Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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A norma di legge

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 11 luglio 2012

IL PARCO DELLE BUFALE – Il Parlamento della North Carolina ha bocciato la settimana scorsa una legge che imponeva alle autorità statali incaricate di pianificare l’uso del territorio costiero di usare l’innalzamento del livello del mare misurato “in serie storiche” fino al 2000 e non oltre.

In molti paesi, l’amministrazione pubblica preferisce ignorare i dati scientifici scomodi. Negli Stati Uniti, una maggioranza politica preferisce spesso correggerli per vie legali. Nel caso dell’evoluzione, come si sa, costringendo le scuole a insegnare versioni religiose della Creazione. In passato è accaduto anche alla Camera dell’Indiana di stabilire che pi = 3,14 su proposta di un matematico improvvisato, un’iniziativa bloccata dal Senato, con  forte disappunto dei comici di allora.

In North Carolina, è avvenuto il contrario. La nuova battaglia contro la scienza è iniziata nel 2010, con la pubblicazione del rapporto commissionato dal governo locale alla Commissione sulle risorse costiere.  Nel Novecento il livello del mare si è innalzato di 20 cm, scrivevano gli esperti, ma la tendenza sta accelerando insieme all’aumento della temperatura e alla fusione delle calotte glaciali groenlandesi e antartiche. Come in altri stati sull’Atlantico, lunghi tratti di costa sono “punti caldi” nei quali gli effetti dei cambiamenti climatici si sommano ad altri fenomeni (subsidenza, aggiustamento isostatico glaciale ecc.). Per il 2100 le stime convergono su un innalzamento compreso tra 0,4 – 1,4 m. e più probabilmente di 0,8-0,14 m Leggi il seguito di questo post »

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Libertà di pubblicazione e sanità mondiale

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 6 marzo 2012

SALUTE – A New Orleans, una Corte d’Appello deve decidere se ricercatori e riviste scientifiche hanno il diritto di pubblicare i risultati del Diesel Exhaust in Miners Study (DEMS), lo studio ventennale sul nesso tra gas di scarico da motori diesel e cancro al polmone fra i minatori di quattro stati americani. Il diritto è contestato dalle società minerarie, riunite nel molto discreto Mining Awareness Resource Group.

La tossicità di quei gas è nota dagli anni Cinquanta e dagli anni Ottanta sono classificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra i ”probabili carcinogeni umani”. Da allora la probabilità è stata confermata da centinaia di ricerche, nessuna lunga e approfondita quanto il DEMS che ha esaminato i casi di 12.315 minatori di sale, potassio e calcare (quindi senza alti livelli di radon, amianto, silicio e altri fattori di rischio) del Missouri, New Mexico, Ohio e Wyoming. Progettato dal National Cancer Institute e dal National Institute for Occupational Safety and Health, dall’inizio è stato ostacolato da processi intentati dalle imprese, dopo che erano falliti i tentativi di discreditarlo con campagne mediatiche perché “esperti aziendali” (1) non facevano parte del comitato scientifico Leggi il seguito di questo post »

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