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Cosa sappiamo dei cinghiali “radioattivi”

Pubblicato da Stefano Dalla Casa su 8 marzo 2013

cinghialeCRONACA – Deve ancora essere chiuso il caso della carne di cavallo “imprevista” trovata in numerose derrate alimentari in giro per l’Europa, e in Italia torna a far notizia la sicurezza alimentare.

Ieri il Ministero della Salute ha emesso una nota dove dichiarava che in 27 campioni provenienti da cinghiali abbattuti nel territorio della Valsesia (Vercelli, Piemonte) durante l’ultima stagione di caccia (ora conclusasi) era stato rinvenuto l’isotopo radioattivo Cesio 137 in concentrazioni superiori alle soglie stabilite dai regolamenti Europei. I controlli sui campioni (lingua e diaframma) erano stati effettuati per testare la presenza Leggi il seguito di questo post »

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Tonno al cesio

Pubblicato da Marta Picciulin su 29 maggio 2012

AMBIENTE – Dopo le alghe allo iodio radioattivo, ora tonni pinna blu (Thunnuns orientalis) al cesio: effetti collaterali dell’incidente di Fukushima nel Marzo 2011.

La notizia, apparsa ieri su PNAS, potrebbe non stupirci del tutto, considerato lo sversamento massiccio di acqua radioattiva in mare avvenuta a seguito dell’incidente e tenuto conto che il tonno è un grande predatore che compie lunghe migrazioni attraverso l’Oceano Pacifico.

Il tonno pinna blu, infatti, si riproduce lungo la costa giapponese e uno-due anni più tardi i nuovi nati raggiungono la California e la baia del Messico. Proprio per questo cinque mesi dopo Fukushima i ricercatori americani hanno deciso di misurare i livelli di cesio 134 e 137 in quindici tonni di età inferiore a due anni pescati lungo la costa di San Diego. Di quei tonni – quindi – che hanno nuotato nel cesio tutta la loro vita Leggi il seguito di questo post »

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Iodio coast to coast

Pubblicato da Marta Picciulin su 16 aprile 2012

AMBIENTE – Alghe con concentrazione di iodio radioattivo 250 volte superiore alla norma. È quanto evidenziato in California ad aprile 2011, un mese dopo l’incidente della centrale nucleare di Fukushima, dai ricercatori della California State University. Un segno questo, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Enviromental Science and Technology, che i radionuclidi rilasciati in atmosfera in grandi quantità dai reattori giapponesi (pari – a detta di alcune stime – a circa il 15% di quanto rilasciato nell’incidente di Chernobyl) avrebbero raggiunto massicciamente la costa dello stato americano.

Ciò è avvenuto probabilmente attorno al 20-21 marzo 2011, cinque giorni dopo il massimo rilascio di radiazione in atmosfera dall’altra parte dell’oceano; abbondanti piogge ne hanno poi causato la precipitazione sulla superficie terrestre e marina, da dove lo iodio è stato accumulato nelle alghe brune (Macrocystis Pyrifera), tipicamente conosciute come “kelp californiano”.

Si tratta di alghe di grandi dimensioni che costituiscono un ottimo rilevatore di radioattività ambientale: si trovano direttamente esposte all’aria e alle precipitazioni e sono uno dei più efficaci accumulatori biologici di iodio conosciuti, cosicché per ogni molecola di iodio in acqua, ce ne sono 10.000 nei tessuti vegetali.

I livelli di radioattività nel kelp sono risultati ben superiori a quelli rilevati prima dell’incidente di Fukushima e molto simili a quelli misurati in Fucus virsoides, un’altra alga bruna, nello Stato di Washington 28 giorni dopo il disastro di Chernobyl del 1986 Leggi il seguito di questo post »

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Non è Chernobyl

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 31 ottobre 2011

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AMBIENTE – Su Atmospheric Chemistry & Physicsun articolo di Andreas Stohl e altri specialisti di dinamica degli aerosol mappa la dispersione in atmosfera e la deposizione al suolo di cesio-137 e di xeno-133 opo l’incidente alla centrale di Fukushima-Daiichi.

Con misure, modelli e simulazioni, i ricercatori correggono le stime pubblicate via via dalla TEPCO, che gestisce la centrale, e dall’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare. Nella nuova ricostruzione, il 13 marzo il vento soffiava verso est, la nube iniziale s’è dispersa sopra il Pacifico, arrivando negli Stati Uniti il 15 e in Europa il 22. Poi il vento è cambiato e le emissioni sono rimaste elevate fino al 19 marzo. Quel giorno si è cominciato a versare acqua nelle piscine a cielo aperto, dove c’erano le barre di combustibile “spento”, sembra che il cesio-137 venisse soprattutto da quelle Leggi il seguito di questo post »

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Roba da scorie

Pubblicato da Livia Marin su 17 maggio 2011

Tutti parlano di radioattività, scorie, danni alla salute… ma cosa sono effettivamente le scorie? Dove vengono prodotte? Cosa significa che sono radioattive?

LA VOCE DEL MASTER – Il grave danno causato dal terremoto in Giappone pochi mesi fa alla centrale nucleare di Fukushima ha portato alla ribalta il problema dei materiali radioattivi. Perché sono così pericolosi per la salute?

Un materiale cosiddetto radioattivo è costituito da atomi instabili, generalmente degli elementi più pesanti, che spontaneamente decadono in altre specie atomiche raggiungendo una maggiore stabilità. Questo cambiamento avviene tramite l’emissione di particelle, come nel decadimento alfa e beta, oppure tramite l’emissione di energia, ad esempio nel decadimento gamma.

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OggiScienza TV – Terremoti e contaminazioni

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 1 aprile 2011

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