, magari collegata a un movimento, ottenete un punteggio.

FUTURO – Bene, tutto questo esiste, si chiama GreenGoose e potrebbe essere la moda tecno-ludica dei prossimi anni. Funziona così: avete a disposizione tutta una serie di adesivi colorati, con varie icone, che potete applicare agli oggetti più disparati, dallo skate alla bottiglia di vodka. Ogni volta che userete quell’oggetto, totalizzerete un punteggio che sarà trasmesso ad un software. Il divertimento sta nel totalizzare il punteggio più alto, o nel battere il proprio record. Sì, perché quell’adesivo colorato contiene un minuscolo sensore che trasmette i dati a una stazione-base wireless collegata alla rete. Leggi il seguito di questo post »

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Funghi allucinanti

Pubblicato da Roberto Cantoni su 19 luglio 2011

Nonsolomeduse. Qualche tempo fa su OggiScienza si è parlato dell’invenzione del primo laser vivente, resa possibile grazie alla proteina verde fluorescente, estratta da una particolare specie di medusa. La stessa proteina è stata usata anche per creare zanzare resistenti al plasmodio della malaria. Ora tocca ai funghi. Leggi il seguito di questo post »

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Spazio ossigenato

Pubblicato da Roberto Cantoni su 14 luglio 2011

Non si sa ancora se nello spazio ci sia acqua, ma da oggi si sa che almeno c’è acqua ossigenata. Molecole di perossido di idrogeno, che non è altro che la sostanza con cui ci disinfettiamo le ferite o ci decoloriamo i capelli, sono state trovate per la prima volta nello spazio interstellare. La scoperta ci dà degli indizi sul legame che c’è tra due molecole d’importanza fondamentale per la vita: l’acqua e l’ossigeno

FUTURO – Sulla Terra, il perossido di idrogeno gioca un ruolo chiave nella chimica dell’acqua e dell’ozono, componenti dell’atmosfera del nostro pianeta. Ora è stato trovato anche nello spazio, da astronomi che lavorano al telescopo cileno Apex, gestito dall’Osservatorio meridionale europeo. Leggi il seguito di questo post »

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Il tessuto dello spazio, come minuscoli granelli di sabbia

Pubblicato da Roberto Cantoni su 6 luglio 2011

L’osservatorio per i raggi gamma Integral, dell’Agenzia spaziale europea (Esa), ha fornito risultati che si pensa influiranno in modo radicale sulla ricerca in fisica fondamentale. È stato infatti mostrato che la granulosità della struttura dello spazio dev’essere molto più fine di quanto predetto dalle teorie esistenti. Tutti, ovviamente, sanno cosa sia la granularità quantistica… Scherzo. Partiamo dall’inizio

FUTURO – La teoria della relatività generale di Einstein descrive le proprietà della gravità e assume che lo spazio sia un tessuto liscio e continuo. D’altra parte, la teoria quantistica, che con la relatività generale non sembra andare molto d’accordo, suggerisce che lo spazio dovrebbe essere granulare a scale molto piccole, come la sabbia di una spiaggia.

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