Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Entropia semiotica esogena degli spaghetti

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 22 maggio 2013

Spaghetti_all'_arrabbiataIL PARCO DELLE BUFALE – Due ricercatori in biosemiotica hanno usato un metodo, derivato dalla linguistica e dal secondo principio della termodinamica, per identificare le patologie di microbi e animali (umani e non) dovute al glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo.

Sulla rivista Entropy (1), il consulente in pensione Anthony Samsel e Stephanie Senneff, un’ingegnere del Massachusetts Institute of Technology, hanno pubblicato una ricerca nella quale “dimostrano” Leggi il seguito di questo post »

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Di gerani “anallergici” e pessima informazione

Pubblicato da Valentina Murelli su 20 settembre 2012

IL PARCO DELLE BUFALE – C’è un certo fermento in rete per il cosiddetto “geranio antiallergico”, una nuova varietà OGM che – a quanto si legge in giro (su lastampa.it l’esempio più pittoresco) – farebbe la felicità di chi tanto vorrebbe un bel balconcino pieno di gerani in fiore, ma non può permetterselo perché allergico al polline. Wow! Chiediamo subito un commento a Susanna Voltolini, allergologa dell’Ospedale San Martino di Genova, grande esperta di pollini, ed è una doccia fredda. «Gerani anti-allergie? È una stupidaggine: il polline di questa pianta non è affatto allergenico». Ops. Ma allora da dove viene la notizia?

In realtà i gerani OGM ci sono davvero, prodotti da un gruppo di ricercatori spagnoli e descritti in dettaglio in un articolo pubblicato su BMC Plant Biology Leggi il seguito di questo post »

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Un micro OGM contro la malaria

Pubblicato da Valentina Murelli su 17 luglio 2012

SALUTE – Noi e i batteri del nostro intestino. Quello della relazione con il microbiota intestinale è diventato negli ultimi anni uno dei temi più caldi di tutta la biologia: abbiamo scoperto che questi invisibili ospiti influenzano il nostro sviluppo, il metabolismo, il sistema immunitario e la suscettibilità a diverse malattie. Insomma, siamo anche i nostri batteri e lo stesso accade per gli altri organismi, zanzare comprese. E proprio i batteri che vivono nell’intestino delle zanzare, se opportunamente modificati, potrebbero diventare l’arma risolutiva della nostra lotta alla malaria, come racconta su Pnas un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora Leggi il seguito di questo post »

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Ogm e ricerca pubblica: “Sbagliato distruggere i campi sperimentali”

Pubblicato da Roberto Cantoni su 20 giugno 2012

CRONACA – “Questo Ministero ha provveduto ancora una volta ad invitare l’Università degli Studi della Tuscia a procedere all’immediata dismissione del sito di sperimentazione”. Firmato Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente, destinatario Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici. La lettera, dei primi di giugno, decretava l’obbligo, da parte dell’ateneo viterbese, di distruggere i campi sperimentali di ciliegi, olivi e kiwi Ogm su cui lavorava dalla fine degli anni Novanta l’agronomo e biotecnologo Eddo Rugini. L’ennesima puntata della lunga diatriba sull’annosa questione Ogm sembra aver chiarito quali gruppi, in Italia, detengano il potere decisionale sulle biotecnologie agrarie, e pare che i ricercatori abbiano ben poca voce in capitolo.

Difficile, altrimenti, spiegare la levata di scudi di varie comunità scientifiche italiane (al plurale, perché è forse bene ricordare che non esiste una sola comunità scientifica), con tanto di diffusione di appelli a mezzo blog e reti sociali contro la distruzione dei campi Ogm. Niente da fare: il 12 giugno, come previsto, sono iniziate le distruzioni dei campi, con l’abituale scia del combattimento all’arma verde tra i favorevoli e i contrari agli organismi geneticamente modificati: dai temi più filosofici, come i concetti di naturale e artificiale, a quelli più politici, come il potere delle multinazionali agrarie e i danni alle economie agricole locali Leggi il seguito di questo post »

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Per fare un farmaco ci vuole una pianta

Pubblicato da Eleonora Viganò su 18 maggio 2012

SALUTE – Le sensazioni del ricercatore Ari Zimran, membro del comitato scientifico di Protalix  Biotherapeutics, e dei suoi collaboratori, le possiamo solo immaginare, quello che invece sappiamo è che il farmaco sul quale stava lavorando da dieci anni, la taliglucerasi alfa, sviluppato dall’azienda israeliana Protalix Biotherapeutics e commercializzato da Pfizer, è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA).

Cosa c’è di nuovo in questo? Elelyso, questo il suo nome commerciale, è il primo farmaco biologico prodotto all’interno di cellule vegetali a essere approvato. Un traguardo quindi che va oltre l’azienda, investendo più in generale sia il campo farmaceutico sia le biotecnologie agrarie.

La malattia rara di Gaucher alla quale Elelyso si rivolge è causata dalla carenza dell’enzima glucocerebrosidasi che agisce all’interno dei macrofagi trasformando una sostanza di scarto in due sostanze utili all’organismo. Quando l’enzima non è sufficiente, il glucocerebroside si accumula, ingrossando i macrofagi e provocando sintomi che vanno dalla anemia fino a problemi neurologici. L’idea di Protalix è stata quella di inserire nelle cellule di carota una versione sana del gene umano che codifica per la glucocerebrosidasi, estraendo e purificando poi l’enzima prodotto, purtroppo per ora in dosi basse Leggi il seguito di questo post »

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Quando coltivare gli OGM fa male alle farfalle

Pubblicato da elisacorni su 17 aprile 2012

LA VOCE DEL MASTER -  Se anche gli OGM non sono dannosi per noi che li mangiamo, ci possono essere conseguenze inaspettate dalla loro coltivazione. Come quelle evidenziate da un recente studio apparso nel numero di marzo della rivista scientifica Insects conservation and diversity che dipinge un panorama piuttosto preoccupante per le grandi pianure americane, dove la coltivazione di OGM è ormai intensiva. Un gruppo di ricercatori della Iowa State University e della University of Minnesota guidato dal biologo Lincoln Brower, ha raccolto ed elaborato i dati sulla presenza della farfalla monarca (Danaus plexippus) nei territori del Messico settentrionale.

