Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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La Barca Pulita in Kiribati

Pubblicato da Simona Cerrato su 14 marzo 2012

VIAGGI – L’ultima meta della Barca Pulita  è stato il Kiribati.

Partendo dalle Fiji e con una breve sosta a Funafuti capitale delle Tuvalu, uno dei luoghi della Terra a maggior rischio di scomparire per via dell’effetto serra e del conseguente innalzamento del livello degli oceani, la Barca Pulita ha puntato sul Kiribati buttando l’ancora dopo 7 giorni a Tarawa la capitale. Il Kiribati è uno degli stati più piccoli del mondo, diviso in tre arcipelaghi — le isole Ghilbert, le Phoenix e le Line Island — distanti più di 500 miglia l’uno dall’altro. Fuori dalla rotta degli alisei lungo le quali un tempo si muovevano gli esploratori e i conquistatori e fuori da quelle commerciali moderne, il Kiribati è rimasto nei secoli incontaminato e ancora oggi qui si sono preservate abitudini e tradizioni, perse nel resto dell’Oceano Pacifico: le capanne di paglia, le canoe a bilanciere, la coltivazione dei tuberi nelle buche umide. Il viaggio della Barca Pulita si è svolto nelle Ghilbert, tra gli atoli di Tarawa, Abaiang, Butaritari e Abemama. La laguna, la battiggia e la poca terra, sono l’habitat ideale per una natura esuberante e indisturbata.

Il Kiribati potrebbe essere il primo caso di una nazione obbligata ad andare a stare in un altro stato, come conseguenza dell’effetto serra. Le onde dell’oceano raggiungono oramai da tempo le case e i villaggi, che durante l’alta marea sigiziale, vengono regolarmente invasi dall’acqua. Per questo motivo il governo locale ha progettato di acquistare un vasto appezzamento di terreno alle isole Fiji, a quasi 1000 chilometri di distanza. Gli abitanti del Kiribati hanno inoltre ottenuto dale Nazioni Unite lo status di Profughi Ambientali. Sembra inevitabile che prima o poi tutto l’arcipelago finirà sott’acqua.

Crediti immagini: Elisabetta Eördegh, Barca Pulita.

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Le sette nuove meraviglie (della Natura)

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 17 novembre 2011

FOTOGRAFIA – La campagna New7Wonders ha pubblicato i sette luoghi vincitori (provvisori) come nuove meraviglie della natura. La rosa dei vincitori è il risultato della combinazione fra il giudizio del pubblico che ha votato sul sito e un pannelo di esperti dell’UNESCO. SI tratta (l’ordine è casuale, non si tratat di una lcassifica): l’amazzonia, Komodo, il fiume sotterraneo di Puerto Princesa (nelle Filippine), le cascate Iguazu (al confine fra Brasile e Argentina), Table Mountain (la montagna sopra Città del Capo), l’isola Jeju (Sud Korea) e la Baia di Halong (Vietnam).

National Geographic ha pubblicato una galleria di immagini qui. Noi che siamo più modesti abbiamo spulciato su Flickr e Wikipedia, e abbiamo fatto la nostra galleria. Ora la parola ai lettori: ci siete stai? Avete delle foto? Quali sono le vostre sette meraviglie della natura?

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Riscaldamento dalle radici

Pubblicato da Paolo Fedrigo su 10 novembre 2011

FUTURO – Oggi i sistemi di riscaldamento a pavimento (l’acqua calda circola in tubature che si trovano sotto la pavimentazione) permetteno di fornire calore con un’efficienza superiore rispetto a quelli tradizionali che riscaldano l’aria. Secondo l’Unione Europea il risparmio energetico va dall’8% fino al 30% e la performance migliora ancora se il sistema è integrato con una pompa di calore geotermica. Non male ma si può fare di più.

A provarci sono due scienziati coreani, Young–Suk e Tae–Sung Oh che studiando la decomposizione di materiale vegetale nel terreno a contatto con le radici delle piante, hanno ideato un nuovo sistema di riscaldamento a pavimento in grado di ridurre i consumi di energia addirittura fino al 60%. Leggi il seguito di questo post »

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La pillola della famiglia

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 17 ottobre 2011

IL PARCO DELEL BUFALE – I media riferiscono una ricerca secondo la quale le donne che prendono la pillola sono più felici della relazione di coppia che della prestazione del partner. Forse, ma resta da dimostrare.

