Neanderthal

Agosto: il mese della preistoria

SCOPERTE – Pare che l’archeologia preistorica quest’anno abbia deciso di non andare in vacanza. Nelle ultime settimane infatti le agenzie di stampa battevano tre notizie di primo piano riguardanti i nostri più antichi antenati. La prima, di cui abbiamo parlato più distesamente qui consiste nel fatto che un gruppo di ricercatori di Harvard è [...]

29 agosto 2014 // 0 Comments

Sequenziato il DNA umano più antico: ha oltre 400.000 anni

Un nuovo importante tassello si aggiunge alla ricostruzione dell’evoluzione umana, o almeno ai suoi recenti capitoli che si sono scritti in Eurasia: il genoma di un individuo proveniente dal celebre sito spagnolo di Sima de los Huesos, risalente a 400.000 anni fa, è stato quasi completamente sequenziato, ed è descritto nei dettagli su Nature. [...]

17 dicembre 2013 // 3 Comments

Separati alla nascita? Da almeno un milione di anni

La caccia all’antenato comune che collega l'uomo di Neanderthal con gli esseri umani moderni è lungi dall’essere chiusa. Studiando i profili dentali fossili di alcuni ominidi, uno studio pubblicato su PNAS da un team internazionale di studiosi americani, austriaci e spagnoli, ha rilevato che nessuno dei profili dentali degli ominidi noti si adatta al profilo atteso di un antenato comune dell’ uomo di Neanderthal e dell’uomo moderno . [...]

1 novembre 2013 // 0 Comments

Il mese della paleoantropologia

JEKYLL – Dimenticatevi la classica marcia del progresso da esseri scimmieschi pelosi e ingobbiti fino agli esseri umani attuali, belli e perfetti quale epilogo finale di un’evoluzione lineare. L’evoluzione non segue un tracciato già prestabilito, ma procede a tentoni, fra prove ed errori nel suo cammino cosparso di bivi. Più passa il tempo e più [...]

22 maggio 2013 // 1 Comment

Neanderthal? Peccato, sarà per un’altra volta

CRONACA - Impossibile: questo è termine che ho sentito ripetere allo sfinimento quando ho cominciato a chiedere vari esperti un'opinione sulla clonazione del Neanderthal. La notizia di ieri era più o meno questa: secondo George Church, della Harvard Medical School i tempi sono maturi per clonare breve termine un individuo dell'antica specie: "serve solo una donna avventurosa che presti il suo utero" ha concluso lo scienziato. L'affermazione ha scatenato il finimondo. La discussione si è naturalmente concentrata sugli aspetti etici, sui quali al momento non mi avventuro, ma naturalmente ci si è anche chiesti se questa clonazione sia davvero possibile. "È impossibile!" afferma con sicurezza David Caramelli, esperto di DNA antico che lavora dell'unità di antropologia molecolare all'Università di Firenze. "Già la povera Dolly, clonata da DNA integro e perfettamente conservato, aveva i suoi problemi, per esempio non ha vissuto molto perché pur essendo appena nata la sua età biologica era quella del DNA da cui era stata clonata. Figuriamoci se parliamo di DNA antico." Il DNA antico ha dei problemi già per essere recuperato, ma anche riuscendo a farlo, gli errori sono tanti, perché può essere letto male. "È vero che con l'avanzare delle conoscenze e della tecnologia questi errori stanno via via diminuendo, ma anche pochissimi, anche una sola mutazione puntiforme,nell'organismo vivente può portare a gravi problemi di salute, per cui il nostro Neanderthal non se a passerebbe bene" precisa Caramelli. "A oggi comunque un genoma completo di Neanderthal non esiste. Abbiamo poco meno di 5 miliardi di paia di basi, ne manca dunque ancora un miliardo per avere un genoma completo" [...]

23 gennaio 2013 // 7 Comments

I più Neanderthal sono i toscani

CRONACA - Già invidiati per via del sommo poeta, e per vivere nel luogo al centro del risveglio intellettuale del Rinascimento, i toscani ora hanno una ragione in più per essere orgogliosi. Come descrive l'antropologo John Hawks sul suo blog, stando ai dati diffusi da 1000 Genomes, l'imponente progetto di ricerca che dal 2008 sta mappando le varianti del genoma umano, in particolare in relazione alle malattie, sembra che tra tutte le popolazioni analizzate il genoma dei toscani sia quello che ha integrato più geni dei nostri cugini Neanderthal: questa la conclusione dopo aver confrontato i campioni delle popolazioni attuali con il genoma Vi33.16, cioè uno dei tre ricavati dalle ossa fossili di H. neanderthalensis provenienti dalla grotta di Vindija, Croazia. Niente di cui vergognarsi, anzi. Sembra ormai un dato di fatto che le storie evolutive di Neanderthal e H. sapiens si siano intrecciate nell'evoluzione umana, non solo perché hanno condiviso l'habitat per decine di migliaia di anni, ma perché evidentemente le due specie erano interfertili e oggi solo il genoma di alcune popolazioni africane sembra totalmente privo di un contributo da parte dei cugini del Nord. [...]

27 marzo 2012 // 10 Comments

C’eravamo tanto amati?

CRONACA - Sul Journal of Human Evolution, Fabio De Vincenzo e Giorgio Manzi, paleoantropologi dell'università La Sapienza, e Steve Churchill dell'università Duke, North Carolina, aggiungono nuovi particolari alla storia dei rapporti tra Neanderthal e H. sapiens. Non so se ne eravate informati, ma a lungo gli studiosi dell’evoluzione umana si sono interessati alla morfologia della fossa glenoidea della scapola, una cavità dell'articolazione della spalla nella quale poggia la testa dell'omero. A interessare i tre ricercatori è quella di un Neanderthal di circa 38 mila anni fa, ritrovata nella grotta di Vindija, in Croazia. Forse l'avete già sentita nominare: nel genoma di Neanderthal in parte sequenziato a partire dal Dna ricavato da reperti di quella grotta, ci sarebbero - al condizionale, in attesa di conferme - geni sapiens acquisiti con incontri ravvicinati circa centomila anni fa. [...]

12 gennaio 2012 // 1 Comment

Riscrivere Darwin? L’uomo venuto dal nulla…

COSTUME E SOCIETÀ - Prima liceo, ore 9, lezione di scienze. Davide Sassi, il prof, sta parlando di evoluzione, mentre Andrea, in fondo alla classe, sbuffa: "Prof, ma queste cose non sono superate? A me risulta che secondo le ultime scoperte sul DNA l'uomo non sia imparentato con alcun ominide preesistente. È scritto nel nostro libro di storia". Sassi non crede alle sue orecchie, sicuramente Andrea ha capito male. Ci scommette una pizza. Perde. Già, perché il libro in questione, Atlante di storia. Dalla preistoria alle Idi di marzo, di Paolo Di Sacco (Le Monnier Scuola, 2010), nel capitolo dedicato alla comparsa dell'uomo moderno dice esattamente questo: che "homo sapiens sapiens (sic! Con buona pace del fatto che secondo la nomenclatura binomiale l'iniziale di genere va maiuscola e che la dicitura "sapiens sapiens" non è più usata dagli esperti da tempo) non aveva alcun legame genetico con i precedenti ominidi" e che "non ha punti genetici di contatto neppure con le specie umane meno antiche" [...]

5 dicembre 2011 // 59 Comments

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