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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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LA VOCE DEL MASTER – Siamo giunti al quarto appuntamento con Re-post, il podcast del Master in Giornalismo Scientifico Digitale della Sissa di Trieste. Potete seguirci ogni due settimane sulle pagine di Oggiscienza.
In questa puntata parleremo dell’AIDS e dei tentativi di produrre un vaccino contro quest’infezione, che continua a contare più di 2,5 milioni nuovi contagi all’anno. A che punto siamo con la ricerca? Ne parliamo con Guido Silvestri, capo della divisione di Microbiologia e immunologia allo Yerkes National Primate Research Center della Emory University di Atlanta, ex-presidente della LILA e autore del libro “AIDS: lo scandalo del vaccino italiano” Leggi il seguito di questo post »
FUTURO – I dati verranno ufficialmente presentati oggi ad Atlanta all’annuale Conferenza su Retrovirus e Infezioni Opportuniste (ma già ieri sono state fatte alcune dichiarazioni pubbliche dagli autori della ricerca): sarebbe stato documentato un caso di neonato curato “funzionalmente” dall’infezione da HIV contratta dalla madre. Sarebbe il primo documentato con certezza (ne esistono altri di esempi citati in passato, ma nessuno ha superato lo scetticismo delle comunità medica). Questo potrebbe essere diverso.
Nei paesi sviluppatti il problema della trasmissione del virus dell’hiv durante la gravidanza o il parto è limitato. Esistono infatti dei trattamenti che riducono drasticamente la trasmisisone e che si basano essenzialmente sulla somministrazione di antiretrovirali alla madre durante la gravidanza e al neonato nelle prime settimane di vita. è chiaro che il problema della trasmissione è però molto alto nei paesi in via di sviluppo dove l’accesso alle cure è basso Leggi il seguito di questo post »
CRONACA – Si narra che abbia avuto origine negli scimpanzè dell’Africa occidentale, infettati dal virus di immunodeficienza scimmiesca (SIV). Da lì, secondo l’opinione comune avrebbe fatto un balzo sull’essere umano in un momento imprecisato fra il 1884 e il 1924. Il resto è storia. Alfred Roca, genetista dell’Università dell’Illinois, sospetta però che il retrovirus possa essere balzato dalle scimmie all’uomo molto prima di quanto si crede e molto più spesso.
In uno studio appena pubblicato su BMC Evolutionary Biology Roca e colleghi hanno confrontato il patrimonio genetico della popolazione dei Blaka con quello di altre quattro popolazioni africane. I Blaka vivono nella stessa area e a stretto contatto con le popolazioni di scimpanzè che si crede abbiano dato origine all’infezione umana. Le altre quattro popolazioni umane invece sono state scelte molto lontano da quest’area Leggi il seguito di questo post »
SALUTE – Carlo Gnetti, un giornalista di Rassegna Sindacale, e Vittorio Agnoletto, medico e fondatore della Lila, hanno scritto di corsa AIDS: Lo scandalo del vaccino italiano (Feltrinelli editore). Di corsa perché pongono domande senza risposte da anni, mentre servirebbero d’urgenza.
Per la ricerca su quel vaccino – che usa la proteina Tat, scoperta nel laboratorio di Robert Gallo nel 1987 e già provata e scartata da altri ricercatori - da 13 anni Barbara Ensoli e il suo gruppo all’Istituto Superiore di Sanità ricevono circa la metà dei fondi pubblici per l’AIDS. Il libro (recensione) documenta finanziamenti decisi dai beneficiari, controllori che sono i controllati o loro fratello, una peer-review inesistente, “successi” comunicati durante feste con politici mentre sulle riviste scientifiche escono articoli contraddittori o su aspetti marginali.
In breve, i fatti. Nel 1998 Ensoli annunciava un vaccino preventivo – che immunizza contro l’infezione - via via diventato “terapeutico”, da somministrare come adiuvante immunitario ai pazienti in terapia antiretrovirale (HAART) Leggi il seguito di questo post »
SALUTE - (Ecco la seconda parte dell’intervista a Massimo Galli sulla carenza di donne nei test clinici per le terapie anti-HIV)
Cosa significa partecipare a un trial?
Come si può immaginare nei Paesi in via di sviluppo i problemi che portano alla carenza di donne nei trial sono collegati alle condizioni sociali e culturali. Far parte delle sperimentazioni per le terapie antiretrovirali significa in molti casi dover fare outing, testimoniare la propria condizione e i propri stili di vita, subendone le conseguenze: isolamento, chiacchiere, violenze domestiche. Sono molti i casi descritti in cui un marito o un partner, nonostante fosse il probabile “untore”, abbia reagito violentemente, una volta posto di fronte al problema, riversando tutte le colpe sulla donna. Vanno ricordate anche le differenze culturali nell’interpretazione del concetto stesso di malattia, che in certi contesti mantiene connotati soprannaturali. Queste situazioni sono le stesse che limitano l’adesione delle donne a sottoporsi ai test diagnostici con il rischio di ritardare l’inizio della terapia e la possibilità di evitare la trasmissione al partner o al figlio.
Quali sono le ipotesi sulle differenze di genere nell’HIV?
