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La grotta delle Torri di Slivia: nella grotta delle Torri di Slivia i chirotteri, amanti delle cavità, formano colonie riproduttive miste molto numerose, fra le più importanti conosciute in Friuli Venezia Giulia e per tutelarle i proprietari hanno deciso di collaborare con gli esperti del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste per regolare il flusso di turisti sulla base dei ritmi della natura..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione
della Scienza e del Master in Giornalismo Scientifico Digitale della
Sissa di Trieste
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.Il blog si
propone come strumento di approfondimento e di servizio per la comunità
dei giornalisti scientifici. Per accedere all'archivio di Jekyll clicca qui.
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Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 806 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 540 kg di CO2 generati dal proprio traffico mensile
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 16 febbraio 2012
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MRPOD – La fisica è stata storicamente un ambiente in cui le donne hanno avuto poco spazio. Fra i fisici famosi del secolo scorso, solo Marie Curie è entrata nell’immaginario comune, insieme ad Einstein, Botlzmann, Feynman e tanti altri uomini. Oggi però le cose cambiano e ci sono sempre più donne anche nelle posizioni di maggior responsabilità nella fisica nucleare e delle particelle (e all’Italia in questo spetta un primato). Noi abbiamo sentito Patrizia Rossi, dell’INFN, neonominata vicedirettore della Divisione fisica dei Jefferson Lab, in Virginia, negli Stati Uniti, e Fabiola Gianotti, responsabile dell’esperimento ATLAS di LHC, al Cern di Ginevra.
Pubblicato da Valentina Murelli su 30 dicembre 2011
CRONACA – Niente da dire: per LHC dicembre è stato il mese del bosone di Higgs e dei due esperimenti deputati a cercarlo, ATLAS e CMS. Dopo tanti rumors, il seminario al CERN del 13 dicembre scorso ha chiarito la situazione: per ora nessuna certezza, ma di sicuro c’è qualche indizio in più sulla “particella di Dio”.
Conferme – o smentite – sono attese per il 2012. Intanto, però, il lavoro continua: è di pochi giorni fa, per esempio, la notizia della scoperta sperimentale, sempre da parte di ATLAS, di una nuova particella, la prima identificata da LHC. Si tratta di un mesone, una particella chiamata Chi_b (3P) composta da un un tipo di quark (beauty) e dal suo antiquark, prevista dai modelli teorici ma finora mai osservata.
E naturalmente il lavoro continua anche per gli altri esperimenti di LHC, messi giustamente un po’ in ombra dalle notizie sul bosone, ma non meno importanti di ATLAS e CMS nella grandiosa impresa di capire meglio la natura della materia e la storia dell’Universo. Leggi il seguito di questo post »
OggiScienza si è occupata più volte nell’ultima settimana degli aggiornamenti sulla ricerca del bosone di Higgs annunciati nel seminario del CERN il 13 dicembre scorso:
La scoperta di questa particella confermerebbe il modello standard, attualmente la teoria più accreditata sulla struttura della materia. Oggi ce ne parla una dei protagonisti, Fabiola Gianotti, responsabile del gruppo di ricerca che lavora sull’apparato sperimentale Atlas.
CRONACA – Higgs o non Higgs? Per il momento non si può ancora dire. Nel seminario tenuto al Cern il 13 dicembre, i portavoce degli esperimenti Atlas e Cms hanno presentato lo stato degli studi dei due gruppi sull’ormai celebre bosone di Higgs. I risultati, a livello teorico, non hanno sorpreso più di tanto. Del resto, era già stato annunciato qualche giorno prima della conferenza che, per risposte definitive, si sarebbe dovuto attendere il 2012. Ma qualcosa di nuovo c’è comunque, perché dalla conferenza è emerso un dato importante: le cifre. Si tratta di dati sufficienti a segnare un progresso significativo nella ricerca del bosone, ma non abbastanza da permettere dichiarazioni conclusive sull’esistenza – o la non esistenza – della sfuggente particella. Il risultato principale è che il bosone di Higgs, ammesso che esista, ha molto probabilmente una massa compresa tra 116 e 130 GeV, secondo Atlas (dove 1 GeV corrisponde a un miliardo di eV), e tra 115 e 127 GeV, secondo Cms. Indizi interessanti sono stati forniti da entrambi gli esperimenti in questa regione di masse, ma non sono ancora così provanti da permettere di parlare di una scoperta Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 13 dicembre 2011
CRONACA – Bosone sì, Bosone, no. Fabiola Gianotti ha appena finito di riportare i dati osservati da ATLAS, ora è il turno di Guido Tonelli, responsabile dell’esperimento CMS. Premesso che se non siete fisici (e magari esperti di fisica delle particelle ad alta energia) è parecchio difficile capirci qualcosa (benché la comunicazione sia diretta ai giornalisti), secondo i miei traduttori ufficiali la Gianotti ha più o meno detto che a 126 GeV hanno trovato “qualcosa” (= un eccesso di massa) che potrebbe essere legata a Higgs (grazie Serena).