Perché il Messico, se lo studio riguarda le farfalle che vivono nel Midwest? I ricercatori hanno individuato nelle aree montuose di confine il luogo adatto per contare le farfalle, dato che i colorati insetti migrano durante gli inverni verso quella regione; lì è stata dunque studiata la popolazione delle farfalle monarca tra il 1999 e il 2010. I dati restituiti dalla ricerca sono tutt’altro che incoraggianti: nel corso dell’ultimo decennio l’area occupata dalle farfalle che vanno a svernare si è ristretta quasi del 50% Leggi il seguito di questo post »

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L’evoluzione è un fatto (purtroppo)

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 10 aprile 2012

Image of Artemisia annuaSALUTE – Per combattere la malaria, occorre trovare nuovi insetticidi e farmaci prima che zanzare e parassiti diventino resistenti a quelli in uso. Come previsto in teoria, il plasmodio comincia a tollerare l’artemisinina anche somministrata in un “cocktail”. Una ricerca su pazienti alla frontiera tra Thailandia e Myanmar mostra che in dieci anni il farmaco ha perso due terzi della propria efficacia. È l’ora delle zanzare geneticamente modificate?

A dicembre, le notizie erano incoraggianti. Stando alle stime annue dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2010 le vittime della malaria erano state “soltanto” 655 mila, per l’86%a bambini sotto i cinque anni e per il 91% in Africa subsahariana: dal 2000 la mortalità mondiale era calata del 25% e in alcuni paesi africani del 50%.

Ma in Cambogia la resistenza all’arteminisina (o meglio all’artesunate, all’artemetere e simili derivati dalla pianta) era stata confermata l’anno prima. E si sospettava in Vietnam e in Thailandia come in altri paesi asiatici dove alcune case farmaceutiche locali continuano a vendere artesunate singolarmente, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne abbia chiesto il bando e la sostituzione con terapie combinate.

Sul Lancet, Aung Pyae Phyo e gli altri ricercatori coordinati da Anderson e Nosten riferiscono il risultato di analisi del sangue di 3.200 pazienti fatte nel corso di 10 anni dall’altra parte della Thailandia. Hanno comparato il tasso delle mutazioni genetiche del plasmodio con quello trovato in Cambogia e calcolato che entro 6 anni al massimo, più probabilmente 3-4, sarebbe stato immune al farmaco Leggi il seguito di questo post »

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Gli OGM secondo Clini: due opinioni a confronto

Pubblicato da Enrico Bergianti su 3 aprile 2012

JEKYLL – Un’apertura agli OGM, quella del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ha fatto discutere. Sul piano politico, ma anche su quello tecnico e scientifico. Ma facciamo un passo indietro: il 14 marzo scorso il Corriere della sera ha pubblicato un’intervista nella quale il ministro auspicava un’inversione di tendenza nei confronti degli OGM: su questo tema, secondo Clini, l’Italia è troppo diffidente.

Al di là del dibattito politico e istituzionale, comunque, l’intervista di Clini ha presentato diversi riferimenti scientifici non sempre precisi. La sua apertura agli OGM, quindi, è supportata da argomentazioni tecniche corrette? Ne abbiamo parlato con Riccardo Bocci, agronomo e coordinatore della Rete Semi Rurali, e Piero Morandini, ricercatore in Fisiologia vegetale dell’Università di Milano e docente di Biotecnologie Industriali vegetali.

Un primo passaggio critico dell’intervista di Clini è il seguente Leggi il seguito di questo post »

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Ricetta al botulino

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 16 marzo 2011

Sul Sole-24 Ore del 6 marzo, Gilberto Corbellini commemora il prof. Scarascia Mugnozza con un articolo intitolato “Il signore degli Ogm”. L’8 marzo, il direttore pubblica la mail di una lettrice e mette le mani avanti

IL PARCO DELLE BUFALE –  La lettrice Manuela Giovannetti, preside di agraria all’università di Pisa, è nota per una ricerca sulle varietà di granoturco geneticamente modificato, la prima condotta con un gruppo multidisciplinare, dalla quale risulta che alcune giovano al terreno e altre no. Non è contraria per principio agli Ogm, come tanti suoi colleghi sa che, fatti e usati bene, possono essere utili. Sa pure che nel 1974 il prof. Scarascia Mugnozza aveva ottenuto il grano duro Creso senza alcuna ingegneria genetica. Tuttavia “Il signore degli Ogm” fa pensare che da allora mangiamo pastasciutta GM, e lei  segnala al direttore Gianni Riotta che non è così.  Il direttore la prende come una critica e scrive Leggi il seguito di questo post »

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Chi sfama il mondo e chi lo promette

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 24 gennaio 2011

IL CORRIERE DELLA SERRA – Da quest’anno negli Stati Uniti, alcune varietà di granoturco transgenico della Pioneer Hi-Bred dovrebbero rendere il 5% in più delle altre in  condizioni di siccità, e l’Agrisure Artesian della società europea  Syngenta il 15%.

L’intenzione è di conquistare, scrive Jeff Tollefson su Nature, un mercato multimiliardario per merito delle sovvenzioni federali alle coltivazioni per il biocarburante. Assente per ora Monsanto che forse rilancerà Leggi il seguito di questo post »

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