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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
Da quanto dice il prof. Franco Prodi, gli italiani avrebbero l’ippocampo labile e i loro ricordi del clima locale ne sarebbe inficiati. Le rilevazioni indicano tuttavia che i neuroni nazionali sono in buono stato
IL PARCO DELLE BUFALE – Il fisico Franco Prodi è professore all’università di Ferrara e dal 2002 al 2008 è stato direttore dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del CNR. In un’intervista a Repubblica accompagnata nel recinto da alcuni suoi giovani colleghi, afferma che
Negli ultimi cinquant’anni il clima in Italia è cambiato davvero poco. Chi studia queste cose rileva un leggero aumento della pioggia… mentre complessivamente è diminuita l’intensità delle precipitazioni. Si tratta di leggere variazioni che la memoria individuale è portata a ingigantire.
La custode ci tiene a rassicurare la cittadinanza sulle sue facoltà mentali: chi studia queste cose trova variazioni pesanti. Ma, obietta il professore, chi studia queste cose soffre di un “progressivo degrado dell’etica”. Quando era giovane lui non era così, un giorno però:
La classe scientifica cominciò ad abdicare al proprio compito, piegandosi agli interessi di bottega. O sono venduti, o sono coinvolti o badano al sottogruppo. Fino agli anni Ottanta l’intelligenza scientifica ha interagito con la politica nel rispetto reciproco. Più tardi si sono attivati meccanismi che non sono nella tradizione della grande scienza. Io potrei considerarmi un termometro del potere in Italia Leggi il seguito di questo post »
Nel IV rapporto dell’Ipcc uscito nel febbraio 2007, i soliti catastrofisti annunciavano la scomparsa dei ghiacciai himalayani entro il 2035. L’Ipcc si scusava dell’errore e il Ministero indiano per l’ambiente commissionava una nuova ricerca i cui risultati sono stati anticipati via stampa.
IL CORRIERE DELLA SERRA – Nel gennaio 2010, un blog rivelava la clamorosa esagerazione degli scienziati già travolti scandalo dallo scandalo “Climategate”. La realtà era diversa da come veniva riferita e ancora più bizzarra. Nel volume 2 del rapporto, intitolato Impatti, adattamenti e vulnerabilità, si legge:
Glaciers in the Himalaya are receding faster than in any other part of the world (see Table 10.9) and, if the present rate continues, the likelihood of them disappearing by the year 2035 and perhaps sooner is very high if the Earth keeps warming at the current rate. Its total area will likely shrink from the present 500,000 to 100,000 km2 by the year 2035 (WWF, 2005)
(I ghiacciai dell’Himalaya retrocedono più velocemente che in ogni altra parte del mondo e se prosegue il tasso attuale, la probabilità della loro scomparsa entro il 2035 e forse prima è molto alta se la Terra continua a riscaldarsi al tasso attuale. La sua superficie totale si restringerà probabilmente dagli attuali 500.000 a 100.000 km2 entro il 2005. Vedi nota 1) Leggi il seguito di questo post »
Nel 2009 i governi che hanno sottoscritto la convenzione delle Nazioni Unite sul clima (UNFCCC) avevano incaricato il Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) di valutare costi e benefici delle energie alternative nel limitare le emissioni di gas serra. I risultati sono stati presentati in anteprima ad Abu Dhabi, il 9 maggio
IL CORRIERE DELLA SERRA – Special Report on Renewable Energy Sources and Climate Change Mitigation uscirà il 31 maggio e pare che superi le 1.100 pagine. Per ora è disponibile il sommario per i “decisori politici, 25 pagine più le appendici rilette e controllate dai delegati delle varie nazioni. Induce a un po’ di ottimismo, nonostante l’incertezza degli scenari riguardanti l’economia mondiale, perché malgrado la crisi
- nel periodo 2008-2009, stati prodotti in tutto il mondo 300 gigawatt in più di elettricità, dei quali 140 da fonti rinnovabili;
- l’energia eolica è aumentata del 30%; fotovoltaica in rete del 50%; geotermica del 4%; solare idro-termica del 20%; la produzione di etanolo del 10% e degli altri biocarburanti del 9%.
E’ stato presentato lo scorso 9 maggio la relazione sulle fonti rinnovabili dell’IPCC. Ne parliamo con Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.
