Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Guardando attraverso il ghiaccio

Pubblicato da Roberto Cantoni su 8 giugno 2012

AMBIENTE – Sulla terra, negli oceani, nell’atmosfera, nei freezer, nelle comete, su Marte: dal macro al micro, il ghiaccio è ovunque. Quali siano le sue forme e caratteristiche nei vari ambienti in cui lo ritroviamo, lo spiega uno studio pubblicato sulla rivista Reviews of Modern Physics, a oggi il più completo mai portato a termine sull’argomento. Un’impresa che ha prodotto un mastodontico articolo di 60 pagine, un vero e proprio compendio dello stato dell’arte della ricerca sottozero, e che ha visto la partecipazione di 17 scienziati provenienti da 11 paesi europei: l’Italia è stata rappresentata da Giovanni Strazzulla, dell’Instituto nazionale di astrofisica di Catania.

Il lavoro ripercorre le ricerche internazionali sul ghiaccio realizzate negli ultimi anni, e riporta risultati ottenuti riguardo alle strutture, le varietà e i processi fisici e chimici in cui è coinvolto. Il ghiaccio, infatti, può adottare una grande moltitudine di configurazioni quando si forma a temperature e pressioni molto basse, o anche quando si trova in comete, pianeti e particelle di polvere nello spazio interstellare. È quindi un mezzo dinamico, che presenta forti variazioni nelle sue caratteristiche, tanto nel tempo che nello spazio: è proprio da queste specificità, e dall’obiettivo di giungere a una migliore comprensione di morfologia e processi di questa forma solida, che nasce l’interesse della fisica contemporanea per questo tema.

Lo studio del ghiaccio è quindi un’area di grande attualità, e può fornire indicazioni sulla chimica e sulla fisica dell’atmosfera, poiché fa parte delle nuvole, come anche sui processi che hanno luogo nelle grandi calotte polari. Può anche giocare un ruolo essenziale nel cambio climatico, oltre che nella spiegazione delle origini della vita, giacché alcune teorie situano l’origine dei primi esseri viventi della Terra tra i ghiacci oceanici. Nell’articolo si analizzano anche altri temi, per esempio la presenza di ghiaccio su Marte e nelle comete, ma anche temi più ‘terrestri’, come il motivo per cui ancora oggi non si riescano a predire valanghe Leggi il seguito di questo post »

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Come cresce un fiocco di neve

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 10 gennaio 2012

ARTE, MUSICA E SPETTACOLI – Per la serie timelapse, questo video è bellissimo. Mostra come cresce un fiocco di neve in laboratorio. Qui trovate come è stato fatto il video (è servito per comprendere in laboratorio come piccole differenze di temperatura cambino drasticamente la crescita dei cristalli di ghiaccio, il paper a opera di un gruppo di ricerca del Caltech lo trovate sugli Arxiv).

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Acqua su Mercurio?

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 15 dicembre 2011

CRONACA – La cerchiamo su Marte, la cerchiamo sulla Luna e anche su Mercurio, il pianeta così caldo che nelle zone più illuminate la sua temperatura scioglierebbe il piombo. Secondo gli scienziati del team di MESSENGER, la sonda NASA in orbita intorno a Mercurio da marzo di quest’anno, sul pianeta ci potrebbero essere zone perennemente in ombra in cui trovare acqua allo stato solido (ghiacciata). L’antefatto di questa storia è che nell’ormai lontano 1991 gli scienziati avevano notato che certe zone opache e scure alla luce visibile (nell’area del polo nord del pianeta) “brillavano” ai radar. L’acqua (il ghiaccio) si comporterebbe proprio così, ma questa prova non è sufficiente. Ora però sono usciti due studi che corroborano l’ipostesi, anche se ancora non dicono l’ultima parola sulla questione (sono stati presentati qui la settimana scorsa da Sean Solomon, planetologo all’Istituto Carnegie di Washington e membro del team di MESSENGER) Leggi il seguito di questo post »

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Mai più ghiaccio nel nostro gelato

Pubblicato da Roberto Cantoni su 28 ottobre 2011

– Capita a volte di tirare fuori una vaschetta di gelato dal congelatore, di prenderne qualche cucchiaiata e di lasciare la vaschetta sul tavolo mentre ci si tuffa nel godimento ipercalorico sottozero. Poi, con calma, si mette a posto la vaschetta e, quando la si riprende la volta successiva, la trama vellutata del variegato alla fragola è diventata ruvida e fastidiosa al palato, e anche il sapore è meno intenso. La colpa è dei cristalli di ghiaccio (oltre che nostra, per aver lasciato il gelato fuori dal freezer) Leggi il seguito di questo post »

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Attenti all’iceberg

Pubblicato da Valentina Murelli su 10 agosto 2010

CRONACA - Dal satellite europeo Envisat le rare immagini della nascita di un iceberg gigante dalla Groenlandia

Le dimensioni fanno davvero impressione: quasi 30 km di lunghezza per 14 di larghezza, nei punti più ampi, per un’area totale di circa 245 chilometri quadrati: poco più dell’intera isola d’Elba. Sono le misure dell’immenso blocco di ghiaccio che nei giorni scorsi si è staccato dal ghiacciaio Petermann, in Groenlandia, finendo nelle acque dello stretto di Nares, che separa appunto la Groenlandia dall’isola canadese di Ellesmere.
Il distacco di iceberg dal Petermann è in realtà un fenomeno piuttosto comune, ma eventi di questa portata – la lingua di ghiaccio appena staccatasi costituisce il più grande iceberg presente al momento nell’emisfero Nord – sono piuttosto rari. Per questo è interessante la documentazione completa dell’evento, ottenuta grazie alle immagini raccolte dal satellite Envisat, dell’Agenzia spaziale europea.

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