Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Prendete gli occhiali e preparatevi al genoma in 3D

Pubblicato da Francesca Petrera su 27 gennaio 2012

CRONACA – Non è una novità assoluta e già da tempo si parla di mappe tridimensionali del genoma, ma finalmente oggi un gruppo di ricercatori francesi è riuscito a ottenere una mappa tridimensionale del genoma della Drosophila con una risoluzione mai raggiunta fino ad ora.

Dopo la notizia del genoma a 1000 dollari, la ricerca apparsa sulle pagine di Cell mette in luce un aspetto del funzionamento del DNA: la sua organizzazione spaziale dentro il nucleo della cellula. L’espressione genica infatti è il risultato non solo della sequenza nucleotidica ma anche dell’organizzazione spaziale che il DNA ha nel nucleo e di come i cromosomi permettono di avvicinare (e far interagire) pezzetti del genoma che si trovano lontani.

Come ha dichiarato Giacomo Cavalli, autore della ricerca e scienziato dell’Institute of Human Genetics di Montpellier:

“Concettualmente stiamo entrando in una nuova era. Quarant’anni fa guardavamo ai geni singolarmente, ora dobbiamo osservarli nel loro contesto — cioè il ripiegamento tridimensionale dei cromosomi.”

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Se il grafene incontra l’idrogeno

Pubblicato da Davide Ludovisi su 28 dicembre 2011

NANOTECNOLOGIE – Vi ricordate dell’idrogeno? Fino a qualche tempo fa era un argomento che riempiva le pagine dei giornali, e sembrava rappresentare la promessa per una terza rivoluzione industriale. Le potenzialità rimangono, ma i limiti tecnici per renderlo efficiente come vettore energetico pulito sono ancora notevoli, primo fra tutti lo stoccaggio.

Valentina Tozzini e Vittorio Pellegrini (rispettivamente del laboratorio Nest dell’Istituto Nanoscienze del Cnr e della Scuola Normale Superiore di Pisa) propongono però una soluzione: dei fogli di grafene stropicciati.

Stando alla loro ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Physical Chemistry, si può indurre il grafene ad assorbire e rilasciare idrogeno controllandone il corrugamento. Attualmente, infatti, i processi di immagazzinamento e rilascio del gas richiedono pressioni e temperature molto elevate, con un alto dispendio energetico e con costi ben poco concorrenziali. Riuscendo a controllare il corrugamento del grafene si potrebbe rilasciare l’idrogeno anche in condizioni ambientali normali. Leggi il seguito di questo post »

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1000 secondi di antimateria

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 7 giugno 2011

NOTIZIE – 1000 secondi, ovvero 16 minuti e 40 secondi: questo è il tempo per cui i fisici dell’esperimento Alpha del Deceleratore di antiprotoni del Cern di Ginevra sono riusciti a mantenere “in vita” una manciata di antimateria. In particolare di tratta di atomi di antidrogeno, l’atomo di antimateria più semplice (come l’idrogeno è l’atomo più semplice di materia ordinaria). I risultati dell’esperimento sono stati pubblicati pochi giorni fa su Nature Physics.

Non è la prima volta che i fisici del team di Alpha producono e catturano antimateria, ma la volta scorsa gli atomi di antidrogeno sono stati trattenuti solo per meno di due decimi di secondo. Il risultato di questi giorni invece rappresenta un importante passo avanti per poter studiare la natura dell’antimateria Leggi il seguito di questo post »

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Legami

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 11 novembre 2010

L’International Union of Pure and Applied Chemistry s’è finalmente decisa a ridefinire il legame idrogeno. Delusione

Ecco la definizione attuale ispirata a quanto scriveva Linus Pauling nel 1931

Una forma di associazione tra un atomo elettronegativo e un atomo di idrogeno attaccato a un secondo atomo relativamente  elettronegativo. E’ meglio considerarla una interazione elettrostatica, rafforzata dalla piccola dimensione dell’idrogeno che consente la prossimità di dipoli o cariche interagenti

Dopo averci pensato per cinque anni, l’Unione vuol sostituirla con Leggi il seguito di questo post »

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