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India, la natura del Rajasthan: dal punto di vista naturalistico l’India può vantare territori tra i più ricchi al mondo in termini di biodiversità, con numerosissime specie e una straordinaria varietà di paesaggi. Una biodiversità che è ancora parte integrante delle città, sempre più popolose..
Creatività a briglie sciolte: riparte "La Voce del Master", la rubrica di OggiScienza a cura del corso di multimedialità del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. La redazione, formata dagli studenti, offrirà ai nostri lettori un arcobaleno di voci.
Jekyll è il blog realizzato dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste.
Jekyll risponde ai cambiamenti dell’ecosistema della comunicazione
focalizzato sui media digitali. Jekyll analizza e descrive l'evoluzione
dell'informazione in ambito medico, scientifico e tecnologico.
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Zero Impact Web
Oggiscienza ha contribuito alla creazione e tutela di 831 mq di foresta in crescita in Costa Rica per compensare 4320 kg di CO2 generati dal proprio traffico annuale
AMBIENTE – Il progetto internazionale IBISCA-Panama ha coinvolto 102 entomologi di 21 paesi. Guidati da Yves Basset, hanno censito gli artropodi della foresta pluviale del Panama e 35 di loro – tra cui Gianfranco Curletti in rappresentanza dell’Italia – ne pubblicano oggi i risultati su Science.
Di stanza al Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola, Gianfranco Curletti aveva già narrato alcune sue avventure nel libro Matto per gli insetti, compreso l’allenamento sportivo al quale, prima di partire, si sottopone sulle pareti esterne di casa e negli alberi circostanti per la gioia di vicini e passanti. Questa sembra all’altezza delle precedenti.
Nel biennio 2003-2004 – scrive – la squadra ha speso sul campo un totale di quasi 70 anni/uomo nel campionamento della foresta pluviale, utilizzando gru, piattaforme gonfiabili, palloni aerostatici, arrampicandosi sugli alberi o strisciando sul suolo, utilizzando ogni tipo di monitoraggio conosciuto Leggi il seguito di questo post »
Con la rubrica Riciclati conosciamo Marco Valli che, dopo un dottorato in fisica, oggi è consulente per una società che si occupa di decisioni razionali Leggi il seguito di questo post »
SCIENCEFORWARD – Dove ci porteranno gli studi in robotica e in biomedicina? Lo scopriremo in questa nuova puntata di Science Forward, il Podcast del Master in Giornalismo Scientifico Digitale, della SISSA di Trieste.
La “casa intelligente” è funzionale a diversi tipi di esigenze e in alcuni casi permette di superare la disabilità fisica e ampliare le proprie possibilità di indipendenza. Ma come funziona e come si fa a gestire un casa intelligente?
Marco Girardi, studente di Sociologia presso l’ Università di Trento, racconta la sua esperienza. La nuova sfida della Robotica unisce lo studio di nuove strategie e il supporto di nuove tecnologie in campo ingegneristico, per migliorare la qualità della vita. Le protesi realizzate da Silvestro Micera, ingegnere biomedico, professore di Biorobotica presso la Scuola Superiore Sant’ Anna, ne sono un esempio Leggi il seguito di questo post »
Ricordate il famoso Large Hadron Rap? Era il 2008, e in piena frenesia per l’imminente “accensione” di LHC, un video di quattro minuti diventò rapidamente virale (al momento su youtube conta quasi sette milioni di visualizzazioni). Nel videoclip Kate Mc Alpine, fisica e comunicatrice scientifica al CERN, canta e balla, rigorosamente in camice bianco, cercando di spiegare a cosa serva il Large Hadron Collider (a parte, ovviamente, a distruggere il mondo). Con pochi mezzi e tanta passione Kate e compari hanno confezionato un prodotto di tutto rispetto, e che non richiede, necessariamente, di essere nerd o geek per essere apprezzato. A quasi quattro anni di distanza, in Rete è sempre più facile imbattersi in questi “esperimenti” artistici, che da una parte sembrano rivendicare, sempre con autoironia, l’orgoglio di essere scienziati (nonché del proprio campo di specializzazione) dall’altra esprimono (spesso) una genuina sensibilità artistica e talento per la comunicazione: la magia della scienza non deve essere tenuta nascosta ai babbani. Leggi il seguito di questo post »
CRONACA – Niente fantascienza, questa è realtà: si chiama Kepler-16b ed è un pianeta che orbita attorno a un sistema di due stelle più piccole del Sole, un fenomeno mai osservato direttamente prima d’ora. Sicuramente non ospitale, infatti il pianeta è un gigante gassoso poco più piccolo di Giove e gelido e distante 200 anni luce dal Sole, rappresenta probabilmente una scoperta che allargherà gli orizzonti della conoscenza sulla formazione di sistemi planetari attorno ad altre stelle.