La pillola contiene ormoni quindi modifica il ciclo ormonale, non ci piove. Potrebbe modulare l’espressione dei geni legati al complesso maggiore di istocompatibilità che favorisce una percezione inconscia della compatibilità dei rispettivi sistemi immunitari, la quale ottimizza la probabilità di avere figli sani. Di nuovo al condizionale, la pillola modificherebbe pertanto la scelta dell’uomo ideale per un attimo o per sempre. Al picco della fecondità, le donne preferirebbero gli uomini dai forti tratti maschili (l’equivalente umano del pavone dalla coda più sontuosa di cui parlava Darwin nell’Origine dell’uomo e la selezione sessuale). E nel periodo di calo, gli uomini premurosi, ricchi o comunque più capaci di dare una mano ad allevare la prole Leggi il seguito di questo post »

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Biophilia – Björk, la scienza, la natura, la musica

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 3 agosto 2011

NOTIZIE – L’ultimo lavoro di Björk è impressionante sia – e soprattutto – dal punto di vista creativo e dei contenuti, sia per la rivoluzione tecnologica – ma non solo – che sta introducendo nell’industria discografica. Biophilia (letteralmente “amore per la vita”) è un tributo appassionato alla natura, alla scienza. Ma è anche un esperimento high-tech e di cross-medialità comunicativa quasi perfetta. Ma è anche un nuovo approccio al processo creativo, alla musica, e persino all’insegnamento della stessa.

Che cos’è Biophilia nel concreto? Un album musicale (che verrà messo in vendita a partire da questo autunno), una serie di performance live ad alto contenuto tecnologico, dei video, un sito, e una serie di app per iPad e iPhone, forse destinate a rivoluzionare il modo in cui si vende la musica oggi. E poteva essere anche un video 3D in collaborazione con National Geographic (e magari lo sarà chissà). Al momento la cantante islandese ha fatto uscire il primo singolo “Crystalline” e due app, una delle quali è una sorta di app “madre” che riunirà tutte quelle successive (una per ogni singolo), che si apre con un’introduzione narrata nientepopodimeno che da Sir David Attemborough, naturalista inglese e noto divulgatore, definito dalla stessa Björk, come la sua “rockstar” da ragazzina – pare che la cantante a scuola fosse un sorta di nerd, amante soprattutto della matematica Leggi il seguito di questo post »

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La rivoluzione blu

Pubblicato da Daniela Cipolloni su 18 marzo 2011

Benvenuti nell’era della blu economy. Dove balene, libellule, zebre, rane e altre specie insegnano alla tecnologia e all’industria a essere più sostenibili, più competitive, più produttive. La promessa: in 10 anni, 100 innovazioni e 100 milioni di posti di lavoro.

ECONOMIA – La green economy? È out. Lodevole, certo, ma sorpassata. “Ciò che è buono per l’ambiente è caro, e va bene solo per i ricchi. La greeen economy richiede sussidi statali, maggiori investimenti per le imprese, costi più alti per i consumatori. Nonostante le buone intenzioni, ha poche speranze di successo. Abbiamo bisogno di andare oltre”. A parlare è Gunter Pauli, economista, fondatore di Zeri (Zero Emissions Initiatives) e autore di “Blue Economy” (ed. italiana a cura del WWF). Lo abbiamo incontrato a Roma, in occasione della Aurelio Peccei Lecture. Perché ci ha incuriosito uno che si rivolge agli imprenditori dicendo: “Copiate dalla natura: non produce rifiuti, non ha disoccupati e garantisce benessere e risorse per tutti”. Scusi signor Pauli, sarebbe a dire? Leggi il seguito di questo post »

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Il caro non estinto

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 28 luglio 2010

The Horton Plains slender loris has only been spotted four times since it was discovered in 1937

IL CORRIERE DELLA SERRA – Il lori gracile delle foreste dello Sri Lanka – all’anagrafe Loris tardigradus nycticeboides – è un primate arboricolo, timido, notturno e lungo in tutto 17 cm.  scoperto a fatica nel 1937. Nel 2001 ne era stato avvistato soltanto uno, pareva spacciato. E’ ricomparso proprio nell’anno della biodiversità, ed è stato fotografato per la prima volta. Vive solitario,  quando ha voglia di compagnia va a cercare un altro lori e lo abbraccia a lungo. Craig Turner della Zoological Society di Londra pensa che gli capiti di rado perché delle foreste restano pochi ciuffi sparsi e lui, inteso come il lori, dalla foresta non esce mai. I pochi individui rimasti potrebbero già essere tutti isolati.
Foto di C. Mahanayakage, altre sul sito della  Zoological Society of London.

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Quando il global warming tenta il suicidio

Pubblicato da Davide Ludovisi su 4 febbraio 2010

Il cambiamento climatico a cui stiamo consapevolmente assistendo sembra portare con sé un effetto tanto imprevisto quanto, apparentemente, benefico: la crescita smisurata di alberi.

AMBIENTE – Il paradosso è emerso in seguito a una ricerca portata avanti da oltre vent’anni dai ricercatori dello Smithsonian Environmental Research Centre a Edgewater del Maryland, Stati Uniti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, registra una crescita incredibilmente veloce delle foreste nell’emisfero settentrionale, tanto veloce da battere ogni record degli ultimi duecentoventicinque anni (corrispondente all’età dell’albero più vecchio studiato). Leggi il seguito di questo post »

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