Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Ohibò! Ho una trave nell’occhio.

Pubblicato da Davide Ludovisi su 18 maggio 2012

CULTURA - Phineas Gage, a suo modo, è una superstar. Uso il presente, perché nonostante sia morto da 152 anni, continua a far parlare di sé. Quando ancora non esistevano le moderne tecniche di studio del cervello, ha offerto agli scienziati un’opportunità unica per capire meglio le funzioni cerebrali. In realtà al povero Phineas non interessava la fama e tantomeno il progresso scientifico: era un operaio venticinquenne impegnato nella costruzione delle ferrovie americane.

Il 13 settembre 1848 (un bel giorno per la scienza, ma pessimo per lui), mentre stava inserendo una carica esplosiva per la costruzione di un nuovo tratto ferroviario qualcosa andò storto: la detonazione avvenne prima del previsto, e la barra di acciaio che Phineas stava usando gli schizzò in faccia, trapassandogli il cranio. Leggi il seguito di questo post »

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Tutto quello che avreste voluto chiedere sul cervello

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 8 maggio 2012

CULTURA – È stato lanciato ieri un nuovo sito dagli intenti ambiziosi. Si chiama Brainfacts.org - è finanziato con 1,53 milioni di dollari (sul periodo si sei anni) – e raccoglierà le informazioni più importanti (e più accertate) provenienti dagli istituti leader nella ricerca sul cervello (sia sulla ricerca di base nelle neuroscienze, sia sulle patologie che interessano il sistema nervoso). Il sito è rivolto non ad altri scienziati ma a genitori, studenti, educatori e, non ultimi, policymaker.

Questa la mission dichiarata sul sito:

Un sito no-profit che offre informazione accurata e risorse per gli educatori per sostenere la sempre crescente fascinazione del pubblico verso “le meraviglie del cervello e della mente” e per aiutare a  smontare i “neuromiti”. 

I tre partner finaziatori non sono da poco: le fondazioni Gatsby e Kavli e la Society for Neuroscience. Leggi il seguito di questo post »

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Lettura per soli adulti

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 14 febbraio 2012

FUTURO – Il rapporto “Neuroscienze, conflitto e sicurezza“, pubblicato la settimana scorsa dalla Royal Society, è una rassegna delle neurotecnologie sviluppate a scopo clinico e militare, e delle loro applicazioni in guerra e nel “controllo dell’ordine pubblico”.

Si tratta del “terzo modulo” della serie “Brain Wave”. Come i rapporti precedenti (disponibili gratuitamente qui), è scritto in modo semplice e ogni termine tecnico è spiegato con cura, forse perché i dodici esperti scelti dalla Royal Society (nessuno appartenente alle forze armate o di polizia) si rivolgono innanzitutto ai governanti. Identificano le aree i cui progressi promettono “vantaggi” nel reclutare, formare, potenziare e riabilitare il personale militare:

- il neuroimaging per identificare le persone che imparano più velocemente e più disposte a correre rischi;

- il neuroimaging che rivela i marcatori della percezione visiva al di sotto del livello cosciente, da sfruttare per il rilevamento fulmineo di obiettivi da colpire Leggi il seguito di questo post »

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Le metafore che ingannano il cervello

Pubblicato da Roberto Cantoni su 7 febbraio 2012

CRONACA – Quando qualcuno ci dice che ha avuto una giornata dura, cosa sentiamo sotto le dita? Niente? Sicuri? Uno studio appena pubblicato suggerisce invece che il cervello possa ricreare esperienze sensoriali per aiutarci a capire le metafore comuni.

Linguisti e psicologi hanno dibattuto a lungo su quanto le aree del cervello che mediano le esperienze sensoriali dirette siano coinvolte nella comprensione delle metafore. George Lakoff e Mark Johnson, in un lavoro che è presto divenuto un punto di riferimento nel campo della linguistica, Metaphors we live by (libro non ancora tradotto in italiano), hanno mostrato che il linguaggio quotidiano è pieno di metafore, alcune delle quali sono così familiari (come ‘una giornata dura’) che potrebbero non sembrarci particolarmente nuove o singolari. I due sostengono che la comprensione delle metafore è fondata sulle esperienze sensoriali e motorie Leggi il seguito di questo post »

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Ti combatto, ma un po’ ne soffro.

Pubblicato da Davide Ludovisi su 25 gennaio 2012

COSTUME E SOCIETÀ – Se uno per ben due volte nel giro di qualche anno si ritrova per caso in mezzo a rivolte etnico-politiche qualche domanda se la pone.

Oltre a fare gli scongiuri ogni volta che intraprende un viaggio, Emile Bruneau si è anche chiesto come mai un gruppo possa odiare tanto un altro.

Una domanda che probabilmente gli è nata schivando le pallottole durante i tumulti scoppiati alla caduta dell’apartheid nel 1994 in Africa, dove Bruneau lavorava come volontario. Oppure nel 2001, quando si è trovato nel bel mezzo dei violenti scontri tra le Tigri del Tamil e l’esercito mentre era far visita a un suo amico in Sri Lanka.