Lo ammetto: un po’ ci sono cascato anch’io. Press conference, notizia sotto embargo, la NASA che fissa un annuncio in pompa magna per una scoperta che riguarda il telescopio spaziale Kepler Leggi il seguito di questo post »
Capita a tutti di annunciare un risultato, uscito su una rivista seria, che poi viene ritrattato. Anche a noi di Oggi Scienza che però preferiamo raccontare il seguito ai lettori
CRONACA – Nel luglio 2010 si è parlato molto della ricerca di Paola Sebastiani e Thomas Perls dell’Università di Boston, in collaborazione con Annibale Puca, dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr di Milano (Itb-Cnr), pubblicata su Science. In un migliaio di centenari, erano state identificate 150 mutazioni genetiche che proteggono dalle malattie dell’invecchiamento. Quattro mesi dopo tuttavia, il direttore di Science esprimeva la sua ”preoccupazione” e avvertiva che le critiche erano piovute fitte e motivate. In particolare, quelle mutazioni erano state trovate in laboratori diversi – un “subappalto” frequente che consente di risparmiare tempo e denaro, e l’analisi bio-statistica dei risultati non aveva tenuto conto delle differenze nei metodi e negli strumenti utilizzati.
Thomas Perls ha chiesto a un laboratorio indipendente di ricontrollare tutto da capo, le analisi del Dna sono state rifatte con una stessa tecnica e su Science gli autori hanno confermato le proprie conclusioni sul “profilo genetico” dei centenari. Tuttavia
i dettagli specifici della nuova analisi sono sostanzialmente diversi da quelli pubblicati on line all’origine, al punto di richiedere un nuovo articolo. Ritrattiamo quindi il manoscritto originale e perseguiremo la pubblicazione alternativa dei nuovi risultati Leggi il seguito di questo post »
NOTIZIE – Dati appena pubblicati sulla rivista Science mostrano come la scomparsa dei grandi predatori sta seriamente danneggiando diversi ecosistemi, sia marini sia terrestri. La perdita del primo anello della catena alimentare è senz’altro una grossa perdita per la biodiversità e rappresenta uno dei maggiori effetti dell’azione dell’uomo sulla natura. Con gravi effetti a cascata.
Nessuna novità, c’era da aspettarselo, ma la ricerca condotta dai 24 scienziati presenta finalmente le prove di questi effetti, ottenute in maniera sistematica analizzando non solo l’ambiente terrestre, ma anche quello marino. Con un effetto boomerang anche sull’uomo, che si trova a dover correre ai ripari.
“Un silenzioso funerale per i fondi pubblici per la ricerca sull’AIDS in Italia“: il Governo Italiano non prevede investimenti per finanziare il Programma nazionale di ricerca sull’AIDS nel futuro. Un gruppo di ricercatori fra i più importanti nel campo nel nostro Paese ha scritto una lettera aperta a Science, la rivista internazionale, denunciando la situazione, e il giornale ha risposto pubblicando un articolo sull’argomento.
Che fine farà la ricerca italiana sull’AIDS? Lo abbiamo chiesto a Guido Poli, immunologo dell’Istituto San Raffaele di Roma, fra gli autori della lettera.
L’articolo pubblicato su Science è disponibile qui
Sulla funzione del sonno – un comportamento che lascia un animale indifeso e senza l’uso del cervello per un terzo della sua vita – esistono varie ipotesi: il cervello ne approfitta per riequilibrare la propria produzione biochimica, oppure per rifare il pieno di energia, oppure per consolidare i ricordi importanti. Una bella ricerca pubblicata su Science ha appena confermato la terza.
ANNO INTERNAZIONALE DELLA CHIMICA – All’inizio del secolo Giulio Tononi e Chiara Cirelli, dell’università del Wisconsin, hanno scoperto che anche una creatura dotata di pochi neuroni e tre settimane di vita come la Drosophila melanogaster piombava in uno stato incosciente e catatonico per circa otto ore a notte. E’ stato difficile da dimostrare, ma ha rivoluzionato la ricerca ipnologica. Si sono apprese molte cose, per esempio che i moscerini dormono di più e fanno pure la pennichella post-prandiale, che dopo un consumo spinto di alcol (abbonda sulla frutta fermentata) soffrono di postumi più gravi delle moscerine (che s’ubriacano meno spesso) e che dopo una notte di sonni interrotti entrambi i sessi si orientano con più fatica in un dedalo.Tuttavia la maggior parte degli esperimenti comportamentali venivano svolti privando del sonno i poveri moscerini. Questo ha consentito di dedurre che gli effetti negativi della privazione sono all’incirca uguali nei moscerini e negli umani, ma non di capire perché il cervello “staccasse” e smettesse di svolgere il proprio ruolo per un terzo del tempo, cosa che né il cuore né il fegato né altri organi si azzardano a fare Leggi il seguito di questo post »
Fumare sigarette riduce l’appetito e molti fumatori guadagnano parecchi chili di ciccia quando abbandonano il vizio della sigaretta. È tutta colpa dell’ipotalamo e oggi scopriamo il perché
NOTIZIE – Il fumo provoca la morte del 50% dei fumatori, lentamente, dopo anni di consumo e accumulo di danni all’organismo, provocando l’insorgenza di tumori, malattie croniche e cardiovascolari. Ma mediamente, i fumatori sono più magri dei non fumatori. Una nuova ricerca presentata sulle pagine di Science, rivela come la nicotina, il principio attivo delle sigarette, agisce sul cervello riducendo l’appetito. La scoperta mette in evidenza un bersaglio molecolare per lo sviluppo di nuovi farmaci per aiutare a smettere di fumare e per favorire la perdita di peso.