Oggi Scienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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Fioriture frettolose

Pubblicato da Silvia Reginato su 7 maggio 2012

LA VOCE DEL MASTER – Le piante rispondono al riscaldamento globale, anticipando il momento della fogliazione e della fioritura, in modo molto più rapido di quanto abbiano finora stimato le osservazioni sperimentali. È il risultato di uno studio, frutto della collaborazione tra 22 istituzioni europee ed americane, pubblicato questa settimana su Nature.

La fenologia, cioè l’analisi temporale degli eventi legati al ciclo di vita delle piante, viene considerato uno dei parametri per monitorare la risposta del mondo vegetale ai cambiamenti climatici. A seguito del riscaldamento terrestre alcune specie vegetali fioriscono giorni o addirittura settimane prima rispetto a qualche decennio fa. Ad esempio, la fioritura dei famosi ciliegi di Washington D.C., che attira ogni anno migliaia di visitatori, è anticipata di circa una settimana rispetto al 1970.

Data la scarsità di archivi storici che monitorassero il fenomeno, gli scienziati hanno in alternativa studiato gli effetti del riscaldamento terrestre sulla fioritura delle piante con modelli sperimentali, riscaldando artificialmente piccoli appezzamenti di terreno e analizzandone gli effetti. Sulla base di questi risultati, circa 2-3 giorni di anticipo nella fioritura per ogni grado di aumento, si sono estrapolate previsioni sull’evoluzione degli ecosistemi per i prossimi 20 anni Leggi il seguito di questo post »

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Per quelli che il riscaldamento globale s’è fermato nel 1998

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 10 aprile 2012


AMBIENTE – Gli “scettici” in merito all’effetto serra dei gas serra ripetono che il riscaldamento globale “ha smesso di avvenire 15 anni fa“, dal 1999 la Terra si sta raffreddando e dobbiamo munirci di sciarpe e cappelli. Dopo la NOAA, la NASA e l’Hadley Centre-CRU, anche l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia sostiene il contrario nella Dichiarazione sullo stato del clima globale nel 2011. Che sia un complotto dei termometri di tutto il mondo?

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A ciascuno i propri negazionisti…

Pubblicato da Chiara Ceci su 27 febbraio 2012

AMBIENTE – Mal comune, mezzo gaudio. O forse no. Dei continui attacchi che i biologi evoluzionisti hanno subito da parte dei vari movimenti creazionisti, il mondo della fisica ne avrebbe forse fatto anche a meno.

Sarà la febbre maya che sale, o chissà che altro, ma sta di fatto che con il 2012 i negazionisti del cambiamento climatico hanno preso la ricorsa, e si scagliando contro l’insegnamento del global warming nelle scuole pubbliche americane. La dose è stata rincarata anche grazie alla storia trapelata nelle ultime settimane, un vero e proprio Denial-gate, di cui si sono occupati, dopo le dichiarazioni del presidente del Pacific Institute Peter Gleick a The Huffington Post, anche The Guardian e The New York Times Leggi il seguito di questo post »

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Cherchez le mâle

Pubblicato da Marta Picciulin su 30 gennaio 2012

AMBIENTE – Popolazioni formate da sole femmine – o quasi – a causa dei cambiamenti climatici. Non è uno scenario irrealistico bensì ciò che sta accandendo ad alcune specie di tartarughe marine.

A dirlo è uno studio apparso di recente su Proceedings of the Royal Society B: la ricerca condotta dalle università di Exeter (UK) e Lefke (Turchia) e la North Cyprus Society for Protection of Turtles nell’area settentrionale di Cipro, la terza isola per estensione del Mediterraneo, ha dimostrato come la quasi totalità delle uova di tartaruga verde (Chelonya midas) schiuse nel 2008 era costituito da femmine (per l’esattezza il 95% dei 809 nuovi nati) Leggi il seguito di questo post »

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Riscaldamento globale: una molecola che fa discutere

Pubblicato da Roberto Cantoni su 23 gennaio 2012

AMBIENTE – Una molecola presente nell’atmosfera terrestre sembra candidarsi a un ruolo fondamentale nel contrastare il riscaldamento globale. Sorgono però molti dubbi sulla sua effettiva applicabilità. In un articolo pubblicato su Science, ricercatori delle università di Manchester e Bristol, Regno Unito, e dei Sandia National Laboratories, Stati Uniti, hanno riportato gli effetti potenzialmente rivoluzionari di un tipo di radicali, i biradicali Criegee (dal nome del loro teorizzatore, Rudolf Criegee), che sarebbero capaci di abbassare la temperatura del pianeta. Leggi il seguito di questo post »

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MrPod – Torrido inverno

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 11 gennaio 2012

ASCOLTA IL PODCAST!


 ”Avete tempo fino al 30 settembre per imparare la differenza fra clima, una tendenza di lungo periodo calcolata su decine e decine di anni, e tempo, quello che accade ora fuori dalla vostra finestra!”

MRPOD – Così un programma satirico britannico prende in giro l’ignoranza che fa dire: “piove, che fine ha fatto al riscaldamento globale?” Che dire allora di questo caldo inverno? mentre si moltiplicano gli allarmi (flora alpina in pericolo per la fioritura precoce e siccità negli USA) il CNR diffonde il dato sul 2011, terzo anno più caldo dal 1800 (in Italia). Ne abbiamo palrato con Michele Brunetti, ricercatore all’Istituto di Scienze Atmosferiche e del Clima di Bologna (CNR).