Fatto sta che ora, diventato ricercatore all’MIT di Boston, ha appena pubblicato uno studio su Philosophical Transactions of the Royal Society: Biological Sciences dove in pratica ha cercato di identificare i meccanismi neurologici nei conflitti tra gruppi. Leggi il seguito di questo post »

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Vuoi provare un funghetto magico? È un esperimento…

Pubblicato da Davide Ludovisi su 24 gennaio 2012

SALUTE – Non è facile fare ricerca sulle droghe, sulle sostanze psicotrope in genere. Ci sono spesso ostacoli legali, ma anche culturali. Il rischio, infatti, è che si scopra che le droghe possono avere anche effetti positivi.

Apriti cielo, non sia mai! In realtà le sostanze allucinogene sono, appunto, delle sostanze che agiscono sul cervello, e conoscerle meglio può essere utile non solo per una comprensione maggiore del cervello stesso, ma forse anche per curare alcuni disturbi.

Capita quindi che a trenta volontari venga chiesto di assumere psilocibina, una triptamina allucinogena presente in alcuni funghi, per vedere l’effetto che fa. I risultati apparsi in studi separati, uno pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science (Pnas) e l’altro che dovrebbe uscire in settimana sul British Journal of Psychiatry sono stati per certi versi inaspettati. Leggi il seguito di questo post »

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Guai in vista per Nemo

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 24 gennaio 2012

AMBIENTE – Su Nature Climate Change due ricercatori norvegesi, quattro australiani e Paolo Domenici dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del CNR, a Torre Grande (Oristano) pubblicano una ricerca in… neuroclimatologia? Comunque la si voglia chiamare, riguarda le conseguenze dell’acidificazione degli oceani dovuta alle nostre emissioni di CO2.

Se continua ad aumentare la concentrazione di CO2 in mare (ne aggiungiamo 2,3 miliardi di tonnellate ogni anno…), i Garibaldi, i Pagliacci come Nemo e altri pesciolini rischiano di perdere la Trebisonda. In laboratorio si gasano, diventano imprudenti e da larve non sanno girare a destra o a sinistra insieme al branco.

In passato, gli autori avevano già osservato che non sentivano l’odore né dei predatori né della barriera corallina nella quale nascondersi di notte e dalla quale allontanarsi di giorno. Dopo l’odorato, ne hanno controllato l’udito – di giorno, nella barriera c’è parecchio rumore – e l’hanno trovato difettoso anch’esso Leggi il seguito di questo post »

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Libertà con cioccolatini

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 15 dicembre 2011

CRONACA – Gli economisti della scuola di Chicago dicono che l’H. sapiens è un animale egoista che mira al massimo profitto. I neuroscienziati della scuola di Chicago dimostrano che il Rattus è diverso, in particolare se femmina.

Inbal Bartal, Jean Decety e Peggy Mason, dell’università di Chicago, hanno cercato di stabilire se giovani ratti – dei piccoli Sprague-Dawley tra i tre e i sei mesi – erano capaci di altruismo. Si sapeva già che si lasciano contagiare dalle sensazioni e dai sentimenti dei compagni, paura, sofferenza, allegria, curiosità ecc. Sono  empatici come tutti i mammiferi osservati fin qui, ma l’empatia ne modifica il comportamento e fino a che punto Leggi il seguito di questo post »

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Il tango degli scriccioli

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 7 novembre 2011

Two illustrated birds sing, thought bubbles depict interlocked song pattern, speech bubbles depict each singing half the song pattern

CRONACA – Sotto il titolo “Meccanismi neurali per il coordinamento del canto in duo fra gli scriccioli”, Science pubblica una ricerca avventurosa che, strumentazione high-tech a parte, ricorda quelle dei naturalisti dell’Ottocento.

In mezzo ai bambù che crescono fitti sulle pendici del vulcano Antisana, in Ecuador, vive una specie di Trogloditi (sic) chiamata Pheugopedius euophrys, piccoli scriccioli dalla voce grossa. Con l’aiuto dell’ornitologo Carlos Rodriguez, del museo di Zoologia di Quito, il neurologo Eric Fortune si è fatto strada con il machete nella vegetazione fino a 2.700 di quota e tra settembre 2009 e gennaio 2011 ha registrato 150 ore di canti. Maschi e femmine cantano per conto proprio melodie diverse. Se lo fanno in due, la musica cambia Leggi il seguito di questo post »

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Teletrasporto cognitivo

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 29 settembre 2011

CRONACA - Una nuova ricerca pubblicata su Nature (che vede collaborare anche un italiano, Alessandro Treves della SISSA di Trieste) analizza le mappe spaziali contenute nell’ippocampo dei roditori e il modo in cui queste vengono sostituite quando si passa da un ambiente all’altro. È noto infatti che nei roditori (ma anche  nell’essere umano) l’ippocampo, un area cerebrale importante per la memoria, contiene delle rappresentazione cognitive dello spazio tridimensionale di ambienti noti, importanti per muoversi efficientemente. Sono mappe che si Leggi il seguito di questo post »

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