JEKYLL – Joel Sartore, storica firma del National Geographic Magazine, è un moderno Noè: lui, gli animali, non li salva conducendoli su un’arca bensì imprimendoli sulla pellicola della macchina fotografica. Basti prendere ad esempio la sua ultima impresa, The Biodiversity Project, il cui scopo è «mostrare la posta in gioco e stimolare così l’interesse della gente quando ancora c’è il tempo per rimediare». Come? Fotografando, naturalmente, su sfondo bianco o nero «per mettere zanzare e tigri sullo stesso piano», le specie a rischio di estinzione.
Una missione intrapresa dopo aver letto un reportage sul declino degli anfibi: Joel sapeva di dover fare qualcosa affinché le persone potessero ammirare questi animali prima dell’irreparabile. Da rospi, rane e salamandre il passo è stato breve: «come mi spostavo di luogo in luogo», spiega Sartore a Oggiscienza, «apprendevo di altre specie nei guai – primati, rettili, uccelli migratori. Così ora fotografo tutto ciò che è in grado di stare immobile abbastanza a lungo per permettermi di scattare». Leggi il seguito di questo post »








