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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
CRONACA – Neutroni che non si trovano più, che forse oscillano e che magari ci forniscono qualche indizio sul mistero della materia oscura, la materia ‘mancante’ dell’Universo, di cui registriamo l’esistenza attraverso i suoi effetti gravitazionali ma di cui non conosciamo la natura. Un argomento non facile che è stato però ripreso e discusso molto da diversi siti internet – Universe Today e Science Blog per citarne un paio – nelle ultime settimane. Il motivo di tanta attenzione è la pubblicazione, in realtà non più così recente (aprile 2012), di un articolo scritto da Zurab Berezhiani e Fabrizio Nesti, due ricercatori dell’Università dell’Aquila: “Magnetic anomaly in UCN trapping: signal for neutron oscillations to parallel world?”, pubblicato sull’European Physical Journal C.
Ecco di cosa si tratta: la ricerca prova a spiegare l’anomala sparizione di neutroni nel corso di un esperimento partendo dall’ipotesi che questi siano in grado di oscillare assumendo, per così dire, le sembianze di un’invisibile particella gemella. Invisibile perché si troverebbe in un mondo parallelo. Leggi il seguito di questo post »
Una chiacchierata fra fisici. Uno, l’intervistatore e nostro collaboratore Luca Mazzuccato, giovane fisico di belle speranze (research assistant professor al Simons Center for Geometry and Physics dell’Università Stony Brook, NY) incontra l’altro, Shmuel Nussinov, decano della Scuola di Fisica e Astronomia all’Università di Tel Aviv (ha appena compiuto settant’anni), che gli confessa i suoi forti dubbi sul fatto che i neutrini possano viaggiare più veloci della luce. E non solo… (FS)
CULTURA – Riserva sempre sorprese chiacchierare con Shmuel Nussinov. Nussinov spende molti mesi ogni anno in visita presso istituti di ricerca americani: l’Institute for Advanced Study a Princeton, Upenn, l’Università del Maryland e ora la Chapman University. I suoi consueti seminari al C. N. Yang Institute per la Fisica Teorica, a Stony Brook, sono un must e sarete certi di rimanere a bocca aperta. In occasione del suo recente settantesimo compleanno, Nussinov ha deciso di farsi un regalo unico nel suo genere: pubblicare undici articoli di fisica teorica nella stessa settimana, sui più svariati argomenti. Dalla materia oscura, alla fisica dei neutrini, alla teoria dei grafi e quant’altro Leggi il seguito di questo post »
Sulla rampa di lancio del Kennedy Space Center, l’esperimento AMS, in gran parte “made in Italy”, sta per spiccare il volo. Allacciate le cinture. Si parte per l’ignoto.
VIAGGI – Lo chiamano l’Hubble dei raggi cosmici, anche se non è un telescopio. Piuttosto, una sofisticatissima “navicella” spaziale che ci porterà alla scoperta di territori mai esplorati dell’Universo. Pur restando agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale, a 400 chilometri da Terra, ci farà volare lontano. Parliamo di AMS (Alpha Magnetic Spectrometer), un eccezionale rivelatore di particelle progettato per dare la caccia all’antimateria, alla materia oscura e alla materia “strana”. Un triplo salto nel vuoto. Leggi il seguito di questo post »
Né troppa né troppo poca: ci vuole la giusta quantità di materia oscura per avviare la formazione di una galassia massiccia. È quanto scoperto con l’Herschel Space Observatory.
NOTIZIE – Gli ingredienti per formare una buona galassia capace di avviare a sua volta la formazione di nuove stelle sono una grande quantità di gas, che via via si addensa formando dei grumi, e un pizzico di materia oscura. Se la materia oscura iniziale è troppo poca la galassia si dissolve subito, mentre se è troppa,
invece di formarsi un’unica galassia grande, se ne formano tante piccole.
La giusta dose corrisponde a 300 miliardi di volte la massa del nostro Sole, cioè a 6×1041 chilogrammi, ed è inferiore al valore che era stato calcolato in base ai modelli. Leggi il seguito di questo post »
NOTIZIE – Un esperimento di scienza partecipata: “the Dark Matter Awareness Week” da ieri fino a martedì prossimo coinvolgerà 140 istituti di ricerca (in oltre 50 paesi sparsi in tutto il globo) che proporranno tutti lo stesso seminario: “Dark matter in galaxies”.
“In sostanza,” spiega Paolo Salucci, astrofisico della SISSA di Trieste e coordinatore della manifestazione, “proponiamo un modo completamente nuovo per condividere i risultati raggiunti da una piccola comunità di scienziati che indaga la materia oscura con una comunità più ampia di astrofisici, cosmologi e fisici delle particelle interessati a questo aspetto ancora poco chiaro dell struttura del nostro Universo.”
In un’approfondita intevista a Itay Yavin, del Centro di Cosmologia e Fisica delle Particelle dell’Università di New York, OggiScienza approfondisce il tema della materia oscura e rivela le ultime frontiere della ricerca ce vanno a scovarla direttamente nel nostro Sole.
INTERVISTE – Quattro quinti della materia nell’Universo è di natura del tutto sconosciuta: si tratta della materia oscura. I fisici stanno dando la caccia in tutti i modi a questa nuova sfuggente forma di materia e gli esperimenti dell’ultima generazione continuano a dare risultati contraddittori. Secondo Itay Yavin, del Centro di Cosmologia e Fisica delle Particelle dell’Università di New York, possiamo trovare la materia oscura proprio dove meno ce l’aspettiamo: dentro il Sole. OggiScienza lo ha intervistato, scoprendo che la materia oscura potrebbe aprirci una finestra su un nuovo mondo popolato da “forze oscure.” Leggi il seguito di questo post »
Nella montagna fatta a groviera sotto i laboratori nazionali del Gran Sasso (foto dell’ingresso per visitatori) l’università Rice di Houston, Texas, ha costruito Xenon 100, un rilevatore di Wimp.
In inglese wimp connota uno delicatino, una mammola insomma. In astrofisica è l’acronimo di Weak interactive massive particles, particelle molto brave nell’evitare scontri con la materia visibile e quindi difficili da rintracciare, e che formerebbero Leggi il seguito di questo post »
Una scoperta che vede partecipare anche la SISSA di Trieste mette in discussione le conoscenze sulla formazione delle galassie e l’esistenza della materia oscura
La materia oscura potrebbe anche non esistere, lo sostiene un gruppo internazionale di scienziati, che vede coinvolto anche Paolo Salucci, fisico della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Salucci e colleghi mettono in dubbio Leggi il seguito di questo post »