Esistono una serie di ipotesi sulle varie differenze tra uomini e donne che riguardano il contagio, la progressione della malattia e l’aderenza alla terapia. Nell’era della terapia antiretrovirale non è chiaro se la progressione della patologia possa essere peggiore nella donne, come era stato suggerito. Negli studi, le donne in genere prendono meglio la terapia e raggiungono più elevate percentuali di successo terapeutico. Nella vita quotidiana restano le limitazioni di cui sopra, che possono mettere le donne più in difficoltà degli uomini. La gravidanza è stata indicata come un rischio per la progressione della malattia, ma questo non avviene nelle donne che ricevono un adeguato trattamento antiretrovirale in gravidanza Leggi il seguito di questo post »
SALUTE – Gli scienziati sono frustrati: sono poche le donne che partecipano ai trial clinici studiati per testare i vaccini anti-HIV nei Paesi in via di sviluppo, quelli in cui l’AIDS risulta più diffuso. Le donne, stando a quanto discusso alla Conferenza AIDS Vaccine 2012 che si è tenuta a Boston dal 8 al 12 settembre, rappresentano solo un quinto di coloro che partecipano a questi test di sperimentazione.
Le ragioni di questa latitanza – nei Paesi in via di sviluppo – sono connaturate al contesto sociale e alle difficoltà incontrate dalle eventuali volontarie. Devono evitare una gravidanza durante tutta la sperimentazione, essere libere di potersi esporre come soggetti a rischio, subendo lo stigma da parte della comunità in cui vivono, chiedere il consenso dei familiari, spesso negato, e infine potersi sottoporre a numerose visite ed esami, magari a chilometri di distanza da casa. In altri test – cita l’autore dell’articolo pubblicato su Nature – i partecipanti hanno dovuto presenziare a 22 visite e 7 esami in 18 mesi, recandosi ogni volta sul luogo della sperimentazione. E questi problemi si riscontrano anche per altre patologie, come nel caso del vaccino contro il papilloma virus in Mali Leggi il seguito di questo post »
IL PARCO DELLE BUFALE – Nel gennaio scorso, segnalavamo che all’Università di Firenze, il prof. Marco Ruggiero sosteneva che l’HIV non causa l’AIDS. Pochi giorni dopo, gli amministratori dell’Hivforum ne informavano il Rettore, come molte altre autorità prima di lui, e chiedevano alcuni chiarimenti. Questa volta, grazie anche a un articolo su Nature, sono arrivati.
In sintesi, il prof. Ruggero può raccontare che l’HIV non esiste, non è mai stato isolato, è frutto di un complotto internazionale ecc. ecc. , ma non può insegnarlo agli studenti. O come ci hanno scritto, in termini più forbiti, i volontari di Hivforum:
La commissione incaricata dal Rettore Tesi ha terminato la propria istruttoria
ricordando le difformità rilevate tra le lezioni di Ruggiero e il programma dei corsi di studio del Corso di laurea in Scienze Biologiche, il Rettore, pur nel rispetto della libertà di ricerca e di insegnamento, ha riaffermato la necessità per il docente di concordare i programmi di insegnamento con il responsabile del Corso di laurea, soprattutto qualora si intenda indirizzare le lezioni destinate agli studenti di biologia su aspetti clinici.
Il Rettore ha anche preso atto dell’intenzione del docente di rivedere il proprio programma di insegnamento. Leggi il seguito di questo post »
SALUTE – Parlando di contraccezione, quasi il 20% delle donne in tutto il mondo si dichiara insoddisfatta. Secondo i dati dell’Earth Policy Institute, 215 milioni di donne pur volendo ritardare o evitare una gravidanza non hanno accesso alle diverse opzioni anticoncezionali. In Africa questa situazione riguarda una donna su quattro. Tra le motivazioni che “ostacolano” l’uso dei metodi contraccettivi troviamo la scarsa informazione, le pressioni sociali e un accesso insufficiente a tali metodi.
Il 63% delle donne in età riproduttiva, secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, utilizza forme di contraccezione. Di queste quasi il 90% si affida ai metodi moderni. Sterilizzazione femminile (34%), spirale (25%), pillola e preservativo sono le tecniche più utilizzate, con differenze anche di rilievo tra le macroregioni considerate Leggi il seguito di questo post »
IL PARCO DELLE BUFALE – Con Marco Ruggiero e altri autori, Peter Duesberg (ri)pubblica un tentativo di smentire la correlazione tra HIV e AIDS sull’Italian Journal of Anatomy and Embryology, una rivista dell’università di Firenze.
Peter Duesberg, il primo a isolare un oncogene, era ritenuto dai colleghi un bravo oncologo sperimentale e, per l’aspetto teorico, un bastian contrario (ci vogliono) un po’ arrogante e parecchio testardo. Dal 1987 nega la correlazione tra HIV e AIDS: il retrovirus sarebbe un’invenzione di colleghi al soldo di Big Pharma, la sindrome è causata dallo stile di vita di gay e drogati (rif. il suo libro AIDS. Il virus inventato) Leggi il seguito di questo post »
Oggi 1 dicembre si celebra la Giornata mondiale di lotta contro l’AIDS e proprio oggi inizia anche il monitoraggio sull’azione del Governo Italiano per prevenire e combattere questa malattia, da parte del Forum della Società Civile Italiana su HIV/AIDS . Daniela Lorenzetti di ANLAIDS ci spiega di che cosa si tratta.