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La scienza a contorno

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 19 dicembre 2011

AMBIENTE – Mentre al vertice sul clima di Durban era in corso la gara a chi rallentava di più l’eventualità di un taglio alle emissioni di gas serra, due ricerche ne misuravano la quantità e gli effetti.

Su Nature Climate Change, il gruppo della grande Corinne Le Quéré (non si tratta di sciovinismo, è canadese!) che dirige il Tyndall Centre all’università dell’East Anglia, osserva che le emissioni di CO2 sono aumentate del 50% in 20 anni, calate dell’1,4% nel 2008-2009 e cresciute del 5,4% nel 2010, toccando per la prima volta i 9 petagrammi di carbonio. Che sono nove miliardi di tonnellate. Il tasso medio di incremento si sta attestando attorno al 3% all’anno.

Julia Steinberger, una fisica dei gas ultrafreddi passata all’economia ambientale, commenta sul Guardian:

La crisi economica era l’occasione di investire in infrastrutture a basso livello di carbonio per il 21mo secolo. Invece abbiamo generato una situazione perdente per tutti:  emissioni che svettano a livelli inauditi e aumento della disoccupazione, dei costi energetici e della disuguaglianza dei redditi Leggi il seguito di questo post »

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I rimpiccioliti e i moltiplicati

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 21 ottobre 2011

Breve selezione delle innumerevoli ricerche che – con santa pazienza – misurano e tentano di prevedere l’impatto sulla fauna e la flora dell’aumento delle temperature e delle emissioni di gas serra.

AMBIENTE -Da un decennio si studiano le reazioni ai cambiamenti climatici di vari organismi, sopratutto se sono risorse alimentari per umani e non, fito- e zooplancton, cereali, animali d’allevamento. Gli effetti dipendono dall’ambiente, dalla capacità di spostarsi in un termoclino più confacente, dalla storia evolutiva di ogni specie;  dai rapporti con le altre specie – umana compresa – dell’ecosistema; dal rango occupato nella catena alimentare ecc.  Rispetto alla complessità della biosfera, quella del clima è modesta. Per il vivente i dati sono ancora carenti, frammentari, di modelli di evoluzione dinamica, non lineare e globale per ora non se ne vedono.

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The Climate Reality Project

Pubblicato da Federica Sgorbissa su 14 luglio 2011

NOTIZIE – Al Gore lancia “The Climate Reality Project”, un sito e un progetto che culmineranno in un evento il prossimo 24 settembre il cui scopo è convincere gli scettici ad “abbracciare la realtà”, e cioè i fatti sul cambiamento climatico (e sulla sua origine antropica). Per “abbracciare” si intende letteralmente, dato che l’evento sarà simboleggiato appunto da una catena di eventi, nell’arco di 24 ore attraverso tutte le longitudini. In una serie di luoghi prescelti si racconterà la storia, la quotidianità di vivere il cambiamento climatico, attraverso una presentazione multimediale (creata dallo stesso Al Gore, ma immagino contestualizzata per ogni luogo e in molte lingue) che “unirà i punti” del globo in un abbraccio (metaforico immagino) collettivo.

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Il manifesto del PDF

Pubblicato da Sylvie Coyaud su 6 giugno 2011

Drought on China’s Yangtze river has led to historically low water levels that have forced authorities to halt shipping on the nation’s longest waterway. The water level along the lower reaches of the river near the city of Wuhan was just above three metres (10 feet) on Thursday, the Chang Jiang Waterway Bureau said on its website. A day earlier, the bureau closed a 228-kilometre (140-mile) stretch above Wuhan to ocean-going vessels due to shallow...

La maggioranza dei lettori pare contraria all’energia nucleare. Lo è anche alla ricerca su nuovi tipi di reattori?

IL CORRIERE DELLA SERRA – I temi del nucleare e dell’acqua privata o pubblica sono collegati tra loro e alle emissioni di gas serra, al riscaldamento globale e al suo effetto sulle risorse idriche e sulle rese agricole.  Con alcune amiche del PDF (Partito Delle Fifone) li colleghiamo pure al disarmo atomico, e vista l’aria bellicosa che si respira tra India e Pakistan e in altri posti, vogliamo più ricerca sui nuovi tipi di reattori, sopratutto quelli che riciclano l’uranio e magari il plutonio delle testate atomiche. Ragioniamo così.

Con l’aumento della CO2 in atmosfera, gli eventi meteo “estremi” stanno diventando più frequenti. Se l’anno scorso è stato brutto, questo è partito male. In Europa occidentale, è in corso la quarta siccità dall’inizio del secolo, quella nel sud-est degli Stati Uniti è “senza precedente” nella loro (breve) storia. Quella cinese è la peggiore da mezzo secolo: il governo ha ordinato di aprire l’invaso delle Tre Gole, rinunciando a parte dell’energia elettrica prodotta dalla diga perché nell’ultimo tratto lo Yangtze era a secco, i trasporti fluviali bloccati, metà porto di Shanghai inutilizzabile Leggi il seguito di questo post »

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