Il rapporto completo sarà presto disponibile qui
Dai tempi del furto dei mail agli scienziati detto Climategate e conseguenti diffamazioni di, e minacce di ritorsioni contro, direttori, vice direttori, capo-redattori dei rapporti dell’IPCC e altri colleghi, si richiedono anche:
- cuor di leone, astuzia da volpe, riflessi da ghepardo
- carattere d’oro, nervi d’acciaio, faccia di bronzo
Gli ambienti urbani ospitano più di metà della popolazione mondiale e contribuiscono alla maggior parte delle emissioni di gas serra legate al consumo energetico. Per intervenire con le politiche ambientali più corrette è dunque importante studiare a fondo l’ambiente urbano e la comunità scientifica internazionale inizia a muoversi in questa direzione Leggi il seguito di questo post »
IL PARCO DELLE BUFALE – Allargare il recinto o chiamare Buffalo Bill? Le povere bestie sono stipate come sardine da quando sono arrivate le figlie del rapporto commissionato dall’Onu al Consiglio inter-accademico, una federazione delle accademie mondiali.
Premessa. È successo che questa ha nominato 11 saggi di cui un premio Nobel. Questi hanno consultato 400 scienziati, politici ed esperti variamente deputati al “governo dell’ambiente”. E questi hanno suggerito come migliorare le procedure usate dal Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc) per produrre i suoi rapporti di valutazione ogni cinque anni. Basta fare le nozze con i fichi secchi, scrivono gli accademici e, come può vedere chiunque sappia un po’ d’inglese, raccomandano di Leggi il seguito di questo post »
Dalle stelle alle stalle: in pochi anni la popolarità dei climatologi è colata a picco. Eoggi negli Stati Uniti c’è chi spinge per l’insegnamento a scuola di una “visione alternativa” sul riscaldamento globale. Che cosa è successo dal 2007 (anno del Nobel all’Ipcc e ad Al Gore) a oggi?
Sembra passato un secolo da quando, nel 2007, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’organismo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici, è stato insignito del Premio Nobel per la Pace per il suo impegno contro il surriscaldamento terrestre: per quanto potesse sembrare strano definire pacieri internazionali un gruppo di scienziati, il riconoscimento ebbe il grande merito di conferire ai climatologi grande visibilità e un ruolo non più solo tecnico nel percorso che porta alla riduzione delle emissioni di gas serra. Da quel momento però la “popolarità” degli scienziati del clima pian piano è andata scemando e alla fine del 2009 è schiantata di colpo: scandali personali, attacchi di hacker e della stampa e fino addirittura alla recente proposta di insegnare nelle scuole americane teorie alternative a quella che attribuisce il cambiamento climatico all’attività umana Leggi il seguito di questo post »
IL PARCO DELLE BUFALE- Da tempo fautore dell’inquinamento da anidride carbonica e co-autore di un’esilarante parodia del IV rapporto del Panel intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC – chi non vuol comprarlo, lo trova on-line in inglese), il professor Franco Battaglia ha presentato le proprie idee anche in Svizzera. Da un ricercatore residente nel Canton Ticino, abbiamo saputo che erano riassunte nell’intervista al professore – di chimica ambientale all’università di Modena – pubblicata dal Quotidiano del Popolo alla vigilia dell’evento.
Dopo le bufale usuali che i visitatori del parco troveranno cacciate e parcheggiate qui da specialisti, all’imbeccata dell’intervistatore:
Cosa sta succedendo all’IPCC? L’impressione è che l’agenzia ONU finora abbia lavorato più per scopi politici che scientifici.
IL CORRIERE DELLA SERRA – Rajendra Pachauri che da volontariato fa il presidente dell Panel intergovernativo su cambiamenti climatici, e per lavoro quello del TERI, l’istituto di ricerca indiano sulle energie sostenibili, è più crivellato di frecce di San Sebastiano. Nel IV rapporto del suo Panel i fautori del “più inquinamento da CO2” hanno trovato nove errori. Su un totale di quasi tremila pagine e solo nelle note bibliografiche delle parti II e III – quelle non scientifiche – sembrano pochi a noi che riusciamo a lasciarne passare di macroscopici. Ma chiedono lo stesso le dimissioni di Rajendra Pachauri, eppure nel 2002 l’avevano proprio scelto loro per sostituire Bob Watson.
All’allora presidente Bush era più gradito Pachauri per i suoi trascorsi nelle industrie private di carbone, petrolio e trasporti, ma ha avuto la schiena meno flessibile del previsto. E’ questa rigidità che deve pagare e non qualche referenza bibliografica sbagliata e il presunto conflitto d’interessi che non è mai invocato per gli scienziati reali e sedicenti che difendono gli interessi delle industrie private di carbone, petrolio e trasporti.
Se proprio serve un pretesto, ne abbiamo trovato uno. Pachauri ha appena pubblicato Return to Almora, un romanzetto tra il piccante e l’autobiografico, nella tradizione licenziosa della letteratura, scultura, pittura indiana. Per uno che si occupa di clima non sembra proprio capire l’aria che tira.