Tonelli spiega che quel che han visto è “nothing striking”, ma insomma c’è qualcosa… In pratica anche CMS ha visto un eccesso di massa simile a quello osservato da ATLAS (o meglio CMS non può escludere qualcosa fra 115 and 127 Gev data la presenza di un leggero eccesso).
Insomma, si è visto qualcosa, proprio dove ci si aspettava di vederlo e in due strumenti molto diversi, sempre lì, nella stessa regione di energia. Ora però bisogna aspettare conferme con nuove osservazioni l’anno prossimo. E ancora niente buchi neri!
(qui trovate un inquadramento teorico comprensibile anche ai comuni mortali).
Pubblicato da Federica Sgorbissa su 9 dicembre 2011
FUTURO – Il rumor che rimbalza negli ambienti della fisica teorica, e non solo, da qualche giorno è che grazie ad LHC sia stata finalmente osservata la particella delle particelle, e cioè il bosone di Higgs, la particella prevista dalla fisica teorica e mai (almeno finora) osservata, quella che darebbe la massa tutte le altre, quella per cui è stato costruito LHC, il più grande e costoso esperimento di fisica.
Nell’ambiente della fisica teorica che chi è sicuro che il leak che serpeggia corrisponda a verità, nostro dovere naturalmente è andare cauti. Certo che martedì 13 al seminario speciale indetto al CERN ci sarà da stare col fiato sospeso. La prossima settimana verranno infatti resi pubblici i risultati recenti dei due più grandi esperimenti di LHC, ATLAS E CMS. In realtà le dichiarazioni ufficiali raccomandano cautela: “qualsiasi risultato sicuro dovrà aspettare l’anno prossimo”, dichiarano i portavoce che aggiungono che i dati aiuteranno a restringere la regione in cui si sta cercando perché escluderanno alcune delle zone ad alta energia dove si sta cercando il bosone e mostreranno alcune intriganti possibilità che coinvolgono un piccolo numero di eventi a livelli piu bassi di energia Leggi il seguito di questo post »
SPECIALE 150 ANNI – È oggi a capo di una delle più impegnative imprese scientifiche in corso, ATLAS, un esperimento di fisica delle particelle elementari che utilizza un apparato grande come un palazzo di cinque piani inserito nell’anello di accelerazione Large Hadron Collider (LHC) del CERN, il laboratorio europeo di fisica delle particelle situato al confine tra Francia e Svizzera. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da Francesca Petrera su 30 settembre 2011
CRONACA – Dopo 28 anni l’acceleratore Tevatron del Fermilab di Chicago chiude i battenti e lascia spazio a LHC. Oggi alle 21 (alle 14 negli Stati Uniti) una diretta web trasmetterà la cerimonia di chiusura di quello che è stato l’acceleratore di particelle più potente, prima dell’avvento del famoso collider del CERN. Per vent’anni infatti l’anello lungo 6 km che costituisce l’acceleratore del Tevatron è stato la macchina acceleratrice con la più alta energia di collisione dei fasci al mondo.
I messaggi su Twitter e Facebook scandiscono il conto alla rovescia che ci avvicina allo spegnimento del fascio di particelle iniziato il 3 luglio 1983 e delle collisioni iniziate due anni dopo. I problemi di budget e la concorrenza di LHC hanno spinto lo United States Department of Energy (DOE) a prendere la decisione di staccare la spina e neppure gli ultimi risultati delle ricerche del Tevatron (di cui avevamo parlato anche su OggiScienza solo pochi mesi fa) hanno fatto rimandare la decisione.
Se l’ultima teoria di Tom Weiler e Chui Man Ho fosse corretta, il Large Hadron Collider (LHC, o in italiano Grande collisore di adroni) del Cern di Ginevra – il più grande acceleratore di particelle del mondo, in funzione dal 2009 – potrebbe essere la prima macchina capace di far viaggiare la materia indietro nel tempo.
CRONACA – Un’affermazione azzardata? In effetti, bisogna andarci molto cauti. Lo studio dei due ricercatori della Vanderbilt University (Stati Uniti), infatti, è stato pubblicato per ora soltanto su arXiv, che è un archivio per pubblicazioni scientifiche e non una peer review: ciò significa che non è ancora stato sottoposto a un processo di revisione paritaria, cioè al vaglio di altri esponenti della comunità scientifica. Del resto, anche gli stessi autori sostengono: “La nostra è una teoria arrischiata, ma non vìola alcuna legge fisica né contraddice risultati sperimentali” Leggi il seguito di questo post »
Cern, Ginevra - L’esperimento Alpha del Cern ha compiuto un importante passo avanti nello sviluppo di tecniche mirate alla comprensione di una delle questioni ancora aperte sulla natura dell’universo: c’è differenza tra materia e antimateria? In un articolo pubblicato il 17 novembre su Nature, i ricercatori dimostrano di aver prodotto e intrappolato con successo atomi di anti-idrogeno. Questo risultato apre la strada a misure dettagliate sull’anti-idrogeno, che permetteranno ora agli scienziati di comparare materia e antimateria Leggi il seguito di questo post »