Gli ingredienti sono i soliti: acqua, zucchero e camici bianchi, ma questa volta c’è qualcosa di diverso: un test clinico prova la validità dell’approccio omeopatico al trattamento delle artriti. A meno che non si legga lo studio coi risultati
IL PARCO DELLE BUFALE - Pubblicato il 13 novembre su Rheumatology, Homeopathy has clinical benefits in rheumatoid arthritis patients that are attributable to the consultation process but not the homeopathic remedy: a randomized controlled clinical trial da un team di ricerca sulla CAM (acronimo di Complementary and Alternative Medicine) dell’università di Southampton è già citato in parecchi siti italiani e non come prova (ulteriore per giunta) dell’efficacia dell’omeopatia.
Per quanto possa sembrare sorprendente, le cose non stanno così.
Il primo indizio è nel titolo stesso, che già scinde l’Omeopatia in due aspetti: il consulto con l’omeopata e l’assunzione del rimedio omeopatico, specificando che i risultati positivi sono dovuti al primo e non al secondo. Infatti la traduzione è: L’Omeopatia mostra effetti benefici in pazienti affetti da artrite reumatoide attribuibili al processo di consultazione ma non al rimedio omeopatico: un trial clinico randomizzato.






