
SALUTE – Carlo Gnetti, un giornalista di Rassegna Sindacale, e Vittorio Agnoletto, medico e fondatore della Lila, hanno scritto di corsa AIDS: Lo scandalo del vaccino italiano (Feltrinelli editore). Di corsa perché pongono domande senza risposte da anni, mentre servirebbero d’urgenza.
Per la ricerca su quel vaccino – che usa la proteina Tat, scoperta nel laboratorio di Robert Gallo nel 1987 e già provata e scartata da altri ricercatori - da 13 anni Barbara Ensoli e il suo gruppo all’Istituto Superiore di Sanità ricevono circa la metà dei fondi pubblici per l’AIDS. Il libro (recensione) documenta finanziamenti decisi dai beneficiari, controllori che sono i controllati o loro fratello, una peer-review inesistente, “successi” comunicati durante feste con politici mentre sulle riviste scientifiche escono articoli contraddittori o su aspetti marginali.
In breve, i fatti. Nel 1998 Ensoli annunciava un vaccino preventivo – che immunizza contro l’infezione - via via diventato “terapeutico”, da somministrare come adiuvante immunitario ai pazienti in terapia antiretrovirale (HAART) Leggi il seguito di questo post »








